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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
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IO VADO A CASA
...Io sono nato nel 1948. I miei erano mezzadri. Lavoravamo 16 ettari di terra. Era una famiglia patriarcale, dove c’era il nonno e i due figli, mio padre e mio zio. C’era la famosa latrina di fuori, e il bagno si faceva nel mastello, nella stalla, perché era il punto più riscaldato. Durante la mietitura si prendeva gente del paese per falciare il grano. Mi sembra che la mietifalce sia arrivata nel 52-53. In realtà ce ne erano pochissime: mi ricordo che mio nonno, poverino, il primo anno che avevamo chiesto di tagliare un po’ di grano con la mietifalce, erano passati diversi giorni e non si vedeva perché ce n’era una in tutta la provincia. Una volta si è alzato di buon’ora ed è andato dove stavano falciando, si è messo al bordo del campo e ha aspettato che finissero, poi si è seduto sopra il trattore e ha detto: “Adesso andiamo a casa mia!”.
Mio padre e mio zio nel ‘54 hanno deciso di separarsi perché le loro vedute erano diverse. Così mio padre è andato in un terreno di quattro ettari che era del prete di Caminate. Era un fondo con la casa e invece di dartelo a mezzadria te lo davano in affitto; pagavi una quota di 130 mila lire all’anno, che per il ‘54 era una bella cifra.
Io ho fatto le elementari in paese e l’Avviamento a Mondolfo, era il 61-62 e mi hanno fatto il libretto di lavoro. Nel ’63, a quindici anni, sono andato a lavorare con i muratori. Allora si iniziava a costruire case nuove, verso Marotta, ma anche a S. Costanzo qualcosa si muoveva. Mi ricordo che in quel periodo si iniziava a costruire la casa del geometra Pandolfi. L’impresa dove lavoravo io ne faceva diverse nuove a Marotta, anche col bagno perchè la concezione era già quella.
Il muratore l’ho fatto fino al ‘68, quando sono andato a fare il militare, un’altra “fortuna” perché ho fatto due anni di marina! Dopo la guerra c’è stato un paio di marinai qui in paese, e uno mi sembra sia stato Lauro Vitali; dopo di lui, il primo sono stato io. Chissà perché… Con me c’era Budrighini Giorgio… Io mi ricordo che sono partito l’11 giugno del ‘68…o forse il 20 luglio… Gli altri neanche ci pensavano perché chi partiva come fante, come militare di terra, partiva sei mesi dopo. Quindi sono partiti a dicembre e sono tornati sei mesi prima di me: io ho fatto due anni e loro quattordici mesi! Non è stata certo una mia scelta, è stata una scelta forzata: la passione me l’hanno data loro! Ho girato per l’Italia con lo zaino per due anni, ho fatto sei spostamenti. Dopo il militare ho trovato un amico di Ancona che mi ha detto: “Ho fatto domanda alla SIP, lo sai che mi hanno chiamato?”. “E come hai fatto?”. “Ho fatto due righe, cosi”.
Io non sapevo neanche che c’era la SIP a Pesaro! Mi sono fatto queste due righe e le ho spedite alla SIP di Ancona e mi hanno chiamato.
Mi ricordo che quella volta non è che c’erano i telefoni nelle case, chiamavano nei posti pubblici. Così la SIP ha chiamato nel bar dove c’era il posto pubblico e cercavano il sottoscritto. Il sottoscritto nessuno lo conosceva. D’altra parte chi partiva dal bar per venire in campagna a cercarti? Nel frattempo io mi ero fidanzato e allora: “Guarda che quel ragazzo va con la figlia di Tizio!”.insomma sono riusciti a rintracciarmi. Ha fatto tutto la fidanzata per l’appuntamento. Le chiedevano: “Ma lei chi è?” “Sono la mamma” “Ah beh, se è la mamma allora lo può fare.” Ha preso l’appuntamento, ho fatto il colloquio e poi per tre mesi ho continuato a lavorare coi muratori. Alla fine mi hanno chiamato e i primi di ottobre sono andato a Bologna a fare il corso. Per trent’anni ho fatto il dipendente ed è stata una bella esperienza per carità: sono entrato come operaio, poi mi sono diplomato studiando alla sera e da lì sono diventato responsabile di zona a Fano.
Sono andato in pensione nel 2000 a 52 anni, con 38 anni di contributi, perché si trattava di andare o in pensione, o in mobilità. Infatti mi hanno chiamato e mi hanno detto: “ Lei cosa vuol fare? Vuole andare a Bologna, a Pescara oppure pensa di andare a casa?” “Perché stamattina mi dai del lei?” infatti ci conoscevamo abbastanza bene. “Perché è un discorso ufficiale e devi scegliere cosa vuoi fare da grande… ” Non c’ho pensato molto: “Tu a Bologna ci vai tutte le mattine: continua ad andarci tu, io vado a casa”...
Rielaborazione della testimonianza
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Dati intervista |
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Cognome Nome |
Agostinelli Maurizio |
Mestiere svolto |
Muratore,
operaio,
dipendente SIP
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Data di nascita |
15/08/1948 |
Data intervista |
20 maggio 2006 |
Luogo di Nascita |
San Costanzo (PU) |
Durata intervista |
120 min |
Temi principali |
Lavoro, Famiglia, Emigrazione, Riti e costumi, Matrimonio, Affettività
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