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06 / UNIVERSITA' E FASCISMO.
Studenti dell’Alma Mater, 1938-1945
Studenti Unibo argomenti interviste
Brano tratto dalla testimonianza di Zanobetti Dino

Sono nato ad Alessandria d’Egitto.
[…] Io sono nato ad Alessandria d’Egitto dove, già dal secolo precedente, erano emigrate entrambe le famiglie dei miei genitori. Quindi sono nato lì e in Alessandria d’Egitto, essendoci una fortissima colonia italiana, c’erano anche delle scuole italiane, create e gestite dal Ministero degli Affari Esteri italiano. Scuole che io ho frequentato dall’asilo infantile sino al liceo. Avrei dovuto fare anche la terza liceo però, siccome prevedevo, cosa che poi c’è stata, una situazione nella quale gli europei avrebbe dovuto abbandonare l’Egitto, io ho saltato la terza liceo. Mi sono presentato, sempre ad Alessandria, come privatista all’esame e quindi dalla seconda liceo, al liceo di Alessandria, sono arrivato qui nel 1936.  Sono venuto qui nel 1936 dove c’era già mio fratello maggiore il quale stava terminando, era all’ultimo anno, degli studi di Giurisprudenza. Quindi lui si è laureato nel luglio del 1937 e io nel ‘36- ‘37 ho fatto il primo anno di quello che allora si chiamava  il biennio propedeutico d’Ingegneria.  Perché questa si chiamava Scuola di Applicazione di Ingegneria, per la verità già si chiamava facoltà ma era considerata una Scuola di Applicazione di Ingegneria, basata su tre anni. Quindi i primi due anni, biennio propedeutico, si svolgeva all’Istituto di Matematica in via Belmeloro e lì si studiava la matematica, la fisica, la chimica e alcune materie accessorie, mineralogia, storia dell’architettura ecc. Finiti quei due anni, si passava qui, in questa scuola, che era molto nuova perché era stata aperta  nel 1935.  Quindi io ci sono entrato nell’ottobre del 1938, ho fatto i tre anni, mi sono laureato nel luglio del 1941 e dopo c’era la guerra e sono andato a fare il militare, militare che ho fatto, facendo prima la scuola di Ingegneria dell’aeronautica del Politecnico di Torino dove si conseguiva la nomina di Sottotenente Ingegnere Aeronautico, e questa è la mia carriera universitaria. Quindi è l’arco dal ‘36 al ‘41, o ‘42 se si prende il Politecnico di Torino […]. Io ho avuto una grande fortuna, che provenendo dall’estero non sono stato toccato, quindi io tranquillamente  tutta la mia… Dunque, da notare: in Egitto il fascismo aveva permeato tutta la colonia italiana, anzi, il consolato italiano era una specie di covo fatto per obbligare gli italiani se volevano qualcosa da fare in Italia, ad aderire al fascio. Io ho fatto il balilla, perché a scuola si faceva il balilla, ho fatto l’avanguardista, perché a scuola si faceva l’avanguardista,  ma poi in 1^ liceo sono diventato antifascista. E soprattutto, leggendo  sui libri sovversivi i giornali ero diventato aderente al gruppo di Giustizia e Libertà. Quindi quando io sono venuto in Italia nel ’36 ero già antifascista, e  ho avuto la fortuna, venendo dall’estero,  di passare indenne tutti quegli anni, senza che nessuno mi costringesse né a iscrivermi al fascio, né ai gruppi universitari; insomma sono stato ignorato. Non c’è stato problema per me […].

Dati intervista
   
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Cognome Nome
Dino Zanobetti
Mestiere svolto
Professore
Anno di nascita
1919
Data intervista
19/10/2010
Luogo di nascita
Alessandria d'Egitto (XX)
Durata intervista
60 min
Trascrizione
SI
 
 
Collocazione
Studenti Unibo - casn5

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