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06 / UNIVERSITA' E FASCISMO.
Studenti dell’Alma Mater, 1938-1945
Studenti Unibo argomenti interviste
Brano tratto dalla testimonianza di Pascale Ginfranco:

Ingegneria
[…] Mi sono iscritto finalmente al Galvani, dove ho finito, mi sono diplomato, e poi finalmente mi sono iscritto all’università [in Ingegneria].  Noi eravamo in ottocentoventi iscritti […], l’anno dopo erano milleduecento. Pensi che invece i miei fratelli che si sono iscritti quando Ingegneria era ancora in piazza Celestini, erano in centoventi. Si sono iscritti dodici anni prima di me, nel ‘22-‘23 grosso modo […]. Io sono l’ultimo di sei [fratelli] […] i due maggiori a Ingegneria edile, io invece a Ingegneria meccanica. L’idea, che poi è andato tutto a monte, era di fare Meccanica con indirizzo nautico, era di andare a finire alla scuola che allora c’era, di specializzazione a Guidonia. Dopo la guerra, l’idea di andare a Costruzione aeronautica è tramontata completamente e allora… basta, ho fatto tutt’altro […]. Sempre ho avuto questa idea [di fare Ingegneria meccanica]. Allora c’era poi l’aviazione in crescita, quindi, invece dopo la guerra… tutte le fabbriche aeronautiche praticamente hanno chiuso. Quindi ho fatto tutt’altro dopo. Poi non so cosa posso dirle. I professori, dei professori che ricordo c’è il professore C., che era un matematico ed era giovanissimo ma era un gran matematico, che aveva poi avuto dei riconoscimenti dopo. Poi chi c’era? M. mi pare, c’era quello di meccanica razionale, che era quello che aveva fatto le dispense e quando lui faceva lezione, praticamente leggeva le dispense. Noi avevamo le dispense, lui parlava non aveva niente davanti, lei sentiva ad un certo punto, c’era la sospensione e si sentiva girare pagina. Guardi, parola per parola le sue dispense… a memoria. Poi c’era bravo l’aquila d’oro,  il professore O. Noi lo chiamavamo aquila d’oro perché spesso veniva  investito con l’aquila d’oro sopra [il cappello] […]. Sì, quello tremendo era. Agli esami dava una cosa da risolvere, dopo 10 minuti usciva, poi ne dava un’altra, stessa cosa, dopo 10 minuti usciva, bocciato! Al quinto, sesto, settimo bocciato, arrivava uno che riusciva a risolverlo e lui “Lo credo, in venti che siete fuori, dovevate ben arrivarci a risolverlo” gli dava un altro problema e lo bocciava. Andava avanti bocciandone venti - trenta in una mattina così. Dopo la guerra… torniamo all’università, praticamente ho fatto tutto fuori corso, cioè avevamo praticamente diritto a fare gli esami quando volevamo, bastava mettersi d’accordo con i professori e siamo andati avanti così, senza mai andare… Io praticamente non sono mai andato a lezione, salvo il primo anno quando la facoltà di matematica era in via Belmerolo, lo sapete, e siamo andati avanti così, studiavamo due o tre insieme, ci mettevamo d’accordo con i professori, eravamo in sette o otto e ci mettevamo d’accordo con i professori, si facevano gli esami e si andava avanti così. Lei pensi che l’ultimo anno sono riuscito a dare tredici esami in un anno, tra cui scienze delle costruzioni, con il vecchio B. […].

Dati intervista
   
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Cognome Nome
Gianfranco Pascale
Mestiere svolto
Coltivatore diretto
Anno di nascita
1920
Data intervista
04/02/2011
Luogo di nascita
Porto Said (XX)
Durata intervista
60 min
Trascrizione
SI
 
 
Collocazione
Studenti Unibo - casn19

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