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06 / UNIVERSITA' E FASCISMO.
Studenti dell’Alma Mater, 1938-1945
Studenti Unibo argomenti interviste
Brano tratto dalla testimonianza di Squarzoni Aldo:

L’università durante la guerra
[…]Quando sono arrivato alla seconda liceo era il 1940, allora io ero già un po’… sopportavo poco la scuola media insomma, mi sentivo più… eravamo innamorati di D’Annunzio, grandi gesta, musiche che poi partivano volontarie. Nel mio gruppo di entusiasti per la guerra ce n’erano molto pochi, tuttavia sentivamo il dovere di servire la patria, anche se non avevamo le stesse idee del fascismo. E allora io e alcuni altri decidemmo di anticipare l’esame di maturità. Questo è il registro dell’esame di maturità dell’anno ’39-‘40, io ho fatto l’esame di orali al liceo Galvani il giorno che è scoppiata la guerra, il 10 giugno del ‘40. L’esame di maturità l’abbiamo fatto solo noi che ci presentavamo come privatisti, perché gli altri, proprio per il fatto che è scoppiata la guerra, furono promossi con gli scrutini normali […].
Gli studi universitari io li ho fatti in un modo strano dal punto di vista della guerra, perché dopo la guerra era una cosa normale fare l’università, durante la guerra hanno abolito la tesi di laurea, però facevamo gli esami, io venni anche da militare a fare qualche esame,  presi ventotto, poi avevo molti trenta e alla fine mi hanno dato trenta senza fare la tesi. Vi dirò che l’esame di chimica organica in via Belmeloro, io sono uscito di lì alle undici del mattino,  a mezzanotte è arrivato un bombardamento e quella palazzina lì è andata rasa al suolo. Gli esami che si facevano erano esami molto blandi per dire la verità, perché gli stessi insegnanti sapevano benissimo qual’era la nostra… Noi venivamo a fare gli esami per avere ventiquattrore di licenza, che poi quando si tornava al reggimento dovevi far vedere e se non eri stato promosso venivi punito, altrimenti tutti avrebbero chiesto la licenza per venire qua a farsi bocciare.  E poi ci furono i famosi fatti dei partigiani. Voi sapete che furono presi e fucilati perché la cellula, diciamo così, il gruppo si trovava all’università, e c’è una cosa che veramente posso dirvi: la mia famiglia era antifascista; veniva a casa nostra un certo maggiore… adesso il nome mi verrà fuori, maggiore C. Mia madre, nonostante le ristrettezze che c’erano disse, era ora che andava nel negozio da mio padre, venne a trovarci e disse: “Mangia un paio di tagliatelle con noi? Le ho fatte io”. Ad un certo punto lui guardò l’orologio “Sono in ritardo, vi saluto, vi saluto”. L’abbiamo rivisto dopo e spiegò che arrivato in Piazza Aldrovandi, c’è via Giuseppe Petroni, poi c’è l’università. Ha visto un parapiglia, è tornato indietro, erano arrivati i tedeschi e le brigate nere che avevano bloccato dentro l’università questi ragazzi. Lui doveva andare là e fece tardi solo perché rimase a mangiare a casa nostra. Raccontava questa cosa […].

Dati intervista
   
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Cognome Nome
Aldo Squarzoni
Mestiere svolto
Magistrato
Anno di nascita
1922
Data intervista
11/03/2011
Luogo di nascita
Bologna (BO)
Durata intervista
60 min
Trascrizione
SI
 
 
Collocazione
Studenti Unibo - casn23

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