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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
ERA BON COM EL PAN
Al colloquio era presente la moglie
...Da noi il pane si faceva in casa nel forno nostro, quei filoni di pane da un chilo. Il grano ne abbiamo avuto sempre a stuffo; non è che la famiglia nostra ha sofferto, ha avuto sempre qualche riserva. Eravamo proprietari di un podere di sei ettari, ammazzavamo due maiali all’anno, avevamo due tori e due vacche. Da noi c’era la monta. I tori quando arrivavano a 11-12 quintali li vendevamo perché cominciamo ad essere troppo pesanti e allora si cambiava.
Allevavamo anche i vitelli.
La casa era su due piani e c’erano dei finestrini piccoli piccoli. Al primo piano c’era la cantina, la stalla, la capanna e sopra c’era l’appartamento con cinque stanze: la cucina, la camera dei genitori, una camera per i tre figli maschi, una per nonna e una per mia sorella.
Per l’acqua avevamo la pozza d’acqua piovana dove adesso c’è la cisterna e il pozzo per bere. Mio padre delle volte al sabato andava alle fiere a vendere i vitelli e a riscuotere. Quando partiva mi ordinava sempre qualche faccenda: “Oggi tu fai questo, io vado via”. Quando ritornava io avevo fatto tutto: c’era rispetto, ma mi piaceva anche. Però quando aveva i vitelli andavo anch’io con il babbo. Babbo c’ha cavato tutte la soddisfazioni, tanto a me quanto ai miei fratelli.
La domenica c’era la bicicletta! Una volta la prendevo io e l’altra la prendeva mio fratello e quando eravamo grandi ci ha fatto la moto perché si era stufato di andare nei mercati sempre con la corriera. Ma era prima della guerra, io non ero ancora sposato e allora ha fatto la Guzzi 500. Quindi andava alle fiere in moto, ma io andavo con babbo perché lui non guidava: aveva un braccio solo mio padre. Un incidente con la macchina dello stabbio da giovane. Quando si è sposato il braccio non ce l’aveva e mia madre raccontava che le sue amiche le dicevano: “Cosa? Sposi quello? Ma se gli manca un braccio!”. E lei rispondeva: “Ha la terra dei suoi …”. Mamma l’ha sposato e sono andati sempre bene ma comandava lei perché mio babbo era bon come il pan
Dopo il fronte la scuola di Solfanuccio era tutta rovinata dai bombardamenti e io e un amico l’abbiamo un po’ riparata e abbiamo organizzato delle feste, dei festini. Si andava a prendere le donne in campagna con il camion! Abbiamo fatto amicizia con i neri, con i polacchi.
Subito dopo il fronte quanti festini abbiamo fatto!
C’era qualche polacco che era rimasto qui nella zona e alla sera stavano con noi: uno era fidanzato con una ragazza della campagna che adesso è morta; un altro con una del paese, un altro con la figlia di Santon.
A carnevale si ballava al giovedì, al sabato. Le ragazze le andavamo a prendere una per una a casa e poi le riportavano. Venivano con la madre o con qualcuno della famiglia ma anche da sole perché da noi ci si conosceva tutti nella zona e i genitori si fidavano.
Le andavamo a prendere e poi le riportavamo.
Non avevamo niente da fare e allora e abbiamo pensato di organizzare queste feste. Facevamo pagare un tot agli uomini e niente alle donne. Si pagava la fisarmonica e ci divertivamo.
A carnevale si andava in campagna, si faceva il giro mascherati con il furgoncino di mio fratello: portavamo una damigiana ben sistemata sul furgoncino e i contadini ci davano un po’ di vino e qualche uovo. Alla sera la damigiana era piena e avevamo 200,300 uova… Dopo cosa si faceva? In una casa verso il Rio dove ci stava el Gat, c’era un magazzino tutto lungo come la casa: il giovedì grasso ci facevamo le cresciole, i castagnoli, i ciamblon. Le spese le pagavamo noi e le donne preparavano i dolci e friggevano e poi alla sera portavano i mariti, i morosi, i parenti. Era sempre pieno di gente! Delle volte c’era da chiudere la porta, ma la porta noi non l’abbiamo mai chiusa a nessuno! L’abbiamo fatto per quattro, cinque anni ma poi quella famiglia è andata via. Anche a casa nostra abbiamo fatto dei festini: Felice con la tromba, Gherardo con il mandolino e Pain suonava la fisarmonica...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Buldrighini Giuseppe
Mestiere svolto
Coltivatore diretto
Data di nascita
19/01/1925
Data intervista
10 marzo 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
90 min
Temi principali
Lavoro, Famiglia, Guerra, Riti e costumi, Politica, Matrimonio, Tempo libero, Vacanze, Emigrazione

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