Home Archivio delle voci  
  Giardini della memoria   Memoria over 90   Catturare le storie                  
Ecofox
imaGo online
ENGLISH
CONTATTI
PUBBLICAZIONI
CREDITS
ATTIVITA'
DATABASE
database
 

 

 
01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
CANTAVAMO BANDIERA ROSSA TRA I DENTI
Al colloquio hanno partecipato la sorella CAMILLONI ONELIA e l'amica ROSATI LUCIANA

...Dentro casa mia noi cantavamo “bandiera rossa” tra i denti, dicevano: “Cantatela piano!”. C’era quel povero Selvino, quel povero Giovanni, noi non la sapevamo, ce l’insegnavano loro, quel povero Selvino ce l’aveva insegnata. Quella povera Lolla cantava “Addio Lugano bella” quando andavamo a pelare i polli a Marotta e io l’ho imparata perché le canzoni le ho imparate sempre tutte. Cantava: “Addio Lugano bello / o dolce terra mia / scacciate i senza colpa / gli anarchici vanno via”. Poi io queste parole le cantavo quando andavo a casa e diceva babbo: “Non ti fare sentire carina sa, canta piano se vuoi cantare, non ti fare sentire che se sentono ci mettono dentro”.
Dentro casa cantavo, piano, piano. “Per carità non ti fare sentire cocca mia, non ti fare sentire perché mi mettono in prigione”.
Io le cantavo pianino dentro la mente mia, io cantavo anche di notte, da sola, nel letto.
Allora avevo 18 o 20 anni perché era poco prima di sposare, al tempo di guerra. Ci diceva: “State attenti, guardate intorno chi c’è”. Quando si andava a scuola c’era il saggio quella volta toccava cantare o che cantavi bene o che cantavi male…
Perché noi quando c’erano i cortei si cantava “Fischia il sasso” ,“Giovinezza”, quelle canzoni lì.
C’era il saggio di ginnastica e io ero “piccola italiana”, poi sono diventata “giovane italiana”.
Mi ricordo che quando sono andata a servizio nella trattoria dall’Anconetana a Fano avevo 18 anni, il dottore è venuto a casa nostra e ha detto a mamma e babbo: “Manda tua figlia che la iscriviamo come Giovane fascista”. E mamma poverina: “Inscrivetela dove vi pare, ma io i soldi per farle la divisa non ce li ho”. “A quello pensiamo noi”. Anche per “piccola italiana” me l’hanno data sempre loro la divisa perché c’era il saggio di ginnastica e toccava andarci quando andavamo a scuola e dopo come “giovane italiana” toccava andarci lo stesso. Ci sono stata una volta perché dopo sono andata a servizio a Fano, mi avevano dato la divisa nuova, la gonna nera e la blusa bianca.
Quando è finita la guerra l’abbiamo saputo dalla radio. Eravamo in casa tutti insieme e mi ricordo che abbiamo saputo la notizia che Mussolini l’avevano già ammazzato e tutto. Siamo stati contenti perché abbiamo sofferto.
C’era uno,di Mondolfo era, passava qui davanti con il cavallo e la frusta e diceva: “Se torniamo su noi con un colpo di frusta mettiamo per aria tutto il paese”.
Mi ricordo la prima volta che hanno fatto il 1° maggio Selvino è andato a mettere la bandiera sulla torre e dopo l’hanno preso e l’hanno messo in galera.
L’hanno preso qui, che la moglie lavava i panni qui davanti. L’hanno messo sul camion e ha detto alla moglie: “Sta zitta, non avere paura che non ho fatto niente di male”. Ormai il Fascismo era caduto. Poi quel povero Selvino è morto il 9 di giugno, ma quando i comunisti hanno vinto le elezioni in comune ha detto: “Ah, adesso muoio contento” ...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
< Torna a elenco
Cognome Nome
Camilloni Ombelina
Mestiere svolto
Cuoca
Data di nascita
11/11/1922
Data intervista
27 gennaio 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
120 min
Temi principali
Lavoro, Guerra, Famiglia, Politica, Tempo libero,
Riti e costumi, Emigrazione

Guarda il video

Installa Adobe Flash Player 9


Piazza Tre Martiri, 43 - 47921 Rimini / tel. 0541.434059 - 0541.434023 / fax 0541.434060