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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
PER IL CORSO SONO TUTTE VEDOVE I
Al colloquio hanno partecipato la sorella CAMILLONI OMBELINA e l'amica ROSATI LUCIANA

...Ho Lavorato in campagna o nell’albergo, tutti i quarant’anni, tra lavori a ore e mensili.
Quanti pranzi abbiamo fatto, quanti cantanti ci hanno mangiato lì.
Io ci sono andata qualche giorno nel ’60 e dal ’63-’64 ho preso proprio il via con i pranzi per tutto il mese.
I viaggiatori mangiavano tutti lì perché i negozi prima erano sempre aperti e allora i viaggiatori passavano prima a chiedere la roba che volevano e dopo la portavano i camionisti, un giorno si e un giorno no passavano, uno della Ferrero, uno dell’olio, c’erano quattro o cinque viaggiatori di tutti tipi di cose, dopo c’erano quelli che la portavano e così tutta la settimana, tutti i giorni c’erano i viaggiatori. Dopo c’era un passante e aveva le camere, c’era di tutto un po’. Le cene e i pranzi gli hanno dato fiducia a sto Guerrino e ci sono stati sempre.
Nell’albergo venivano in estate, avevano anche le camere fuori nei primi anni, verso il ’60. Dopo c’era il camping, andavano là a dormire, alla sera mangiavano lì. In estate era un pienone giorno e sera.
C’era Guerrino che aveva tante conoscenze e la sera c’erano una quindicina di coppie, quelli due o tre volte la settimana te li dovevi aspettare se era il mese che erano al mare alle Torrette. Venivano da Urbino, da lontano. Ho lavorato molto, li servivo, c’erano pochi camerieri, quando c’erano i pranzi prendeva quei ragazzetti. Io dovevo andare dietro loro, cucinare, preparare i vassoi poi partivo con loro e chi mi aiutava riempiva i vassoi nuovi. Quando c’erano venti o trenta persone ed ero sola prima lo facevo, dopo c’era la padrona che mi aiutava e io dovevo andare a servire, C’era anche il padrone che serviva e serviva bene però lui quando aveva dato l’ultimo pezzettino non aspettava né di darti il caffè, né di darti il dolce, mangiava lui quando erano le due o le tre e a lui non lo vedevi più e la sala rimaneva tutta per me e, se c’era, per un aiutante. Per quelle due marchette si è fatto soprattutto.
Ma in paese c’era la vita, adesso non c’è più niente.
La gioventù va fuori.
Siamo rimasti pochi nel paese. Per il corso sono tutte vedove.
Le pizzerie ci sono ogni dieci passi, adesso la gente molta va in pizzeria.
Le case le hanno fatte tutte fuori, hanno comperato tutte le case fuori del paese e il paese si è allargato. Prima non c’erano le macchine per portare via una famiglia, prima andavano a spasso con le moglie nello steso paese, passavano a prendere un caffè, mentre adesso con le mogli prendono la macchina e vanno a Rimini può darsi, è tutto diverso, e quelli di Rimini può darsi che abitano qui...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Camilloni Onelia
Mestiere svolto
Cuoca
Data di nascita
12/11/1927
Data intervista
27 gennaio 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
120 min
Temi principali
Lavoro, Guerra, Famiglia, Politica, Tempo libero,
Riti e costumi, Emigrazione

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