Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2007-2008
Intervistatore: Maramieri Isabella
Intervistato: Capraro Lina
Lina Capraro è nata a Mozzagrogna, provincia di Chieti, il 28 marzo 1928. Il suo racconto è interamente incentrato sul ricordo di quanto è accaduto a lei e alla sua famiglia negli anni della seconda guerra mondiale. Con i tedeschi “affamati” che “andavano sempre in cerca di uomini” ma che “non hanno mai disonorato una ragazza”. Diversamente dagli alleati, in particolare canadesi e indiani, spesso ubriachi: “i canadesi e gli indiani hanno disonorato e hanno ammazzato le donne”, “dove c’era una parte di case basse, beh lì mettevano i camion e salivano… allora le povere ragazze, della mia età andavano scappando per i tetti…. Perché questi poggiavano là i camion di notte”, “mio padre tanto a me, tanto a mia sorella Elisa, ci disse che nel momento in cui fossero arrivati dei soldati, di nasconderci… diceva a mia madre di non farci vedere”. Proprio nel corso di un’aggressione alla sorella di Lina, operata da soldati indiani, suo padre, Nicola, viene ucciso colpito da una raffica di proiettili: “io scendo dalla trave, ho messo i piedi per terra… e vado verso… tutto allo scuro… però sono andata verso… perché avevo capito cosa era successo…mia madre che gridava “la cassetta, la cassetta”… arriva un contadino che è andato ad accendere un lumino… però sono arrivata prima io… forse Elisa non so se aveva riaperto la porta, per la paura… in quel frastuono io mi sono trovata che mio padre era caduto… un po’ appoggiato sul lettino che noi avevamo… allora… e sorrideva… allora mia madre, vedendolo sorridere, pensava che fosse ancora vivo… invece il contadino le disse “no Rosa, non ci serve la cassetta, perché Don Nicola è morto”… figurati mia madre… Io vado, gli prendo le mani, perché lo volevo abbracciare… ma non ce la facevo… allora gli prendo le mani… insieme al contadino… e vedo le mani spaccate, qua… come se gliele avessero tagliate… spaccate le mani… allora qualcuno lo tira su, e io gli prendo i piedi, ma i piedi erano tutti spaccati, a metà… pure i piedi, pieni di sangue… e papà sorrideva… “oddio è vivo” dissi io. “no, è morto, è morto” disse il contadino”. Dopo la guerra, racconta Lina, “si.. ci sono voluti 4 anni per rimettersi… le persone… ma dopo hanno fatto pure dei soldini… c’erano i soldati…e li hanno fatti… In casa mia non è venuto nessun soldato, a parte quelli che hanno ammazzato mio padre, mentre gli altri lavavano i panni, o facevano altro… gli davano il vino… come ha fatto la parte di San Vito, di mio suocero… Quindi chi lavava… chi faceva un’altra cosa… perchè ce ne erano davvero tanti… e i soldati portavano… la cioccolata, il caffé e altre cose…”.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Capraro Lina |
Mestiere svolto |
Commerciante |
Data di nascita |
28/03/1928 |
Data intervista |
28/12/2007 |
Luogo di Nascita |
Mozzagrogna (CH) |
Durata intervista |
120min ca. |
intervistatore |
Maramieri Isabella |

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