Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2007-2008
Intervistatore: Barro Sara
Intervistato: Natrone Carmen
Susana
Susana Carmen Natrone è nata il 29 maggio del 1949 a Buenos Aires, in Argentina. Dopo un breve presentazione di base, il primo argomento affrontato è la famiglia. L’intervistata ha descritto il lavoro dei genitori (erano camerieri nei treni a lunga percorrenza), ricordando momenti importanti da loro vissuti (come l’incontro con Eva Peron). Dalla famosa moglie del presidente argentino l’argomento è passato sulla sfera politico-storica, descrivendo la situazione nazionale e personale con la presa al potere da parte delle forze militari, che hanno instaurato una dittatura. Susana ha vissuto la sua infanzia e gioventù sotto il governo militare, subendo diverse restrizioni nella vita quotidiana (come il coprifuoco ad esempio). Ha raccontato la motivazione dell’esistenza dei “desaparecidos” e dei “terroristi “. Successivamente la conversazione è ritornata sulla sua storia familiare, continuando il discorso sul lavoro, descrivendo le altre attività lavorative effettuate dai genitori. Domandando il rapporto esistente tra lei e i genitori s’è scoperto che tra i 6 e i 12 anni Susana ha vissuto con una zia. Sua madre ha motivato questa separazione solo in età adulta e in maniera superficiale, non convincendo Susana. L’intervistata, da giovanissima (15 anni), ha abbandonato gli studi alla scuola superiore per lavorare come parrucchiera; ha studiato in una scuola di specializzazione e ha imparato il mestiere che sognava di fare. Ha lavorato per uno dei più importanti hotel di Buenos Aires, conoscendo personaggi di livello pubblico, come una figlia di un importante militare.
Susana si definisce “apolitica” pur non apprezzando minimamente il governo dittatoriale e difendendo gli oppositori al regime. L’intervistata successivamente ha raccontato l’incontro con Marco (suo marito): l’ha conosciuto durante la “festa della liberazione”, il 09/07/69, in una sala da bowling. Da quel momento sono usciti assieme ed hanno effettuato numerosissimi viaggi, sempre in compagnia di altri amici. Hanno iniziato la convivenza nel 1973. Quattro anni dopo, in seguito alla scoperta d’aspettare la loro prima figlia (Barbara), Susana e Marco decidono di sposarsi. Il matrimonio avviene con rito civile, in quanto entrambi, pur avendo ricevuto sia la comunione che la cresima, non sono credenti. Susana poi ha raccontato dei suoi numerosi viaggi, soprattutto nel sud dell’Argentina; un solo viaggio è stato intrapreso nel nord dell’Argentina: l’intervistata ha raccontato dell’enorme diversità con i luoghi da lei conosciuti e di un monte che l’ha particolarmente colpita, il monte “sette gonne”, definito così per la strana colorazione che si vede guardandolo che richiama l’abbigliamento tipico del nord e della Bolivia.
Il trasferimento in Italia è stato deciso nel 1981 in seguito a un lungo viaggio effettuato quell’anno tra Spagna, Italia e New York. Trasferimento rimandato di 9 anni perché Marco preferiva risparmiare ed entrambi volevano che Barbara finisse le elementari (che in Argentina durano 7 anni). Nel 1987 nasce il secondo figlio, Diego. Decidono poi di partire nel 1990 piuttosto velocemente. In Italia per loro la situazione sarà complicata, la sorella che ospitava Susana e la sua famiglia in breve tempo le fa capire che dovevano trovarsi un’altra sistemazione. In quel momento interviene un cugino di Marco che generosamente si offre di ospitarli. Dopo qualche mese trovano la loro prima casetta, davanti a dove si trovava la casa natale di Marco. Il cambiamento di nazione per tutti è stato molto complesso, nessuno conosceva la lingua italiana e comunque nel pordenonese è molto diffuso l’uso del dialetto, per cui all’inizio sarà difficile, soprattutto per Susana e Marco, i due figli invece impareranno velocemente la nuova “lingua”. Anche l’ambito lavorativo per Susana cambia: deve lavorare come colf presso numerose famiglie, apprendendo velocemente un mestiere per lei “nuovo”, essendosi abituata, in Argentina, a una vita più agiata. Anche Marco all’inizio soffre, lavorativamente parlando, del cambiamento. Difatti all’inizio lavora come dipendente presso un idraulico. Dopo poco decide di mettersi in proprio, ma la situazione di “straniero” (anche se nato in Italia, parlava poco italiano) lo mette in difficoltà nel farsi conoscere.
Nel 1996 accadde un “imprevisto”: Susana ha un attacco cardiaco. Questo le impedisce di lavorare per molti mesi e quando ricomincia il ritmo è decisamente rallentato. L’anno scorso ha deciso di lasciare. Da quel momento la “parrucchiera” si trasformera in “casalinga”. A questo cambiamento si deve l’apprendimento dell’arte culinaria, prima completamente oscurata dalla dieta argentina composta essenzialmente da piatti semplici e veloci, prevalentemente composti da carne. Comunque, per Susana, un cambiamento importante derivatane dalla nuova residenza è stato il sentimento di tranquillità che prova rispetto a Buenos Aires, continuamente soggiogata alla criminalità. Altra differenza sostanziale tra Italia e Argentina sono le persone. Susana trova che gli italiani siano concentrati troppo sul lavoro e poco sulla vita sociale, che siano molto formali e un po’ “freddi”. Susana dal canto suo è tutt’altro che “formale”, la sua casa è stata visitata e “ospitatrice” di moltissimi amici.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Natrone Carmen
Susana |
Mestiere svolto |
Parrucchiera,
segretaria e colf |
Data di nascita |
29 maggio 1949 |
Data intervista |
28/12/2007 |
Luogo di Nascita |
Buenos Aires
Argentina |
Durata intervista |
60 min ca. |
intervistatore |
Barro Sara |

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