Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2007-2008
Intervistatore: Vaira Paola
Intervistato: Pepe Maria
Maria Pepe è nata a Castelnuovo della Daunia, in provincia di Foggia, il 9 novembre 1929. Figlia di un muratore, capo mastro, cresce in una famiglia numerosa con altri sei fratelli (cinque femmine ed un maschio). Ricorda che “ognuno c'aveva un pezzetto di terreno”; nessuno faceva la fame, ci si accontentava di quanto veniva prodotto in casa, senza fare ricorso al commercio: “non si usava proprio a fa a spesa”. Nei momenti di difficoltà, si beneficiava della solidarietà delle altre famiglie: “poi c’era quella bella amicizia,siccome il paese era piccolo e pochi abitanti ci volevamo bene tra vicini di casa e parenti”. Gli anni del Fascismo sono rievocati attraverso i ricordi delle divise indossate anche dai più piccoli, del “sabato fascista” con gli esercizi ginnici: “io c'avevo la divisa da piccola italiana con la gonna nera tutta pieghettata,la camicetta bianca con il distintivo,il berretto in testa e allora andavamo sul monumento fascisti,i militi ignoti e andavamo tutti a fare il corteo al monumento dei caduti;poi andavamo al campo sportivo e facevamo ginnastica;però di altre cose non capivo”. La giovinezza è ripercorsa attraverso il racconto dei pochi divertimenti (il ballo durante il periodo di Carnevale), della scarsa libertà di cui godevano le ragazze e i riti e gli accordi che sancivano l’avvio di un fidanzamento e precedevano il matrimonio: “Quando proprio entravano i familiari che si parlavano con i familiari,allora venivano i genitori con altri famiglie,se avevano sorelle, fratelli,insomma venivano una decina di persone e venivano a parlare con papà,con mamma se volevano avevano piacere,non avevano piacere se avevano che corredo ci dava se avevano insomma qualche casa da darci, terreno si faceva proprio come un contratto; chi aveva qualche cosa,chi non aveva niente...allora si usava che il vestito da sposa il pranzo lo doveva fare lo sposo e la sposa doveva fare le camicie,calze le cravatte allo sposo e doveva fargli tutto il corredo. Il corredo se ne parlava che era per esempio secondo le possibilità:12 lenzuola di sotto,12 lenzuola di sopra;si usavano quelle pieghe sopra il letto tutti ricamati,12 tovaglie, 24 asciugamani,insomma pe na vita intera tutte le parure complete,camicie da notte,camicie da giorno,mutande,fazzoletti in testa, reggiseni tutti i completi,si usava che li dovevi mettere esposti una settimana prima che uno sposava”. Il marito di Maria ha lavorato a lungo in Germania come minatore, poi è rientrato in Italia a causa di una “gastrite duodenale”; successivamente “ci siamo trasferiti per mezzo di un amico a Brindisi dove stiamo attualmente e mio marito andò a lavorare alla Montecatini e là già aveva preso polvere nelle miniere poi nella Montecatini ha preso di più polvere e morì a 59 anni”. La “grande trasformazione” degli anni Sessanta ha significato per Maria, casalinga, l’ingresso all’interno dello spazio domestico degli elettrodomestici: “Poi sono incominciate la cucina,il bagno è cambiato questo, tutte le comodità in casa, lavatrice, televisione, frigorifero tutte queste cose, questo è cambiato che c'hai tutte queste comodità in casa, ha cambiato parecchio perchè...c'è molto lavoro lo stesso, tutti sti detersivi che si usano,ci sarebbe di meno lavoro perchè aspirapolvere, lucidatrice tutte queste comodità, bagno,acqua in casa,la comodità c'è troppa adesso”.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Pepe Maria |
Mestiere svolto |
Sarta, pasticcera |
Data di nascita |
11 settembre 1929 |
Data intervista |
10/01/2008 |
Luogo di Nascita |
Castelnuovo della
Daunia (FG) |
Durata intervista |
6o min ca. |
intervistatore |
Vaira Paola |

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