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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2007-2008
Intervistatore: Dalessando Alessandra
Intervistato: Sacco Michele
Michele Sacco è nato a Cerignola il 25 dicembre 1920. Il 14 gennaio 1941 è chiamato alle armi e inviato in Grecia. Dopo l’8 settembre viene fatto prigioniero e deportato in Germania. Lavora dapprima alla Steffens & Nölle, fabbrica nei pressi di Berlino, poi dopo un periodo di alcune settimane trascorse in ospedale, viene trasferito in un'altra fabbrica, “la Wibercoo, che si trovava nel quartiere di Treptow park”: “alla Wibercoo trovai un capo reparto che era di nazionalità polacca ma era tanti anni che stava lì e poi lui mi chiamò la signorina mi portò al quarto piano dove stava la mensa mi fece mangiare e mi fece mangiare abbastanza loro parlavano in tedesco io non capivo niente e la signorina quando mi portò nella stanza disse mangia quello che vuoi e quanto ne vuoi perché qui si lavora. E mi portarono lì poi ho avuto diciamo un contatto con una belga che ebbe un figlio e morì tramite il soffocamento per i bombardamenti perché il bambino lo teneva troppo…morì e lo portammo al cimitero e questo bambino dopo 3 giorni fu bombardato il cimitero”.
Del periodo di prigionia, ricorda prevalentemente la presenza lancinante della fame: 1 kg di pane ogni 12 persone: “si faceva la bilancia con i barattolini del lucido delle scarpe si faceva una mollica da quella parte e mettila da questa parte, preciso preciso. E per vivere si andava nell’immondizia che buttavano loro a prendere qualche cosa che si trovava più o meno buona diciamo, bucce di patate e cedri […]sono partito dalla Grecia di 65 kg e arrivare a 38 kg l’ultima volta, ci mantenevamo diciamo perché eravamo giovani”. E’ rientrato in Italia il 24 settembre 1945.
L’Italia che si avvia alla democrazia è profondamente diversa dall’Italia fascista: “Noi giovani, che partimmo, di politica non avevamo mai parlato di niente, non capivamo nulla. E seguivamo tutti i comizi, comizi di fascisti, comizi di monarchici; arriva alla terminazione che il 30 aprile del 1946, a quel tempo mi iscrissi al partito comunista”.
L’impegno politico e sindacale è stato al centro della vita di Sacco: “che poi io quando mi sono iscritto al partito, poi sono diventato capocellula del numero 41 che stava qua di fronte a Vincenzo Cianci. Poi ho fatto l’amministratore al sindacato poi ho fatto parte del consiglio provinciale sindacale come pensionato ho avuto degli incarichi periferici ho dato al partito, ho dato tutto quello che potevo non ho avuto mai ambizioni di potere, di sedere ad una poltrona”. La “partecipazione attiva” ricorda mi ha permesso “di farmi studiare di farmi conoscere problemi che io non sapevo e tante altre cose”.
All’impegno politico-sindacale e alla figura del suo concittadino, il sindacalista Giuseppe Di Vittorio, Sacco ha dedicato un libro Religione, politica, sindacato Di Vittorio e altro (Cerignola 1999).
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Sacco Michele
Mestiere svolto
Bracciante
Data di nascita
03 gennaio 1921
Data intervista
28/12/2007
Luogo di Nascita
Cerignola (FG)
Durata intervista
73 min
intervistatore
Dalessandro Alessandra

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