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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2007-2008
Intervistatore: Bergamo Carlotta
Intervistato: Savio Maddalena
Maddalena Savio nasce il 19 settembre 1926 a Venezia. Eravamo dodici figli, racconta e mio babbo era contadino. La vita era molto dura perché si iniziava a lavorare a sette-otto anni, quindi metà giornata la si passava a scuola mentre l’altra metà nei campi.
Il babbo di Maddalena è un fascista convinto e molti solo i ricordi legati a quel periodo. È stato un babbo cattivo, commenta, e mia mamma era obbligata a lavorare nei campi se non voleva essere riempita di botte. Però il Duce non era affatto male, pensare che a noi bambini ci dava da mangiare a scuola, ci dava gli zoccoli, ci dava i vestiti e andavamo a prendere la Befana fascista alla caserma Pepe del Lido con la barca di zio Arduino, perché il vaporetto è arrivato dopo.
Sono andata a scuola fino alla quinta elementare, aggiunge, poi ho continuato il lavoro in campagna e a quindici anni ho trovato un impiego presso una magazzino di spedizioni. Preparavamo le cassette di prugne e il padrone era Nicodemo Ballarin. Lavoravamo a Venezia, però ogni tanto ci spostavamo a Onigo.
Dopo l’armistizio, il babbo di Maddalena viene catturato con altri fascisti e portato al carcere di Santa Maria maggiore, prima, alla caserma Pepe, poi. L’hanno fatto prigioniero per salvarlo, racconta Maddalena, altrimenti lo avrebbero ucciso. Ricordo infatti che a Piazza San Marco ne ammazzarono parecchi di fascisti. L’arresto durò sei mesi e noi in quel periodo ce la passammo molto male, perché non avevamo niente da mangiare. Io, che ho sempre amato andare in bicicletta, partivo presto la mattina per andare a cercare qualcosa, magari un sacco di farina o quant’altro. Poi mio babbo e mio fratello sono scappati nel bosco del Montello, per sfuggire dai partigiani.
Maddalena si sposa a ventidue anni, il 25 settembre 1948. Il marito è un vicino di casa, anche lui contadino. Siamo andati sempre d’accordo, spiega, solo una volta mi ha dato uno schiaffo perché mi ero tagliata i capelli.
L’11 giugno 1957, Maddalena apre un negozio di generi alimentari che gestisce fino al 2003. Oggi, commenta, ritornerei volentieri a lavorare, perché le mie nipoti sono tutte grandi e io sono sempre sola a casa.
Nel racconto di Maddalena, ampio spazio al ricordo di come si viveva una volta, insieme ai grandi cambiamenti che il progresso ha prodotto dal dopoguerra in avanti.
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Savio Maddalena
Mestiere svolto
Commerciante
Data di nascita
19 settembre 1926
Data intervista
25/12/2007
Luogo di Nascita
Burano (VE)
Durata intervista
80 min ca.
intervistatore
Bergamo Carlotta

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