Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2007-2008
Intervistatore: Prota Martina
Intervistato: Walburga Saxer
Saxer Walpurga è nata il 24 febbraio 1929 a Prati, in provincia di Bolzano. Figlia di contadini, ha svolto in età adulta la professione di sarta. La sua testimonianza è centrata sul ricordo degli anni del fascismo quando venne portata avanti una italianizzazione completa della regione. A partire dalla toponomastica locale e dai nomi delle persone e dai cognomi delle famiglie: ecco che Saxer viene trasformato in Sascer. Vengono proibiti i costumi tradizionali come il “Dirndl”, il “Tracht” e le “Lederhosen”. Nelle scuole viene proibito l’insegnamento del tedesco che veniva imparato di nascosto nelle scuole “illegali” che si trovavano nelle cantine o in altri luoghi sotterranei e che venivano comunemente definite catacombe. Nel ’39 poi la popolazione è chiamata e scegliere tra la nazionalità italiana e quella tedesca che comportava l’obbligo di lasciare la propria casa e tutte le proprietà. Una condizione di oppressione che genera negli alto atesini un sentimento di odio nei confronti degli italiani. Saxer ricorda l’episodio del bacio ricevuto dal Duce in occasione della visita di quest’ultimo a Prati e la reazione istintiva della madre che corre a “pulirle” il viso con il “foulard della massaia rurale”. Gli anni della guerra sono rievocati attraverso il racconto del comportamento violento delle truppe tedesche, specie dopo l’8 settembre, e l’arrivo delle truppe alleate e dei soldati di colore che genera stupore e paura: “la guerra era quasi finita, i tedeschi scappati e io camminavo per strada tornando indietro, avendo portato su il mangime nella malga per il nostro vitellone. E vengono i soldati americani…un negro mai visto in vita mia … un negro e lui si ferma col camion: nero, mamma che nero, la lingua rosa e mi dice in inglese “Came on baby!” mamma il cuore era in gola e sono corsa fino a casa, lungo il bosco, vedevo sempre quel negro anche nei sogni. Mamma mia che roba!”. Nel 1945, terminata la guerra, inizia a lavorare presso un laboratorio di sartoria di Vipiteno: “ho fatto tra anni, ho finito, poi sono andata a Nervi”. Due anni più tardi decide di rientrare nel paese d’origine e poco dopo conosce un giovane carabiniere italiano con il quale si sposa nel 1954. Una scelta che le costa il ripudio da parte della sua famiglia: “mi sono sposata che non c’era nessuno, solo due testimoni italiani, uno per me e uno per mio marito […] mia mamma non ha mai calcolato i figli, non li ha mai salutati quando lei passava, si voltava dall’altra parte”. I due hanno avuto cinque figli, tre maschi e due femmine, nati tra il 1956 e il 1968. Nel 1984 Saxer è rimasta vedova.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Walburga Saxer |
Mestiere svolto |
Sarta |
Data di nascita |
24 febbraio 1929 |
Data intervista |
20/12/2007 |
Luogo di Nascita |
Prati di Vizze (BZ) |
Durata intervista |
40 min ca. |
intervistatore |
Prota Martina |

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