Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Pia Donatella
Intervistata: D'Amico Maria
Maria D’Amico nasce a Carosino, provincia di Taranto, il 4 ottobre 1919; vive in una famiglia della piccola-media borghesia composta da cinque persone, ovvero la madre, il padre e due sorelle. La madre era della provincia di Taranto mentre il padre, siciliano, era militare della marina. Ha trascorso un’infanzia tranquilla, superato il trauma della morte della madre avvenuta a un anno di distanza dalla sua nascita. Il padre era molto severo e ligio alla mentalità di quei tempi. Decise di fare studiare le figlie fino al diploma di scuola media superiore poiché considerava la cultura molto importante per garantire loro un futuro migliore, anche se poi riteneva che un buon marito dovesse provvedere alla famiglia da solo.
Iniziata la guerra la sua famiglia è stata sfollata in campagna, mentre il padre, essendo militare, era rimasto a Taranto. Si può dire che Maria ha vissuto il dramma della guerra da lontano; non ha sofferto la fame anche grazie al mercato nero. I bombardamenti che colpivano la città, visti dalla campagna, le sembravano fuochi d’artificio.
Nel 1944, ad una festa, conosce un tenente della marina che diventerà suo marito nonostante l’opposizione del padre (era trentino e quindi non si potevano cercare informazioni su di lui). Infine decisero di sposarsi e Maria seguì il marito Egidio in Trentino dalla sua famiglia. Dopo un viaggio durato diversi gironi giunsero a Massimeno, in provincia di Trento, dove fu accolta benevolmente della famiglia di lui, soprattutto dalla suocera. Ma, abituata a Taranto a vedere il mare, l’orizzonte di fronte a sé, tra le montagne del Trentino si sentiva chiusa, intrappolata; lì si dedicò al marito e a crescere il figlio.
Ricorda con emozione il 2 giugno del 1946 quando le donne per la prima volta furono chiamate a votare. Racconta che vi era un clima di timore e timidezza tra le donne, avevano paura di sbagliare, sembrava che nel tracciare quella croce dovessero fare “un’opera d’arte”.
La sua famiglia era monarchica, il marito invece era socialista e repubblicano. Sostiene che la guerra fu un’occasione di cambiamento per le donne, le rese più libere e le elezioni fecero notare ancora di più questo cambiamento.
Ha sempre amato, fin da piccola, lavorare a maglia e grazie a qualche lezione di cucito a scuola e alla sua creatività, ha sviluppato sempre più le sue capacità; in periodo di guerra creava i vestiti per le sue sorelle, adattando e mettendo insieme pezzi di vecchi vestiti. A Trento il marito, che era un imprenditore -era un costruttore- fu colpito da infarto e perciò non poté più svolgere il suo lavoro; questo avvenimento mise in crisi anche le finanze della famiglia e le loro certezze per il futuro. Maria sentì il bisogno di aiutarlo, così colse con entusiasmo la proposta di un imprenditore di Carpi; questi voleva impiantare un laboratorio di maglieria a Pinzolo e, essendo venuto a conoscenza delle abilità di Maria, volle affidarle la direzione dell’attività. Lei era contenta di lavorare, ma con il passare del tempo si rese conto di non sentirsi completamente appagata e libera; il suo sogno era produrre una propria linea di abbigliamento. Grazie allo stimolo del marito aprì, dopo tre anni, una propria ditta con il marchio “Maria D’Amico”. Partecipò a diverse sfilate, cercando di capire i nuovi indirizzi della moda per farli suoi e trasferirli nella sue creazioni.
Questo è stato il periodo più bello della sua vita, si sentiva finalmente realizzata e padrona del suo destino. Ma a causa della malavita organizzata che la minacciava, è stata costretta a chiudere l’attività trasferendosi in provincia di Bologna dove viveva il figlio.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
D'Amico Maria |
Mestiere svolto |
Stilista |
Data di nascita |
4 ottobre 1919 |
Data intervista |
12/12/2008 |
Luogo di nascita |
Carosino (TA) |
Durata intervista |
60 min ca. |
Intervistatore |
Pia Donatella |

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