Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Girelli Cristina
Intervistato: Arnoaldi Berti
Francesco
Francesco Berti Arnoaldi nasce a Bologna nel 1926.
Proveniente da una famiglia di avvocati, di origini borghesi, durante i primi anni del liceo stringe una forte amicizia con un giovane coetaneo originario di Carpi, G. B., anch’esso figlio di un avvocato.
I due giovani sono di orientamento liberale e non hanno ancora ben chiaro quale sia la situazione ideologica del momento, se non grazie ad un professore, E. V. che insegna loro cose che mai prima avevano imparato, avvicinandoli così all’antifascismo.
Francesco circa cinque - sei anni fa ha scritto un libro “Il viaggio con l’amico” nel quale racconta la grande amicizia che lo lega a G.B. Qui ha descritto la vita e le scelte che i due fanno dopo l’8 settembre del 1943 e le conseguenze che ne derivano, il viaggio che dopo cinquant’anni dalla morte del caro amico, decide di intraprendere per trovare una sorta di grazia interiore, un avvicinamento all’amico perduto.
Francesco viene chiamato alle armi dalla Repubblica Sociale Italiana e per lui è relativamente facile dire no. Nell’estate del 1944, mentre G.B. entra a far parte di una brigata partigiana, lasciando sia Bologna che l’amico, Francesco si ritrova, in pochi mesi, a passare dai banchi di scuola alla montagna di Ronchidoso, nell’Appennino bolognese, dove vive la sua esperienza come partigiano.
Egli racconta come la gente, il popolo, accogliesse i partigiani nelle proprie case e come, soprattutto, la gente comune non ne potesse più delle imposizioni, delle assurdità, che sia il fascismo che il nazismo intimavano.
Francesco fa parte, ed è uno dei fondatori, della Brigata Partigiana “Giustizia e Libertà”, brigata formata da non più di cento uomini ed una sola donna, ancora oggi vivente.
Lui non aveva un nome di battaglia ma ricorda con simpatia un ragazzo più giovane che, rimasto orfano di padre e responsabile della sua famiglia, scelse il nome di battaglia Attila per manifestare la sua forza. Racconta che nella brigata non vi erano dissapori ma che hanno avuto forti contrasti con delle brigate vicine.
Francesco spiega che le donne hanno svolto un ruolo importantissimo in quel difficile periodo.
Ricorda anche l’ultimo incontro avvenuto con G.B.; l’amico, tornato a Bologna da clandestino e fuorilegge, lo aspetta davanti al liceo. Sotto l’allarme dei bombardamenti, i due amici hanno fatto la loro ultima passeggiata insieme, nella quale Francesco ricorda che “non si sono detti niente ma che si sono detti tutto”. Questo incontro è stato per Francesco molto importante, data la grande stima che aveva nei confronti dell’amico; per spirito di emulazione segue il suo esempio, entrando in clandestinità nell’estate dell’anno scolastico 1943/1944, dopo essere stato chiamato alle armi ed aver rifiutato.
Ripercorrendo la sua vita, Francesco fa osservazioni sugli scritti di Giampaolo Pansa, giornalista di sinistra, che in un suo libri, raccoglie testimonianze di persone di orientamento fascista che nel dopo guerra hanno subito atrocità da parte dei partigiani.
Arnoaldi crede che il giornalista sia ossessionato in maniera esagerata da questo problema, che lo porta a cercare a tutti i costi chi ha ammazzato di più e chi meno. Egli stesso afferma che all’interno della sua brigata c’era chi di cose spregevoli ne aveva commesse, ma che ci furono anche processi e condanne.
Egli sostiene che tutto è iniziato dalla guerra civile spagnola nel 1936, una guerra civile primigenia che ha portato delle conseguenze disastrose in tutta l’Europa, dando origine a un carnaio.
Ma la vera tragedia è che anche quando la guerra civile è cessata, per anni si è continuato a fucilare senza che nessuno intervenisse.
Francesco oggi è presidente della fondazione ex Campo Fossoli; ha accettato questo incarico per il forte legame che ha con Carpi e con G.B., egli stesso originario della zona.
Qualche tempo fa è stato ad Auschwitz; per tre giorni ha visitato il campo, toccando con mano ciò che è successo cinquant’anni fa; invita quindi tutti a compiere lo stesso viaggio, preparandosi però a subire uno trauma. Uno shock benefico per ognuno di noi e nel rispetto della memoria.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Arnoaldi Berti
Francesco |
Mestiere svolto |
Avvocato |
Data di nascita |
18 maggio 1926 |
Data intervista |
05/12/2008 |
Luogo di nascita |
Bologna |
Durata intervista |
48 min ca. |
Intervistatore |
Girelli Cristina |

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