Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Battagin Alessia
Intervistato: Boccalari Celestino
Celestino Boccalari nasce il 18 giugno 1928 a Milano nella zona di Porta Vittoria. La sua era una famiglia povera, composta da quattro persone: la madre, che faceva la stiratrice, il padre, che morì quando Celestino aveva appena 2 anni e mezzo, e due sorelle maggiori. Dal 1934 al 1940 vivono in Viale Corsica in un appartamento con 3 locali, servizi e riscaldamento, un lusso per quell’epoca. Poi, per varie vicissitudini, si trasferiscono in Via Zoagli, nelle cosiddette “case minime”.
Da bambino la vita di Celestino si alterna tra il lavoro e l’oratorio. Per poter aiutare la famiglia a “sbarcare il lunario”, terminate le elementari, a 11 anni inizia a lavorare come fattorino in un negozio di ortofrutta. Poi, a 14 anni, lavora presso un tipografo. La tipografia si rivela la sua passione: cambia tre posti di lavoro e, man mano, sale di livello; da operaio, capo operaio, capo tipografo, direttore d’azienda fino a diventare consulente.
Di questi anni ricorda un episodio in particolare: in tipografia aveva bisogno di un accessorio e, piuttosto di comprarlo, si era messo in mente di crearlo lui stesso con l’aiuto di un meccanico; lo realizzò, lo propose alle aziende e ricevette così numerose richieste. Come dice lui “la necessità aguzza l’ingegno”. Questa sua voglia di fare, di applicarsi, la sete della conoscenza, lui dice di doverla all’oratorio,“la sua più grande fortuna”. Ha frequentato l’oratorio di Sant’Agnese dall’età di 10 anni fino ai 35 anni. La sera dopo il lavoro, l’intera giornata della domenica, il tempo libero, li trascorreva in oratorio; qui si giocava, si organizzavano opere teatrali, si guardavano i film, scambiandosi idee ed opinioni. Ha imparato dagli operai che frequentavano l’ambiente i trucchi del mestiere. A queste occasioni deve la sua formazione, l’esperienza, la voglia di fare; come quando, ad esempio, guardando un film in una saletta dell’oratorio, osservò il proiettore e, in quell’istante, gli venne il pallino di prendere la patente per fare l’operatore cinematografico.
E’ sempre all’oratorio che deve la sua voglia di darsi agli altri, fondando nel 1958 la Croce Bianca di Vialba, associazione che coinvolgeva volontari di ogni età che aiutavano le persone in difficoltà.
Della guerra parla poco “è un capitolo a parte, è impossibile descriverla, uno che non l’ha vissuta è impossibile descrivergliela […]. Non c’era distinzione d’età con i tedeschi, ti prendevano, erano fatti così. La guerra era quella che era”. Ricorda i primi bombardamenti da parte degli angloamericani che distrussero gran parte di Milano, seguiti poi da bombardamenti massicci nell’agosto del ’43. Pur essendo stato un periodo difficile, ne ha saputo cogliere sia gli aspetti positivi che negativi, imparando a sopravvivere e ad andare avanti.
Nel 1947 conosce la sua futura moglie Rosa e, dopo ben 9 anni di fidanzamento, nel 1956 si sposano e hanno una figlia.
A 59 anni va in pensione.
Celestino, adesso più di prima, dice di essere stato fortunato a nascere povero a Milano perché “a Milano non è come esser nato povero in Sardegna, in Africa o sul cucuzzolo di una montagna”. Infatti, essendo una grande città, offre tante possibilità e interessi anche a chi non ha grandi risorse. Celestino ha sottolineato il fatto di aver saputo sfruttare questo aiuto provvidenziale grazie alla sua tenacia.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Boccalari Celestino |
Mestiere svolto |
Tipografo |
Data di nascita |
18 giugno 1928 |
Data intervista |
07/01/2009 |
Luogo di nascita |
Milano |
Durata intervista |
61 min ca. |
Intervistatore |
Battagin Alessia |

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