Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Ghasemi Atefeh
Intervistato: Carlini Vasco
Vasco Carlini è nato nel 1935 a Montecolonna (VA) un paese di campagna dove vi erano solamente la scuola elementare, la chiesa e tante case coloniche sparse un po’ ovunque. Però, gli sembrava tutto meraviglioso e si considerava fortunato. Sua madre era insegnante, il padre lavorava al dazio. Quando scoppiò la guerra nel ’40, il padre dovette partire soldato per la Grecia; ritornò a casa dopo l’8 settembre ’43, con la resa dell’Italia agli Alleati. Nei giorni successivi all’armistizio, arrivarono nel paesino i Tedeschi e vi si installarono. Il padre di Vasco ebbe la fortuna di sfuggire sempre ai rastrellamenti, travestendosi da donna.
Vasco ricorda di quel periodo della sua vita molte cose, ma ciò che gli rimase più impresso nella memoria di ragazzo fu un duello aereo tra caccia americani, da una parte, e cinque o sei aerei tedeschi, dall’altra. Sembrava una scena da film: gli americani riuscirono ad abbattere tutti gli apparecchi nemici tra le grida della gente che, da terra, assisteva meravigliata alla scena e faceva il tifo. La fortezza volante, poi, venne colpita ma tutto l’equipaggio riuscì a buttarsi col paracadute prima che l’aereo precipitasse al suolo. La gente, vedendo i paracadutisti, andava gridando: “sbarcano gli Alleati, la guerra è finita!”. Ma il peggio doveva ancora venire: infatti, verso la fine di agosto del ’44, il conflitto divenne molto cruento. I due eserciti, quello tedesco e quello alleato, si scontrarono per quindici giorni nei pressi del paese e Vasco e la sua famiglia si trovarono tra le linee tedesche. Allora il padre decise di portare in salvo la famiglia e di scappare da quell’inferno che, però, a Vasco pareva un gioco perché non aveva ancora visto il sangue. In seguito, vide scene raccapriccianti e capii la tremenda esperienza della guerra.
Del tempo trascorso nei rifugi, Vasco ricorda tre episodi. Il primo fu un rastrellamento da parte dei Tedeschi; uscirono tutti dal rifugio con le mani alzate, ed una volta fuori, sentirono un soldato gridare “raus, raus!”, poiché avevano scoperto degli uomini nascosti nella paglia. Ne uscirono solamente due zii di Vasco, mentre il padre rimase nascosto là sotto perché, gli spiegò più tardi scherzosamente, il tedesco aveva gridato “raus” solo due volte. Un altro episodio fu quando gli Inglesi spararono al padre avendolo scambiato da lontano per un osservatore nemico. La pallottola passò circa quattro dita sopra la testa. Infine, ricorda la vicenda del bombardamento subito il 6 settembre ’44. Nel rifugio, le donne imploravano con forza e in quel putiferio scoppiò una lite per motivi banali. Nei giorni successivi, scapparono ed andarono a rifugiarsi al confine con la provincia di Pesaro. Fu un viaggio di due giorni a piedi tra i campi perché le strade dovevano essere lasciate libere per i soldati inglesi. Durante questo tragitto, Vasco ebbe modo di conoscere il “bacon” dei Canadesi mentre alla sorella venne offerta, da parte dei militari alleati, della cioccolata. A guerra finita, tornammo a casa; tutto era distrutto, bisognava ricostruire i fabbricati utilizzando i mattoni e le tegole sparsi tra le macerie dei bombardamenti. Il passatempo di Vasco era quello di andare per i campi alla ricerca di materiale bellico, come fucili o bombe al fosforo. Queste bombe a mano non erano potentissime e quando esplodevano facevano un rumore soffocato; visivamente, però, lo spettacolo era bellissimo perché con il loro “cappello” di fosforo sembrava a Vasco delle meduse in mare.
L’anno successivo, il ’46, gli Italiani vennero chiamati al voto per scegliere tra Monarchia o Repubblica e lo scontro politico si verificava anche tra le mura di casa, dove la madre di Vasco era monarchica e il padre repubblicano. Ricorda che per spiegare alla povera gente cosa significasse la repubblica, si diceva, sbrigativamente, che non si sarebbe più fatto il soldato. Sempre nel ’46 la famiglia si trasferì a Rimini e Vasco pensava che in città tutto sarebbe stato più facile. Ma non era così, perché il padre rimase disoccupato e così la famiglia viveva tutta con lo stipendio della mamma; c’era però la speranza, mista a convinzione, di un miglioramento delle condizioni di vita future. Per la prima volta, le donne parteciparono al voto. Nelle successive elezioni politiche del ’48 si verificò uno scontro molto duro durante la campagna elettorale tra comunisti e socialisti da un lato e democristiani dall’altro. Questi dibattiti feroci continuavano tra le mura di casa, dove la madre era liberale e cattolica, il padre socialista ed ateo. Ma la maggior parte delle donne non prendeva parte ai discorsi politici considerandosi estranee alla realtà sociale dell’epoca. In quel periodo Vasco iniziò ad andare a lavorare come fornaio. Nel dopoguerra, verso il ’50, nasce il “bikini”, ossia il costume da bagno femminile in due pezzi. Ricorda lucidamente tutta la polemica che scoppiò in quegli anni per questo indumento ritenuto, all’epoca, molto osé. La “caccia al bikini” fu lanciata ufficialmente dal governo in nome del comune senso del pudore e dovettero passare alcuni anni prima che tale ostilità finisse. I tutori dell’ordine venivano incaricati di reprimere comportamenti ritenuti osceni o scandalosi; la sorella di Vasco, che si trovava sul sagrato del Duomo di Rimini con un paio di pantaloni corti, venne imbrattata di catrame da parte di attivisti dell’Azione Cattolica.
Vasco ricorda le reazioni che suscitò nel Paese la strage di Portella della Ginestra, in Sicilia, ad opera del bandito Salvatore Giuliano. Quel fatto suscitò molta impressione, soprattutto tra la gente comune che si era vista colpire mentre manifestava per diritti economici elementari durante la festa del 1° maggio.
In casa di Vasco si seguiva attivamente la vita politica nazionale ed i fatti sportivi più eclatanti. Celebre la famosa vittoria di Gino Bartali al Tour de France del ’48; quel pomeriggio un attentato alla vita di Palmiro Togliatti, segretario del Partito Comunista, aveva scaldato gli animi delle teste calde favorevoli alla rivoluzione proletaria. Con quella vittoria, Bartali seppe calmare la situazione politica, facendo prevalere lo spirito sportivo nazionale rispetto agli interessi di parte. Quella situazione di forte antagonismo tra proletari e sottoproletari, da una parte, e proprietari terrieri, dall’altra, continuò anche negli anni successivi fino al raggiungimento di discrete condizioni economiche da parte delle masse proletarie. Si poteva notare una forte disparità economica anche tra i banchi di scuola; tra compagni di classe c’era una netta divisione tra i figli delle famiglie meno abbienti ed i figli delle famiglie borghesi. Si faticava moltissimo a fare amicizia con i ragazzi benestanti e, ancor di più, con le ragazze di famiglie facoltose.
D’estate, da ragazzo, Vasco andava a lavorare al forno fino a quando ebbe l’idea di unire l’utile al dilettevole diventando “fotografo di spiaggia”. Svolgendo questo lavoro era testimone di molte avventure amorose, alcune delle quali vissute anche in prima persona. Con quel lavoro guadagnava abbastanza bene perché, non essendo ancora diffusa la macchina fotografica tra gli oggetti d’uso quotidiano degli Italiani, molte persone si facevano ritrarre in riva al mare per ricordo. Negli anni successivi, verso la fine degli anni ’50, altri beni entrarono a far parte della vita di tutti i giorni, come lo scooter, il televisore, la lavatrice e, più tardi, l’automobile. Vasco si diplomò ed andò a lavorare in banca; dopo il matrimonio si trasferii a Rimini, pensando che in una grande città ci fossero più possibilità di successo. Ma le sua aspettative non erano solamente economiche, poiché desiderava una vita sociale migliore rispetto agli anni passati in campagna da ragazzo.
Riassunto della testimonianza
|
|
Cognome Nome |
Carlini Vasco |
Mestiere svolto |
Impiegato bancario |
Data di nascita |
12 gennaio 1935 |
Data intervista |
25/01/2009 |
Luogo di nascita |
Montecolonna (VA) |
Durata intervista |
90 min |
Intervistatore |
Ghasemi Atefeh |

Installa Adobe Flash Player 9 |