Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Di Iacovo Luana
Intervistata: Casadio Armida
Armida, nata a Fossolo di Faenza (RA) il 2 dicembre 1921, ha vissuto un’ infanzia serena, in una famiglia molto numerosa. Sono state buone le relazioni sia con la mamma -che viene indicata come colei che “prendeva le decisioni”, pur se il padre non rinunciava al proprio ruolo di capo famiglia- che con i fratelli. Si nota un’educazione salda ma non particolarmente severa e un buon livello di comunicazione con i genitori: per esempio, nella scelta di fidanzarsi con il futuro marito Armida viene lasciata del tutto libera dai genitori.
L’intervistata commenta la condizione sociale propria e delle sue amiche, anche del marito, meno agiato di lei, tracciando il quadro di un ambiente che, pur non avendo grandi risorse, tuttavia mostra notevole solidità. La madre analfabeta con grandi sacrifici farà sì che almeno i figli frequentino fino alla 5a: in lei era forte la consapevolezza della forza dell’istruzione come mezzo per migliorare gradualmente la condizione di partenza.
La scelta del fidanzamento e del matrimonio è stata presa in piena autonoma: Armida si sposa a quasi 30 anni, e a differenza non solo della famiglia di origine (4 figli), ma anche di molte sue coetanee, avrà solo un figlio. Nel rapporto col marito si notano grande complicità e rispetto profondo per la libertà dell’altro, pur nel mantenimento di ruoli tradizionali nella famiglia. Il marito accetta il dibattito, anche se a volte, furbamente, Armida ricorda come fosse meglio aspettare il momento “opportuno” per contraddirlo o ribattere; la vita di coppia si svolge con uno scambio vivace sulle decisioni prese, in una condizione molto “moderna”.
A 17 anni diventa sarta, nonostante la poca credibilità legata alla sua giovane età a al suo aspetto infantile. In breve tempo però la gente inizia a dire di lei che “è brava”, motivo di vero orgoglio per lei e per la sua famiglia, che le regalerà una Singer. Il lavoro la rende fiera per il contributo che apporta alla famiglia di origine prima, ed alla sua dopo.
Armida ricorda come le donne, in tempo di guerra, facessero anche i lavori degli uomini; lavorano come gli uomini e quanto loro, a volte con ruoli diversi, a volte negli stessi, senza soffermarsi a elaborare teorie sulle dinamiche sociali di un mondo che cambiava in fretta.
Con il passare del tempo il mondo intorno ad Armida cambia: anche lei è partita dalla campagna per la città, la sua famiglia è ben diversa da quella di origine, ma per lei tutto si è svolto secondo una “legge” cambiata di poco: lavorare, essere responsabili, gioire della vita. Il suo unico rammarico è quello di vedere, da anziana, i giovani alla costante rincorsa di qualcosa di più, di altro, senza però poi essere contenti, senza dire grazie, senza gioire di quello che la vita dà loro.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Casadio Armida |
Mestiere svolto |
Artigiana, sarta |
Data di nascita |
2 dicembre 1921 |
Data intervista |
08/01/2009 |
Luogo di nascita |
Fossolo di
Faenza (RA) |
Durata intervista |
90 min |
Intervistatore |
Di Iacovo Luana |

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