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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Russo Nicola
Intervistato: Ceneri Enzo
Enzo Ceneri è un distinto signore di 76 anni, ormai pensionato, che ha vissuto il dramma della Seconda guerra mondiale in prima persona e ha visto gli orrori della guerra con i propri occhi.
Enzo è nato a Bologna il 2 ottobre 1932 ed era lì con la sua famiglia quando, l’8 Settembre 1943, annunciarono alla radio che il maresciallo Badoglio aveva preso accordi per una pace separata con gli inglesi. Si credeva che la guerra fosse finita ma così non era.
Nacquero una serie di problemi: l’esercito italiano mostrò tutti i suoi limiti, il re fuggì dall’Italia ecc. Venne proclamata la Repubblica Sociale, alla quale aderì una parte dei giovani. Scoppiò poi la guerra civile, con la quale crebbe la convinzione che la guerra vera e propria non era affatto finita, anche perché le truppe tedesche stavano occupando l’Italia.
Un ulteriore problema era il “mercato nero”, poiché le quantità di cibo assegnate ai cittadini non erano sufficienti e i beni di prima necessità venivano venduti, illegalmente, a prezzi molto elevati.
Passando alla vita in epoca fascista, Enzo torna con la memoria a quando era a scuola. E qui i ricordi si dividono fra gli insegnanti, chi buoni chi cattivi, gli atteggiamenti da tenere a scuola e i compiti assegnati che erano legati al periodo storico che si stava vivendo. Erano giorni di tensione; ad esempio di notte girava un aereo, chiamato “Pippo”, per controllare che non ci fossero luci accese nelle strade e che la situazione fosse sotto controllo.
Enzo torna poi alla “storia”; dopo l’8 Settembre si erano formate le GAP “Gruppo Azione Partigiana” e le SAP “Squadre Azione Partigiane”, proprio quando lui e gli altri partirono per la colonia estiva. Erano tutti uniti per il Duce, e non poteva essere altrimenti: non veniva mai criticato, era il leader indiscusso. Hitler, invece, non era visto così favorevolmente, in quando, sebbene avesse dato lavoro a molte persone, aveva portato in Germania una crisi profonda.
Parlando a livello personale, Enzo ricorda il rapporto favoloso che aveva con i genitori i quali, dice, gli hanno insegnato a vivere e lo hanno educato. Il padre era rigido mentre la madre era dolce e comprensiva. Alla fine una cosa era chiara: la maggioranza degli italiani, o per convinzione o per convenienza, sosteneva Mussolini, anche perché chi era socialista, rischiava di essere picchiato. In Italia nascevano, in quel periodo, disordini e lotte interne, tanto che si giunse alla guerra civile. Tutto era lecito, tutto permesso: ragazzi fucilati contro un muro, gente che pativa la fame. Oggi in ricordo di quelle persone ci sono le lapidi agli angoli delle strade; ma come dice Enzo “l’uomo di oggi non ha capito niente”, perché non ha senso fare dei monumenti fine a sé stessi. Milioni di morti sarebbero dovuti servire a qualcosa.
Enzo durante l’intervista riporta alcune frasi a lui care: “L’uomo è la cosa più brutta che ci sia al mondo” è una frase che spesso ripeteva suo nonno e “La vita va vissuta con onore e amore, ma bisogna vivere anche per il prossimo, ed aiutarlo con il cuore in mano”.
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Ceneri Enzo
Mestiere svolto
Non indicato
Data di nascita
2 ottobre 1932
Data intervista
23/10/2008
Luogo di nascita
Bologna
Durata intervista
57 min
Intervistatore
Russo Nicola

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