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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Sabatini Chiara
Intervistato: Cosso Luigi
Il signor Cosso Luigi, nasce il 1° aprile del 1925 nel comune di Mignanego, all’estrema periferia di Genova. La sua è una famiglia povera, il padre è un ex bracciante agricolo ed un operaio, mutilato al braccio destro nel corso della prima guerra mondiale, con il vizio del bere e delle donne.
La madre è una casalinga che, ricorda teneramente l’intervistato, usava fare da balia anche ad un’altra bambina del paese, definita “sorella di latte”.
Tra i primi ricordi di Luigi, anche gli amici e le varie scuole frequentate fino alla quinta elementare, quando, per motivi soprattutto economici, inizia la sua carriera lavorativa, non avendo la possibilità di iscriversi alle scuole professionali.
A dodici anni viene assunto come garzone da un panettiere: di quella mansione, ricorda le consegne presso le case signorili, così come il cibo offertogli dai datori di lavoro; successivamente lavora in un pastificio ed in una trafileria. Poi, a sedici anni, entra nella fabbrica Ilva di Bolzaneto, all’interno della quale si formerà anche la sua coscienza politica antifascista, che lo porterà, nel 1944, ad unirsi alle brigate liguri partigiane.
Quindi, inizia il racconto sulla vita “di banda” all’interno della “brigata Coduri”: i mezzi per procurasi viveri, vestiario ed armamenti, le spie, i compagni uccisi o fatti prigionieri, i rastrellamenti e gli aiuti da parte della popolazione locale, le varie azioni di guerra (in particolare quelle che li vedono combattere contro gli alpini, loro coetanei) intraprese fino al giorno della Liberazione, il 25 aprile 1945.
Dopo questo evento, senza prendere parte ai festeggiamenti, ritorna al lavoro e, convinto da un amico, attiva la procedura per l’arruolamento in Polizia. Questa carriera lo costringe a prendere servizio a Roma, poi a Cosenza e a Napoli durante il referendum per la Repubblica del 1946, in seguito a Cesena e Perugia. Dal capoluogo umbro, a causa di un comportamento ritenuto poco coscienzioso, si trasferisce nella questura della cittadina di Spoleto, dove si stabilirà.
Oltre a raccontare della propria carriera, il signor Luigi ricorda il suo stile di vita e le avventure amorose, fino all’incontro con la sua futura moglie, Rosina, che sposa nel 1954.
Ripensa, inoltre, all’importanza attribuita al non rendere pubblico il suo passato di partigiano, seppur convinto della coerenza del suo lavoro con l’aver combattuto per la democrazia, la stessa democrazia che continua a difendere da poliziotto.
Poi, dà il proprio giudizio in merito alla contestazione giovanile degli anni ’60, valutando ciò che è accaduto in quel periodo nell’area di sua competenza e ritenendo inevitabili le cariche e l’eventuale violenza esercitata dalle forze di Polizia.
Dichiara, infine, interrogato sulla differente coscienza della sua generazione da quella dei giovani del ’68, di non essersi mai posto il problema. E che, avendo iniziato a guadagnare soldi per mantenersi già dall’età di dodici anni, probabilmente non ha mai vissuto la sua giovinezza pienamente.
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Cosso Luigi
Mestiere svolto
Poliziotto
Data di nascita
1 aprile 1925
Data intervista
14/01/2009
Luogo di nascita
Spoleto (PG)
Durata intervista
86 min
Intervistatore
Sabatini Chiara

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