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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Barone Virginia
Intervistata: Fabbri Adele
Per Adele, nata a Santarcangelo di Romagna il 23 giugno 1915, il lavoro è un fattore determinante, un punto fondamentale intorno al quale ruota tutta la vita.
Ogni attività lavorativa viene affrontata già in giovane età, poiché la severità educativa impartita dai genitori trasmette il senso del dovere, del sacrificio, della rinuncia e della responsabilità.
Il rispetto e l’obbedienza sono valori predominanti nel rapporto famigliare; i genitori sono visti come figure di “indiscussa autorità”. Anche i pochi divertimenti sono possibili solo dopo aver svolto gli incarichi richiesti. Tuttavia sono pienamente vissuti e gratificanti.
L’essenziale è l’elemento che determina la vita di Adele: nell’ ambiente famigliare, negli oggetti personali c’è solo l’indispensabile, per il superfluo ci sono i sogni.
Ciò nonostante Adele si dice contenta, apprezza ciò che ha, perché è il frutto di duro lavoro.
Bere acqua piovana nelle impronte lasciate dai buoi nella terra, mangiare una “sborgia” di cipolla, sono necessità che rispondono ai bisogni corporei primari.
La condivisione del “poco” che c’è sulla tavola non è motivo di serie liti o di profonde incomprensioni. Dormire accalcati nello stesso letto è ragione di condivisione non solo del poco spazio disponibile, ma è anche un modo di sentirsi più uniti nei dialoghi confidenziali, lontani da orecchi indiscreti.
La fedele sorella Maria è una figura costante accanto ad Adele e, come una seconda madre, le risparmia la parte più pesante del lavoro.
Il ricordo della guerra è per Adele un’emozione intensa e al tempo stesso un monito per le nuove generazioni. L’inevitabile confronto fra gli anni di allora e quelli attuali la porta a sottolineare la povertà in ogni suo aspetto, vissuto quotidianamente, a differenza del benessere odierno sprecato senza scrupoli. Solidarietà e aiuto reciproco che hanno caratterizzato il dopoguerra sono per Adele valori perduti nel tempo.
L’ incontro con Lindo e il loro matrimonio sono stati per Adele una nuova prospettiva di vita e di speranza. Avere accanto il marito le ha dato quella sicurezza e quella grinta per affrontare le nuove e inevitabili vicende che li attendevano.
Attualmente Adele è ancora in pieno possesso delle sue facoltà, non ha perso quel ritmo che scandiva la sua vita più giovane. È iperattiva in ogni attività domestica, ama coltivare il piccolo giardino di casa e lavora ancora a ferri (come lei stessa ama definire i suoi telai) come in passato. Anche le carte romagnole sono uno dei suoi passatempi preferiti, preferendo la “briscola”.
Spesso recita proverbi, storielle, aneddoti legati a concetti sui valori della vita passata.
Ogni tanto si appresta a canticchiare vecchie canzoni, rievocando i luoghi e le occasioni legati ad esse e iniziando il discorso con l’inevitabile: “Quella volta…” .
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Fabbri Adele
Mestiere svolto
Negoziante
Data di nascita
23 giugno 1915
Data intervista
05/01/2009
Luogo di nascita
Santarcangelo di
Romagna (RN)
Durata intervista
60 min
Intervistatore
Barone Virginia

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