Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Zarife Alves Lino
Intervistato: Fiorani Giacomo
Fiorani Giacomo è nato a Rimini il 6 maggio del 1925.
Nella parte iniziale dell’intervista si sofferma nella descrizione della composizione della famiglia di origine; il padre era un “grande falegname” mentre la più grande delle due sorelle faceva la sarta; il rapporto con loro era molto buono.
La sua infanzia è stata serena, tranquilla e abbastanza spensierata nonostante quello fosse un periodo particolarmente critico della storia italiana per la crisi del ’29 e la Seconda guerra mondiale.
Accenna brevemente anche agli studi frequentati, prima le elementari e poi le superiori, interrotte per via dei bombardamenti aerei da parte degli alleati.
Racconta lo stile di vita dell’epoca facendo chiari riferimenti al modo di vestire, all’abbigliamento, al modo di fare la spesa, evidenziando il tipo di consumi limitati allo svolgimento della semplice e sana vita quotidiana.
Durante l’infanzia, vissuta a Rimini, conosce Federico Fellini e racconta un divertente aneddoto che vede protagonisti, oltre a colui che poi diventerà un noto regista, anche gli adolescenti del vicinato.
Dopo la scuola inizia a lavorare nelle ferrovie italiane, i primi anni come meccanico aggiustatore di locomotive, e poi, in un secondo tempo come impiegato sempre alle dipendenze della stessa amministrazione. Presso le ferrovie ha lavorato per tutta la vita e, grazie all’insegnamento di uomini più anziani di lui, ha acquisito una buona esperienza professionale e ha formato il proprio carattere.
Particolarmente interessante è stato il racconto della propria esperienza vissuta durante la Seconda guerra mondiale: si è soffermato in particolare su argomenti come i rastrellamenti, la dittatura fascista e la privazione della libertà di parola e di pensiero. Ha parlato anche della liberazione da parte delle forze alleate composte da indiani, greci, marocchini, inglesi e americani.
Alla fine della Seconda guerra mondiale vi è la ricostruzione di Rimini, la nascita del turismo e dei primi locali da ballo che hanno portato la città, negli anni successivi, ad essere considerata la “capitale del turismo”. L’intervistato trascorre la sua giovinezza proprio nei locali più frequentati di Rimini, e ricorda ancora i cantanti noti e le musiche famose negli anni ’40.
In quegli anni conosce una bella ragazza, sua vicina di casa, che, dopo cinque anni di fidanzamento, diventerà sua moglie. Da questo matrimonio nasce un figlio che purtroppo all’età di tredici anni morirà per una tragica fatalità.
Con grande precisione Giacomo descrive il modo in cui trascorreva, e trascorre tuttora, il tempo libero, in particolar modo la passione per i viaggi e gli hobby. Uno di questi è la realizzazione di quadri intarsiati che gli hanno dato molte soddisfazioni, vincendo premi e partecipando a delle piccole mostre. La tecnica con cui realizza questi quadri è ispirata a dei mobili che ha notato durante una visita alla casa di Raffaello a Urbino.
La sua passione per i viaggi lo ha portato a visitare, oltre che l’Italia, città e paesi esteri, come Praga, Vienna, Parigi, Zurigo e la Germania.
Giacomo conclude l’intervista con una riflessione sul modo e sullo stile di vita di oggi, facendo trapelare una certa nostalgia dei tempi passati.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Fiorani Giacomo |
Mestiere svolto |
Dipendente delle
ferrovie |
Data di nascita |
6 maggio 1925 |
Data intervista |
17/11/2008 |
Luogo di nascita |
Rimini |
Durata intervista |
65 min |
Intervistatore |
Zarife Alves Lino |

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