Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Etoumbe Eliane Dolice
Intervistata: Grotti Santa
“La mia vita è stata una tragedia, una tragedia proprio”. Ecco le parole della signora Grotti Santa, oggi pensionata in una casa di riposo a Viserba. Lei è nata nell’aprile del 1924, in un paese di Savignano. Prima femmina di sei fratelli e sorelle, è stata data via ad una zia a solo sei mesi. “Dagliela subito perché ti affezioni e non la dai più”, aveva detto suo padre alla mamma; lui “voleva il maschio”. Per venticinque anni, né i genitori né i fratelli sono mai andati a trovarla dalla zia, “Non ho avuto la famiglia”, dichiara lei. “Te vai a casa tua!” dicevano i suoi fratellini quando lei andava a trovarli con una vecchia bicicletta.
Serviva la zia come una schiava: “Mi ha consegnato la casa quando avevo quattordici anni, la zia […]. A casa lei non faceva più niente, dovevo fare tutto io”. Tutti i lavori erano fatti a mano “perché non esisteva né la lavatrice, né la lavastoviglie, né la lucidatrice, niente!”. In estate lavorava anche nella fabbrica di conserva di marmellata dei genitori. Mentre le sue sorelle e la mamma andavano al mare, lei doveva: “vendere la conserva al minuto tre botti al giorno, fare da mangiare, tutti gli animali, pulire”.
Dopo la morte di questa zia, ha ereditato tutti i suoi terreni. Ma la signora non ha avuto delle amiche, non si divertiva mai. Parlando della zia, lei spiega: “ Era presidente dell’Azione Cattolica. Dovevo andare in Chiesa, fare la dottrina con lei, punto e basta”. La giovane ragazza sembrava quasi reclusa. Tuttavia, la zia le ha permesso d’iscriversi alla scuola di avviamento professionale e poi all’istituto tecnico. Ma dopo, ha dovuto fermarsi. “Ero fra le più bravine, ma per fare la maestra, le ultime tre anni, bisognava andare a Forlì”; la sua zia non voleva che andasse fuori città col treno.
Tutto il patrimonio ereditato faceva di lei un “buon partito”. Santa svela i due tentativi del padre per trovarle uno sposo ricco: uno di questi pretendenti era già innamorato di una ragazza, l’altro era mezzo matto; ma questo non importava a suo padre: “E allora si mette d’accordo con i genitori perché sapevano che la zia mi lasciava questo capitale, e usava così fra questi genitori, roba di soldi, di commercio”.
C’è anche la figura del marito “focoso” incontrato nelle fabbrica dei suoi. “Era un brigadiere della Finanza” che non ha saputo gestire i terreni. Non voleva neanche un po’ d’aiuto e “in dieci anni, mi ha mandato tutto per l’aria”. Lei precisa ancora: “Era un uomo che stava sei mesi senza fare un bagno! [...]. Allora non c’erano i bagni, preparavo l’acqua nel mastello”.
Lei ricorda il forte dolore per la morte del suo primo bambino, un maschio: “L’avevo già messo al petto ed è nato nero, ha sofferto ed è morto”. Il racconto si fa più straziante con la storia della sua seconda figlia che si è totalmente allontanata. “Mi ha abbandonato”, lei dice con rassegnazione. La signora Santa aveva cresciuto il suo nipote fino all’età di otto anni, ma dopo il suo trasferimento alla casa di riposo, la figlia e il nipote non danno più notizie.
Questa testimonianza, questa “vita terribile” si conclude su una nota di speranza. La signora parla della sua fede, di Santa Rita, il suo sostegno durante i momenti difficili. Si scopre che era questo la sua forza da quando era una ragazzina. Questa fede l’ha portata a pregare soprattutto quando la sua prima figlia stava per morire. Oggi lei è ancora viva. La signora dichiara allora con sicurezza e con questa luce negli occhi: “Ho avuto ingiustamente, immeritatamente, un vero miracolo!”.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Grotti Santa |
Mestiere svolto |
Casalinga |
Data di nascita |
9 aprile 1924 |
Data intervista |
10/12/2008 |
Luogo di nascita |
Savignano sul
Rubicone (RN) |
Durata intervista |
76 min |
Intervistatore |
Etoumbe Eliane Dolice |

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