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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Accialini Giulia
Intervistata: Mariani Bianca
Mariani Bianca nasce il 31 dicembre del 1937 nelle campagne reggiane, in una famiglia di contadini. Trascorre i primi anni di vita senza conoscere il padre e lo zio, poiché erano partiti da soldato per la seconda guerra mondiale. In assenza del padre, la famiglia si procurava da vivere lavorando i terreni attorno alla casa; ad aiutare la madre di Bianca c’erano i suoi nonni. Una volta tornato a casa il padre, a causa di una ferita alla spalla, continuarono ad abitare tutti insieme ospitando, alla fine della guerra, anche lo zio. Durante gli anni della guerra, la sua famiglia vive nel terrore poiché in quelle zone di campagna i tedeschi si procuravano da vivere saccheggiando dei loro averi tutte le famiglie contadine dei dintorni; la loro presenza era sentita anche perché avevano costruito lì dei magazzini per le munizioni, e perciò non si spostavano più di zona in zona. Alla fine della guerra, durante i bombardamenti dovuti all’attacco americano contro le truppe tedesche, la sua famiglia, come le famiglie vicine, va a nascondersi sotto i vigneti o sotto degli alberi, il più lontano possibile da quei magazzini pieni di munizioni; questi infatti erano il vero obiettivo degli americani, nella speranza di disarmare le truppe tedesche di quella zona.
Bianca frequenta le elementari un anno dopo l’età prevista a causa della guerra. La scuola era nel paesino vicino a casa sua, Codisotto. Dopo la quinta elementare, frequenta un corso di cucito tenuto da una sarta che le insegna le basi di taglio e cucito. Partecipa successivamente ad un corso di taglio a Suzzara, paese a poca distanza da casa sua, e poi sostiene un esame a Mantova. Verso i 18 anni si mette in proprio lavorando da sarta e avendo alle sue dipendenze alcune ragazzine. Il lavoro in quegli anni è redditizio grazie anche al boom economico registrato appunto negli anni sessanta. Lavora giorno e notte per poter soddisfare ogni richiesta dei clienti, arrivando ad avere commissioni anche di 15 vestiti in una settimana. Crea ogni tipo d’abito, dal vestito elegante, al cappotto, a quello da sposa, il tutto con una passione sfrenata che la porta ad amare sempre di più il suo lavoro. Nel frattempo incontra Tonino, Antonio Bosi, il primo e unico amore della sua vita. Il loro fidanzamento dura sei anni per poi portarli al matrimonio e al concepimento della loro prima figlia. Purtroppo il destino non è stato clemente con questa nuova famiglia. Nel 1961, al quinto mese di maternità, Bianca avverte stanchezza e ha una continua febbre bassa che la porta all’indebolimento degli arti al punto da non riuscir a reggersi in piedi. Chiede perciò parere a diversi medici, i quali riscontrano sintomi che ricorrono nei casi di poliomielite, malattia diffusa in quegli anni. Fu immediatamente mandata all’ospedale di Bologna, al cui interno c’era un reparto che si occupava dei casi di poliomielite. I dottori, non potendo somministrargli le cure più adatte a causa della sua maternità, decidono di far nascere la bambina anticipatamente. La bambina nasce di sei mesi e mezzo senza complicazioni ma con l’obbligo di restare in ospedale almeno fino agli otto o nove mesi. Bianca, nel frattempo, è costretta a ritornar a casa poiché aveva bisogno di un momento di pausa post-parto prima di iniziare delle nuove terapie in ospedale. Mentre lei è a casa il marito e sua madre vanno a trovar la bambina ogni settimana, vedendola sempre più bella e sana.
Mancava ormai poco alla consegna della bimba per averla a casa quando questa inizia a star male. I dottori dicono ai genitori che si è ammalata di broncopolmonite a causa della sua debolezza fisica e il 13 dicembre la bambina muore senza poter esser vista dalla madre. Torna a casa già nella bara, con un vetrino posto in prossimità del viso che permette a Bianca di salutarla per l’ultima volta. Verso gennaio Bianca riesce a reggersi in piedi da sola grazie alle cure avute a Bologna e, durante le giornate passate in ospedale, passa il tempo ad aggiustare le vesti delle suore e dei frati che conosce in quella clinica. Grazie al suo lavoro riesce a riacquistare la voglia di vivere e, dopo essere stata dimessa dall’ospedale, vive per un po’ a casa dei suoceri per poi trasferirsi con il marito in una nuova casa costruita su misura per lei; dati i postumi della malattia infatti non riesce a recuperare completamente l’uso degli arti, ed è perciò obbligata a cercar sempre appoggio per non perdere l’equilibrio.
Il matrimonio va avanti felicemente fino al 1966 quando nasce la secondogenita Rossella. Dopo un periodo di tranquillità famigliare si accorgono che adesso a star male è il marito Tonino. Viene accertato un tumore al naso che inizialmente sembra esser scomparso grazie alle cure; invece, dopo tre anni di dura lotta, muore. Bianca si ritrova così vedova trentenne con una figlia da crescere. Grazie al suo lavoro riesce comunque a vivere agiatamente e, grazie alla sua famiglia, continua tuttora ad avere una forza di vivere tale da non arrendersi davanti a niente.
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Mariani Bianca
Mestiere svolto
Sarta
Data di nascita
31 dicembre 1937
Data intervista
26/12/2008
Luogo di nascita
Luzzara (RE)
Durata intervista
60 min ca.
Intervistatore
Accialini Giulia

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