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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Cuna Elisa
Intervistata: Marsella Addolorata Antonia
Marsella Addolorata Antonia è nata il 22 marzo del 1929 a Melpignano, un piccolo paese in provincia di Lecce. La sua era una famiglia piuttosto povera: il padre era un segatore di pietra leccese e un contadino; coltivando un pezzo di terreno e allevando qualche animale riusciva a produrre ciò di cui la famiglia aveva bisogno e che il suo stipendio non gli permetteva di comprare. La madre lavorava in un tabacchificio ma solo per pochi mesi all’anno perché doveva occuparsi della famiglia e dei figli. Addolorata Antonia era la primogenita di sette fratelli, quattro dei quali morirono quasi subito dopo la nascita. Ha frequentato la scuola fino alla quinta elementare.
Nel 1939 suo padre partì per la guerra di Libia come volontario ed è mancato da casa per sette anni. Dopo due anni di guerra il padre venne preso prigioniero in Australia dove rimase per cinque anni.
Marsella Addolorata e la sua famiglia dovettero così cavarsela con il denaro che la madre guadagnava nei pochi mesi di lavoro nel tabacchificio e con il sussidio del padre. Addolorata Antonia iniziò a lavorare come contadina.
Nel settembre del 1945 il padre tornò a casa dalla guerra. Il fratello dovette lasciare la scuola per lavorare come segatore con lui che non poteva permettersi di pagare qualcun altro alle sue dipendenze. Per completare gli studi il fratello dovette così frequentare dei corsi serali.
Dopo aver rifiutato le corti di alcuni ragazzi, Antonia conobbe un giovane di nome Leonardo col quale rimase fidanzata per quindici mesi. La sua dote venne messa insieme nel corso di anni, quando i genitori avevano la possibilità economica di comprare qualcosa in più. La dote era costituita soprattutto da panni e lenzuola tessuti interamente da lei.
Antonia e Leonardo si sposarono l’11 dicembre del 1955. Nel 1956, un anno dopo il loro matrimonio, Leonardo dovette trasferirsi in Svizzera per lavorare, in modo da guadagnare qualche cosa in più e riuscire a pagare l’affitto della nuova casa. Qui Leonardo, grazie all’aiuto del fratello di Antonia che viveva li, riuscì a trovare un lavoro, ma faticò ad adattarsi, soprattutto per il cibo. Dopo qualche mese chiese ad Antonia di inviargli un telegramma nel quale diceva che lei stava male, per poter tornare a casa. Leonardo tornò così a Melpignano. Una volta a casa, lui andò a lavorare in una cava, dove si estraeva la pietra leccese mentre Antonia lavorava in una fabbrica di tabacco secco. Purtroppo lo stipendio alla cava era troppo basso e così Leonardo dovette tornare in Svizzera, a lavorare per le ferrovie. Nel 1957 Atonia, dopo aver ricevuto un atto di richiamo del marito, lo raggiunse. Partì per Zurigo con i suoi cognati e durante il viaggio ricorda che venne trattenuta alla stazione di Chiasso per degli accertamenti.
Nel 1959 Antonia ebbe una gravidanza extrauterina. Dopo essersi rimessa, trovò lavoro in una fabbrica di sacchi di iuta per il grano e per le patate. Inizialmente si occupava del carico e dello scarico della merce, poi passò rammendare i sacchi.
Nel 1962 nacque la prima figlia. Antonia dovette trovare una baby-sitter che l’accudisse quando lei era al lavoro ma per pagarla impiegava metà del suo stipendio. Due anni dopo, con la nascita della seconda figlia, si vede costretta a lasciare il suo impegno, dovendosi occupare delle figli e non potendo più pagare una bambinaia. Così Antonia decide di iniziare a lavorare proprio come baby-sitter. Dopo qualche anno, quando le bambine iniziarono ad andare scuola, Leonardo morì. Antonia si ritrovò sola, con due figlie da mantenere. Decise così di tornare a vivere in Italia.
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Marsella Addolorata
Antonia
Mestiere svolto
Contadina, operaia,
bambinaia
Data di nascita
22 marzo 1929
Data intervista
08/01/2009
Luogo di nascita
Melpignano (LE)
Durata intervista
94 min
Intervistatore
Cuna Elisa

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