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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Reni Ottavia
Intervistata: Neri Zara
Zara Neri è nata ad Urbania, il 19 agosto 1925. Urbania era un piccolo paese agricolo e i suoi genitori non erano ricchi, ma agiati; i nonni paterni possedevano delle terre, il padre faceva il carabiniere e girava l’Italia per il suo lavoro. Per migliorare la qualità della loro vita, i genitori decisero di trasferirsi in Francia ma, in un primo tempo, lasciarono i tre figli in Italia. In particolare, Zara fu affidata “a balia”. Così crebbe con due famiglie fino all’età di 5 anni, quando fu portata in Francia con i genitori. Lì iniziò ad andare a scuola, anche se inizialmente con qualche difficoltà a causa della lingua. Poi, pero, diventò brava e da lì sviluppò la sua passione per lo studio. In Francia si trovava bene rispetto all’ambiente di campagna, inoltre c’erano condizioni di vita migliori.
Nel 1939 scoppiò la guerra e il padre fu richiamato alle armi.
Tornata in Italia all’età di 15 anni, fu molto dispiaciuta di aver dovuto lasciare la Francia e andò, con la madre ed i fratelli, ad abitare presso il nonno materno mentre il padre era lontano per lavoro. In Italia proseguì gli studi, seguendo lezioni private. Nel frattempo, i tedeschi avevano occupato il paese e si erano impossessati dei luoghi e dei palazzi migliori. Essi costituivano un pericolo per i civili; spesso alcuni dei suoi amici sparivano e la gente diceva che erano stati portati dai tedeschi nei campi di concentramento.
Quando poi arrivarono gli Americani, c’era il pericolo che bombardassero sui civili, non appena vedevano un assembramento: i caccia si abbassavano e sparavano a raffica sulla folla. Così Zara ricorda un bombardamento avvenuto di domenica, all’uscita dalla Messa, lungo la via principale del paese, affollata di gente che passeggiava e si godeva la giornata di sole. Lei si salvò per miracolo, grazie all’influenza che le aveva impedito di uscire di casa e così anche la sua migliore amica, che per raggiungerla evitò di percorrere il Corso dove avvenne il bombardamento.
Per sfuggire ai bombardamenti notturni, andava con i suoi familiari a dormire in campagna, a casa dei contadini. Non avevano il riscaldamento, né la luce, né l’acqua, ma si ricorda dei bei momenti passati con i ragazzi del posto intorno al camino.
Finita la guerra, concluse gli studi da maestra, pur attraversando dei momenti difficili per le contestazioni politiche che paralizzavano lo svolgimento regolare della vita e principalmente i trasporti. Così, quando si recava a dare gli esami, spesso non sapeva se sarebbe riuscita a raggiungere la scuola. In aggiunta, dopo la guerra, la maggior parte dei ponti e delle strade erano state distrutte e per attraversare i pochi ponti ancora in piedi, dovevano scendere dalla corriera.
Quando ottenne il posto da insegnante, fu mandata in una scuola di campagna, lontano da casa. Di conseguenza, doveva vivere in una casa di contadini senza luce e senza riscaldamento. Al mattino l’acqua nel catino per lavarsi era ghiacciata. Poteva tornare a casa solo per le vacanze natalizie, pasquali ed estive, a causa della difficoltà di trasferimento.
Dopo alcuni anni, grazie alla sua tenacia, riuscì nel suo intento e in uno di quei paesini sperduti si innamorò di quello che sarebbe stato suo marito.
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Neri Zara
Mestiere svolto
Insegnante
Data di nascita
19 agosto 1925
Data intervista
10/01/2009
Luogo di nascita
Urbania (PU)
Durata intervista
60 min
Intervistatore
Reni Ottavia

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