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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Livorno Maria
Intervistato: Querques Pompeo
Il dott. Pompeo Querques è un veterinario ormai in pensione, ha 88 anni ed è nato nella provincia di Foggia, più precisamente ad Alberona, in una famiglia molto numerosa. Dopo essersi diplomato ha frequentato per un anno circa l’università ma poi è stato richiamato alle armi come i suoi fratelli, militando nel Reggimento dei Carristi, frequentando allo stesso tempo dei corsi per diventare ufficiale. Col suo reggimento venne inviato in Africa Settentrionale, ma durante la traversata del Mediterraneo la nave che li trasportava venne silurata; tutti furono successivamente ripescati per essere poi portati in Sicilia, a Vittoria, in attesa di cure. Quello che restava del Reggimento venne mobilitato nei dintorni di Catania, ma dopo lo sbarco delle truppe alleate in Sicilia, vennero tutti trasferiti in Trentino Alto Adige. Durante il viaggio per risalire lungo tutta la penisola si fermarono a Salerno e lì il dott. Querques chiese un permesso di 24 ore per far visita alla sua famiglia.
Il 23 luglio del’43, mentre è in viaggio per ritornare a casa, assiste ai bombardamenti americani sulla città di Foggia che viene quasi interamente distrutta. Torna a casa ma riparte il mattino seguente per raggiungere il suo reggimento in Trentino. Lì svolge servizio di Ordine Pubblico, sorvegliando la frontiera italiana. La notte tra l’8 e il 9 settembre del ’43 egli viene imprigionato e deportato insieme a tutti gli altri soldati italiani. Viene portato in un campo di concentramento in Austria, a Mauthausen, dove viene smistato e mandato a Stablak, un campo di smistamento ai confini della Lituania, dove fu spogliato di tutto, gli vennero prese le impronte digitali e gli fu assegnata la matricola 7059. Lui e gli altri deportati italiani vennero dichiarati Internati militari per impedire loro di godere di alcun beneficio stipulato negli accordi tra i vari paesi e la Croce Rossa Internazionale per i prigionieri di guerra. Da lì furono trasportato in un campo vicino la Russia, Treblinka, e poi, a causa dell’avanzata russa, a Deblin, un campo di concentramento all’interno della Polonia. Sempre per lo stesso motivo furono tutti trasferiti in Olanda, ad Oberlagen, dove furono liberati successivamente dalle truppe alleate nell’aprile del’45. Durante la prigionia si cibavano di un po’ di pane, e di sbobba. Per lavarsi erano costretti ad utilizzare la neve. In un castello dormivano in tre su 7-8 assi di legno malridotte. Il dott. Querques venne liberato nell’aprile del ’45 ma ritornò a casa nel mese di settembre dello stesso anno perché bisognava dare la precedenza agli ammalati. Tutti vennero messi in contumacia e furono visitati. Attraverso la Svizzera giunsero in Italia, a Chiasso, dove scesero dal treno per baciare la terra. Successivamente furono portati a Pescardini, un paese tra Brescia e Bergamo, per essere smistati. Da lì, egli proseguì verso Milano e impiegò 6 giorni per raggiungere Lucera. Giunto a casa scopre che suo padre era morto, colpito al costato da una scheggia in un bombardamento.
Durante la sua prigionia i genitori, poiché non avevano più sue notizie, mandarono delle lettere al Vaticano e alla fine, disperati, si recarono da Padre Pio per chiedergli consiglio. Durante la messa assistettero alla levitazione del Santo, che fermò davanti alla madre del dott. Querques e gli disse di non disperare perché suo figlio Pompeo, prigioniero in Polonia, era vivo. Padre Pio non conosceva la Sig.ra Querques e tantomeno il motivo per cui era andata lì da lui. Al suo ritorno il dott. Querques si recò a far visita al Santo per ringraziarlo e questi appena lo vide (non si erano mai conosciuti) disse:”Bentornato giovanotto. Tu non sei Pompeo che era prigioniero in Polonia?”.
Una volta ritornato a casa, egli ha ripreso gli studi, si è laureato, e ha svolto la professione di medico veterinario in vari comuni dell’Appennino Dauno, tra cui Troia, paese in cui tutt’ora vive. Si è recato più volte nei luoghi in cui ha vissuto quest’esperienza che lo ha segnato per tutta la vita e inoltre svolge da sempre l’attività di sensibilizzazione, tenendo conferenze nelle scuole e rilasciando delle interviste anche in programmi televisivi. Il suo racconto è riportato in un libro intitolato:“Mai più”, nato da un’intervista al dott. Querques in collaborazione con la Provincia di Foggia. Il dott. Querques, oggi, intrattiene rapporti epistolari con altri reduci e continua a studiare ogni pomeriggio.
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Querques Pompeo
Mestiere svolto
Medico veterinario
Data di nascita
31 ottobre 1920
Data intervista
29/12/2008
Luogo di nascita
Alberona (FG)
Durata intervista
100 min ca.
Intervistatore
Livorno Maria

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