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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna - Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2008-2009
Intervistatore: Mazzoli Diletta
Intervistato: Toni Alberto
Alberto Toni è nato a Bagnacavallo (RA), un piccolo paese romagnolo, il 13 dicembre 1915 da una famiglia di otto persone: madre, padre e sei fratelli: Alberto è l’ultimo nato e ancora in vita.
Racconta della sua infanzia ricordando il trascorso di una vita serena con un buonissimo rapporto con i genitori; ha frequentato con passione la scuola fino alla quinta elementare.
Dopo gli studi iniziò il lavoro di contadino che lo ha accompagnato per tutta la vita; ricorda la sua adolescenza tranquilla anche se vissuta nella povertà del tempo.
Nel suo racconto prevale il ricordo della sua vicenda bellica, che lo ha segnato profondamente e che riporta con particolare precisione.
Nel 1937 comincia inevitabilmente la sua esperienza bellica, infatti il 20 aprile fu assegnato al 2° reggimento artiglieria a Ferrara per svolgere la leva obbligatoria. Del servizio militare ricorda la grande stima che i compagni avevano per lui e un piccolo aiuto arrivato dalla sorella suora che migliorò le sue condizioni di vita. La vita quotidiana era fatta di addestramenti e di esercitazioni. Trascorse l’estate nel campo d’addestramento di Belluno dove Alberto era solito, aiutato dalla fortuna e dal merito, ricevere permessi per tornare a casa. Ricorda con molto piacere la spedizione a Roma, per assistere a un raduno militare, e a Genova, per blindare la città in vista di una visita ufficiale del Duce.
Arrivò così anche il tempo della partenza per il secondo campo estivo a Cison di Valmarino (Vicenza) dove conobbe il primo episodio spiacevole della sua permanenza: si ammalò gravemente di broncopolmonite; fu così ricoverato e successivamente congedato.
Ricorda il suo ritorno a casa e il fidanzamento con Loredana che diventerà successivamente sua moglie. Ma tutta l’Europa era in subbuglio e i venti di guerra si respiravano in ogni dove. Fu richiamato alle armi e questa volta era consapevole che non sarebbe stato facile come la prima. Salutati la famiglia e gli amici, Alberto sapeva in cuor suo che se fosse riuscito a tornare a casa dalla guerra, tutto sarebbe stato diverso.
Partì con destinazione Gemona del Friuli, dove il 10 giugno ascoltò il discorso di Mussolini che annunciava l’entrata in guerra.
Il 13 gennaio 1941 capì che la sua sorte era segnata: il suo reggimento fu trasferito a Tripoli, dove dovette combattere sul fronte africano. Fu l’esperienza più significativa della sua vita, che gli procurò una sofferenza immensa e lo portò ad un passo dalla morte. La sete, la stanchezza, il pericolo, lo seguivano giorno e notte, fino al momento della resa italiana e l’inizio della sua prigionia inglese.
Fu imbarcato in una nave inglese dove rimase per 45 giorni fino ad arrivare a Greenock; qui incominciò la vita da prigioniero nel campo di concentramento inglese. Alberto ricorda la grande umanità di quel popolo; non subì mai gravi soprusi o percosse.
Arrivò cosi l’8 settembre 1943, data dell’armistizio, e al plebiscito indetto dagli inglesi lui scelse di aderire al governo Badoglio: la sua prigionia finì.
Le giornate erano scandite dal lavoro, prima nella segheria e poi nella fonderia. Ricorda con emozione alcuni episodi che lo videro protagonista, dove conobbe persone che segnarono la sua esistenza: come Mary la segretaria che si innamorò di lui. Patty, invece, era la figlia di 4 anni del suo datore di lavoro in fonderia, che per uno strano caso della sorte dovette accompagnare mentre passeggiava con il pony regalatole del padre. Fu proprio questo episodio a sancire l’amicizia tra Alberto e Patty che dura ancora oggi. La vita trascorreva serena, anche se persisteva la paura della guerra ancora in corso e la nostalgia di casa era forte.
Finalmente arrivò il 1946 e l’ultimo giorno di febbraio; mentre Alberto era intento ad un lavoro di precisione, gli arrivò la notizia della sua imminente partenza. Era finita la guerra, si tornava a casa.
Il cammino di ritorno fu lungo e pieno di vicissitudini: passò per Pernith, dove incontrò i compagni che avevano aderito alla Repubblica di Salò ed erano ancora prigionieri; arrivò a Southampton dove partì alla volta di Napoli, di Roma e finalmente arrivò a Faenza. La sorte lo condusse fino a casa.
La sua esperienza di guerra, che era iniziata il 20 aprile 1937, finì ai primi di aprile 1946.
La vita di Alberto è continuata serena e tranquilla; è tornato al suo lavoro, si è sposato con Loredana ed hanno avuto una figlia.
Per uno strano caso del destino, Alberto è riuscito a rimettersi in contatto sia con Varani (uno dei compagni che combatté con lui in Africa) sia con Patty (la figlia del direttore della fonderia), residenti entrambi all’estero; tutt’ora sono amici e mantengono un rapporto epistolare.
Alberto ha scritto, con l’aiuto dalla figlia, un libro con le sue memorie di guerra, corredato da una raccolta fotografica.
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Toni Alberto
Mestiere svolto
Bracciante agricolo
Data di nascita
13 dicembre 1915
Data intervista
08/01/2009
Luogo di nascita
Bagnacavallo (RA)
Durata intervista
104 min
Intervistatore
Mazzoli Diletta

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