Università di Bologna – Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2009–2010
Intervistatore: Gigli Federico
Intervistato: Di Landri Mario
Mario Di Landri è nato a Lucca nel 1953 e ha vissuto la propria infanzia ed adolescenza con parenti di 2 generazioni antecedenti, che hanno partecipato direttamente al primo conflitto mondiale e per questo aventi una forma mentis antiquata per un bambino. Nato da due genitori giovanissimi senza lavoro e senza possibilità di sostentamento, dopo una serie di ripetute malattie dovute principalmente ad una scorretta alimentazione che culminò in un lungo periodo di degenza, è stato adottato non ufficialmente dai nonni paterni per un periodo che durò 12 anni. Il nonno, romano, figlio di una famiglia benestante: il padre Tenente Colonnello di Fanteria e Capitano nel 15/18 sull'altipiano di Asiago, era approdato a Pistoia (impiegato presso l'industria Breda) e poi a Lucca a seguito della struttura amministrativa del Fascio; la nonna nata a Barga, nella zona montuosa della Garfagnana, era una persona semplice, ingenua, candida e cresciuta come tutti i montanari autoctoni a farina di castagne e polenta.
Uno degli elementi che ha caratterizzato la sua infanzia è stato il ricorso alla fantasia. L'abitazione nella quale viveva era fatiscente, torrida d'estate e gelida d'inverno, e priva sia dei beni indispensabili sia di quelli che caratterizzeranno il boom economico in Italia a partire dagli anni 50'- 60'.
Passa l’infanzia presso un asilo gestito da religiosi ed inserito in un orfanotrofio caratterizzato da un chiostro ed un monumento di devozione alla Madonna. Vi studierà fino alla quarta elementare, sostenendo poi gli esami di quinta presso una struttura statale.
Con le medie cominciano i primi sussulti di quella indipendenza che identificherà la maggior parte dei ragazzi di questa generazione, dal 68 “nelle grandi città e nei paesi come Lucca dai primi anni 70”.
Durante il periodo delle scuole superiori questa voglia di libertà, di differenziarsi dalle generazioni precedenti, ha come colonna sonora canzoni interpretate da cantautori e cantanti italiani come Lucio Battisti e Patty Pravo che traducevano in musica e parole le sensazioni amorose, ed anche complessi come Equipe 84, i Nomadi e Le Orme - influenzati da artisti di fama mondiale come Bob Dylan, Joan Baez e Francois Hardy - che introducono e trattano nelle loro canzoni contestatrici, divenute inno di questa generazione, temi sociali e politici.
I luoghi di aggregazione erano occasionali come piazze, cantine, garages e case dove avvenivano i primi "festini", durante i quali i giovani ascoltavano musica con il giradischi o mangiadischi; o luoghi, che ebbero poi una rilevante importanza sociale a livello nazionale, come le sale da ballo "Piper" a Roma, "Bussola"a Viareggio e "Muretto" a Jesolo. Approfittando dei nuovi balli come il twist, lo shake ed i lenti, la gioventù comincia ad assaporare i primi contatti con l'altro sesso e grazie agli ostelli della gioventù iniziano i primi forti contatti con i ragazzi e le ragazze della stessa generazione che provenivano dall'estero, soprattutto Inghilterra e Francia.
Coloro che manifestavano le proprie inclinazioni politiche si differenziavano, oltre al tipo di musica ascoltata, anche per l'abbigliamento - capelli lunghi, barba incolta ed eskimo per i rappresentanti della sinistra intellettuale e contestatrice di "Lotta Continua" o "Potere Operaio"; maglione con polo, completi firmati e faccia pulita per i rappresentanti della destra definita"fascista". Un'altra categoria, rappresentata da chi prendeva distanze equivalenti dagli schieramenti politici e che non aderiva ai movimenti cattolici, come Mario, si distingueva per l'abbigliamento non firmato, scarse risorse economiche e soggiorni in ostelli o campeggi.
Personaggio di riferimento nell'adolescenza e nella formazione dell'intervistato fu lo zio Giuseppe , ispettore della casa editrice "Einaudi" nel Lazio e proprietario di una fornita biblioteca a tematica maggiormente storica, che rese il pensiero di Mario Di Landri indipendente da quello collettivo e dalle spinte ideologiche proprie della sua generazione, sia tramite lo studio di libri di storia sia trascorrendo lunghe ore di conversazione riguardanti temi filosofici come la teoria della selezione naturale o l'esistenza di una morale universale.
Dopo una pessima carriera scolastica ostacolata da una bocciatura e da una condotta inadeguata fino alla terza superiore, senza cambiare il percorso di studi, ha ottenuto una promozione con il massimo dei voti (60/60) grazie al metodo di studio "studiare finché non si sa", una chiave che aprì le porte del mondo del lavoro ed alla indipendenza sia economica che familiare - "l'incontenibile voglia di farsi un nucleo affettivo proprio" - in contrasto con il misero contesto che lo ha sempre rappresentato. Con il tempo c’è stata una esperienza politica significativa nel corso della quale ha ricoperto la carica di Segretario del locale P.R.I. di ispirazione mazziniana.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Di Landri Mario
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Mestiere svolto |
Funzionario di banca |
Data di nascita |
26 luglio 1953 |
Data intervista |
27/12/2009 |
Luogo di nascita |
Lucca (LU) |
Durata intervista |
80 min. ca. |
Intervistatore |
Gigli Federico |

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