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03 / CATTURARE LE STORIE
 
Università di Bologna – Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2009–2010
Intervistatore: Pipitone Flavia Maria
Intervistato: Bartolozzi Emilia
Emilia Bartolozzi è nata a Gela nata il 17 gennaio 1928. All’età di otto anni si è trasferita a Palermo con sua madre e sua nonna, mentre il padre decise di trasferirsi a Milano; di lui, Emilia non ha più avuto notizie. Una volta arrivata a Palermo, Emilia ha cominciato a frequentare le elementari; di quegli anni ricorda che in quinta elementare aveva una maestra “bravissima” che le fece leggere per intero i “Promessi Sposi”. Dopo le elementari e le medie andò all’Istituto Magistrale Margherita dove ebbe grandi professori, che durante il periodo fascista si manifestarono tutti antifascisti. Nata e cresciuta nel ventennio fascista, Emilia fu prima una “piccola italiana” e poi una “giovine italiana” vestendo tutta di nero con sopra la camicetta lo stemma del fascio. Parlando della propria famiglia dice che sua madre era una lavoratrice ed era un’impiegata, mentre la nonna, analfabeta, era “una donna intelligentissima, aveva cura di me, mi portava a scuola, mi teneva la cartella”. Passando agli affetti si ricorda di un suo primo amore, Giorgio Catania, che si trasferì negli Stati Uniti e che lei rincontrò proprio negli Usa nel 1970.
Per quanto concerne invece la sua esperienza durante la Seconda Guerra Mondiale, i suoi ricordi vanno al suono della sirena che avvertiva dell’inizio dei bombardamenti invitando quindi i civili a scappare nei rifugi e soprattutto si ricorda di quando lei, sua madre, sua nonna ed una sua amica del liceo, Maria Abbadessa, sfollarono a Terrasini. Ricorda che quando le truppe partirono per la guerra lei e la sua amica andarono a salutare i soldati, baciandoli e prendendo nota degli indirizzi delle loro famiglie per poter scrivere ai loro parenti. A questo proposito racconta di un bersagliere, Vito Martorana, che le diede in custodia un album del suo reggimento affinché lo conservasse. Da allora lei ha provato a rintracciare lui e la sua famiglia per restituire l’album, ma non c’è mai riuscita. Uno dei momenti che racconta con maggiore intensità è quello che risale allo sbarco degli americani nel luglio del 1943: “Arrivarono sulle [...] jeep e c’erano gli ufficiali americani, i soldati americani che gettavano cioccolato e sigarette a tutti i ragazzi ed a tutti i bambini del paese”; gli americani, sostiene riuscirono a sbarcare grazie anche all’intervento della mafia. Racconta di quando avevano le tessere annonarie, e che lei e la sua famiglia, nonostante la guerra, non hanno sofferto particolarmente la fame. Per quel che riguarda il vestiario racconta come in quegli anni si vestissero scucendo e ricucendo le divise militari. Del 2 Giugno 1946 si ricorda di non aver potuto votare perché non aveva l’età ma di aver sfilato insieme al suo professore di matematica, il prof. Gulotta. Dopo la proclamazione della Repubblica, Emilia, con tanti sacrifici, riesce ad andare a studiare all’Università Orientale di Napoli, una delle università più conosciute e prestigiose del tempo. Nel 1950/51 si è sposata con Vincenzo Prima che aveva conosciuto al termine della guerra e con cui ha messo al mondo due figlie, Daniela ed Ornella Prima. Dopo la laurea e dopo aver vinto alcuni concorsi diventa professoressa all’Istituto Tecnico, poi successivamente passa ad insegnare al liceo scientifico. Nel 1968 sostiene attivamente i giovani che danno corpo al movimento studentesco. Nel 1970, vince una borsa di studio e parte per l’America dove vi rimane per tre mesi. Suo marito è morto nel 1990. Lei, dopo quarantotto anni di insegnamento, è andata in pensione, però continua a dare lezioni private.
Riassunto della testimonianza

 

Dati intervista
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Bartolozzi Emilia
Mestiere svolto
Professoressa
Data di nascita
17 gennaio 1928
Data intervista
05/01/2010
Luogo di nascita
Gela (CL)
Durata intervista
53 min. ca.
Intervistatore
Pipitone Flavia Maria

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