Università di Bologna – Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2009–2010
Intervistatore: Vellonio Chiara
Intervistato: Bellucci Natalia
Natalia Bellucci è nata a Lucera, provincia di Foggia, il 25 dicembre 1920. Cresce in una famiglia di otto persone: quattro fratelli, i genitori ed una nonna. Il padre è agricoltore, conducono una “vita di miseria”, abitando una “piccola casetta”, senza acqua e corrente elettrica: “stare vicino alla braciera con un poco di fuocolino e che mamma ci raccontava qualche racconto cosi passava la serata, perché non avemmo radio, non avemmo televisione, non avemmo una musica, non c’erano una grande bella luce e vivemmo così”. Natalia ha frequentato solo la prima elementare; dopo la nascita del secondo fratello, le viene affidato il compito di occuparsi di lui e le viene proibito di proseguire la scuola: “lo studio serve all’uomo non alla donna, tu basta che sai mettere il tuo nome”. Successivamente, inizia a fare sarta: “io a diciassette anni ero già sarta, avevo i clienti, facevo qualche cosa e mi guadagnavo un pezzo di pane”. Il ricordo della guerra, che occupa una parte importante dell’intervista, è legato all’assenza del fidanzato, fatto prigioniero dagli alleati, al suono della sirena che annuncia i bombardamenti, alla fame: “il pane era poco, con le tessere, lo zucchero con la tessera, la carne non la vedemmo mai, abbiamo fatto una vita triste di questa guerra”.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Bellucci Natalia
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Mestiere svolto |
Sarta |
Data di nascita |
24 dicembre 1920 |
Data intervista |
08/01/2010 |
Luogo di nascita |
Lucera (FG) |
Durata intervista |
40 min. ca. |
Intervistatore |
Vellonio Chiara |

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