Università di Bologna – Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2009–2010
Intervistatore: Montagano Ida Ada
Intervistato: Ciaraldi Leonardo
Leonardo Ciaraldi è nato a San Paolo di Civitate, un piccolo paese in provincia di Foggia, il 21 aprile del 1923. Attualmente risiede a Roma. Unico maschio di quattro figli, descrive la sua famiglia d’origine come semplice, “ una famiglia modesta di contadini, io ero l'unico maschio con tre sorelle, si viveva discretamente, tranquilli e senza ambizioni”. Il padre era un contadino, il quale non ha mai voluto che il suo unico figlio maschio facesse il “mestiere della terra”, mentre la madre lo incitava a lavorare per portare qualche soldo in più a casa, anche se “non si stava male”. La sua avventura di guerra cominciò a diciotto anni, quando lo chiamarono per fare il soldato, la guerra era già in atto e lo mandarono a fare una visita a Foggia; poi viene trasferito a Torino, poi ad Ancona, e infine a Mestre. Da Mestre lo imbarcarono per la Grecia. Quando l’8 Settembre del 1943 ci fu l’armistizio “ci fu gioia, eravamo allegri, contenti perchè era finita la guerra, pensavamo.. invece non era così, perchè allora cominciava la guerra” . Il 14 settembre del 1943 però venne deportato in Germania,dove cominciò la sua avventura da prigioniero. Lì lavorò dapprima in una fabbrica di zucchero e poi in una fabbrica di bulloni, ma tutti dimagrivano di giorno in giorno. Sì ammalò di pleurite essudativa e quando guarì, un ufficiale lo prese a lavorare insieme ad altri 15 su 150 degli uomini ricoverati che vennero poi abbandonati. Lui arrivò a pesare 48 chili e alcuni prigionieri mangiavano dei topi enormi catturati la notte, vendendone anche la pelle. Tra gli eventi meno lieti ricorda il giorno della vigilia di Natale, quando i tedeschi gli fecero trovare un pasto da lui definito “sbobba” che lui e gli altri prigionieri non mangiarono. Dopo averli fatti stare lì per un’ora, solitamente concessa ai pasti, glielo fecero trovare anche la sera, quando furono costretti a mangiare tutto per non morire di fame. In Germania incontrò un uomo del suo paese, il quale dopo poco tempo morì e lui fu costretto, una volta rientrato in Italia, a portare la notizia ai suoi genitori. Dei tedeschi dice “ non ci potevano vedere perchè dicevano sempre che eravamo stati dei traditori..” i russi invece venivano trattati ancor peggio degli italiani, anche loro non avevano la Croce rossa. Ricorda poi quando tentò di tagliare un cavolo e di nasconderlo sotto la maglia, per faro però, si tagliò il palmo della mano e perse molto sangue, ma alla fine lo mangiò lo stesso “tutto insanguinato..”. Nel Aprile del ’45 vennero liberati dai canadesi che obbligarono i tedeschi a dargli da mangiare, in modo tale che si potessero riabilitare “un giorno ho mangiato 14 uova lesse! E il medico mi disse: a Ciarà, ma tu vuoi scoppiare? ”. Sempre nel ’45 scrisse una lettera che venne recapitata a casa dopo nove mesi. Nel campo conobbe una ragazza tedesca, Elizabeth, la quale gli passava di nascosto fette di pane; con lei, Leonardo strinse una amicizia sincera. Per quanto riguarda il rapporto degli uomini con le donne, il signor Ciaraldi lo giudica molto diverso da quello di una volta, “noi prima per vedere una donna chissà che cosa facevamo.. per vederla solo uscire dalla porta, stavamo magari due o tre ore ad aspettare che questa uscisse! Oggi non esiste più. Peccato perché la donna prima aveva un valore per noi uomini”. Relativamente ai primi incontri con la moglie Elina, racconta le difficoltà per poterla solo vedere e salutare; “adesso questo valore si è sgretolato..sono loro che ti vengono a cercare! Purtroppo i tempi sono cambiati. Può darsi che sia un bene adesso e un male allora, però allora era un’esagerazione perché non la potevi proprio vedere e adesso..”. Durante l’ intervista mi mostra un vecchio album fotografico, le foto sono scattate durante la prigionia e ritraggono donne con gonne di carta e un soldato in una macchina in cartone, sono scatti di un momento gioioso “per passare il tempo”. Il signor Ciaraldi fa parte di dell’”Associazione degli internati militari” di Roma, “molto quotata e apprezzata..” dove tutti insieme di tanto in tanto, mantengono ancora viva la memoria riguardo ciò che hanno passato. Infatti, il 30 Novembre del 2009 ha ricevuto una medaglia ad honorem, “un riconoscimento c’è ancora..”, ma spiega che sono rimasti ben pochi ormai gli anziani in Italia che hanno combattuto in guerra e che nelle scuole certe cose non le raccontano. “Questa è una storia che rimarrà, sono cose che rimangono nella vita, non c’è niente da fare”.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Ciaraldi Leonardo
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Mestiere svolto |
Poliziotto |
Data di nascita |
20 aprile 1923 |
Data intervista |
08/12/2009 |
Luogo di nascita |
San Paolo di Cividale
(FG) |
Durata intervista |
40 min. ca. |
Intervistatore |
Montagano Ida Ada |

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