Università di Bologna – Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2009–2010
Intervistatore: Ninni Sara
Intervistato: Gasperi Luigi
Il racconto di Luigi parte dai primi anni di vita, di cui vengono descritti i pochi ricordi di fame e povertà. Luigi ricorda perfettamente gli anni delle scuole elementari, descrivendone l’organizzazione e i pochi materiali necessari ai bambini. Per la grande miseria che colpiva la sua famiglia, all’età di undici anni, finite le scuole elementari, dovette andare a lavorare, per dare un aiuto, anche se minimo, alla madre, rimasta vedova quando Luigi aveva solamente due anni. La prima adolescenza si svolge fra lavori estenuanti e sottopagati, che ai giorni nostri sembra impossibile attribuire ad un ragazzino; ma Luigi si accontentava della misera paga che il suo duro lavoro fruttava, pur di vedere qualcosa da mangiare o di dare qualcosa alla madre, che si allontanava dal paese e dai suoi figli per lavorare alle colonie estive. Durante il periodo estivo Luigi rimaneva in casa con la nonna Caterina, una donna severa, che spesso lo mandava a letto senza cena, poco importava se il bambino non aveva mangiato quasi niente tutto il giorno. Luigi capì fin da giovane che l’unico modo che aveva per andare avanti era non perdere la voglia di lavorare e darsi da fare senza mai lamentarsi. Per un periodo segue lo zio elettricista per imparare un po’ il mestiere, ma lo zio lo pagava pochissimo rispetto al lavoro che svolgeva, così decise di andare a lavorare in mare. Il lavoro in mare anche se duro, rimase per tutta la vita, la sua passione. Quando in mare il lavoro non fruttava più tanto, decise di seguire un’impresa edile che ristrutturava gli alberghi di Gabicce Mare. Il lavoro come muratore però poteva essere svolto solamente da Ottobre fino a Maggio, cioè nel periodo invernale, quando gli alberghi erano chiusi e il paese senza turisti. Fino all’anno ’64, Luigi lavora nei mesi estivi prima a Milano, poi a Varese, dove l’edilizia era attiva tutto l’anno. Così lui, il fratello ed alcuni amici, durante l’anno facevano la spola tra Milano d’estate e Gabicce d’inverno. Nel ’64 con la crisi edilizia che colpì la Lombardia e in seguito tutta l’Italia, si rifiutò di cambiare paese e decise quindi di cambiare mestiere. Tornò definitivamente in mare, conoscendo già la dura vita che questa scelta comportava. Nel frattempo si sposò con Iside e nel’67 completarono la loro famiglia con la nascita della figlia Gabriella. In quel periodo scesero da Gabicce Monte per prendere una casa in affitto a Gabicce Mare. Con il lavoro in mare Luigi stava lontano da casa dal lunedì notte fino al sabato mattina. Racconta anche delle enormi differenze tra la marineria di allora e quella odierna, ad esempio, allora erano completamente isolati dal mondo per tutta la settimana, solamente se succedeva qualche disgrazia a loro, la famiglia ne veniva a conoscenza. La vita in mare era faticosa, nel corso della settimana lavorativa i cinque marinai a bordo della barca dormivano solamente otto ore e quaranta, a intervalli durante il giorno e la notte. Questi sacrifici però, cominciarono a dare qualche soddisfazione, così alla fine degli anni ’60 si comprò la sua prima macchina e il suo primo televisore. Negli anni ’70 decise finalmente di non stare più sotto padrone e si comprò una barca di sua proprietà, insieme ad un socio. Con la sua barca il guadagno aumentò, e qualche anno dopo riuscì ad acquistare un auto nuova e togliersi qualche altra soddisfazione. Proprio quando le cose cominciavano ad andare meglio, nell’agosto del ’76 l’alluvione colpì la parte antistante il fiume Tavollo di Gabicce Mare. In questa zona c’era anche la casa che Luigi e la sua famiglia avevano in affitto. Pochi furono i beni salvati, la macchina fu fra questi. L’acqua arrivò fino al secondo piano, facendo saltare i pavimenti e rovinando tutto quello che c’era al suo interno. Quindi, il sacrificio di tanti anni fu distrutto in sola mezza giornata. Con l’aiuto dei suoceri, che risiedevano ancora a Gabicce Monte, riuscirono a salvare ciò che si poteva salvare e a buttare ciò che ormai era irrecuperabile. Per quattro o cinque mesi, rimasero a Gabicce Monte a casa dei suoceri, mentre lui cercava di rimettere in sesto la casa a Gabicce Mare. Una volta ritornati a Gabicce Mare a Luigi venne l’idea di ristrutturare la sua casa natale a Gabicce Monte, dove ancora abitava la madre. Così, alla fine degli anni ’70, tornarono a Gabicce Monte. Nel frattempo la barca che aveva insieme al suo socio non fruttava più come agli inizi, così decisero di venderla e di rimettersi a lavorare sotto padrone. Con il corso degli anni, il lavoro duro portò a Luigi dei problemi fisici, soprattutto alla schiena. Continuò fino a quando, ad una visita presso alcuni specialisti a Ravenna gli dissero che non poteva più andare in mare in quelle condizioni fisiche e gli ritirarono il libretto di mare. Non potendo più andare in mare Luigi non riuscì comunque a stare senza lavorare, anche perché l’età pensionistica ancora non l’aveva raggiunta e doveva ancora mandare avanti la sua famiglia. Così decise di riprovare a fare il muratore, consapevole del fatto che fosse un lavoro ancora più duro del marinaio. Tirò avanti finché poté, quando il dolore diventò impossibile da sopportare lo operarono, dandogli in seguito la pensione di invalidità.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Gasperi Luigi
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Mestiere svolto |
Marinaio‚
muratore |
Data di nascita |
7 dicembre 1941 |
Data intervista |
02/01/2010 |
Luogo di nascita |
Gabicce Mare (PU) |
Durata intervista |
60 min. ca. |
Intervistatore |
Ninni Sara |

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