Università di Bologna – Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2009–2010
Intervistatore: Ambrosone Domingos
Intervistato: Giacalone Giuseppe
Giacalone Giuseppe è nato a Trapani l’8 novembre del 1930 in una famiglia di modeste condizioni economiche: il padre era pescatore e la madre sarta. All’età di 6 mesi Giuseppe si trasferisce con i genitori a Tunisi perché il padre spera di migliorare le loro condizioni economiche: infatti egli al lavoro di pescatore alternava quello di “tonnarolo” diventando poi vice rais di tonnara a Tripoli. La madre continuava il proprio lavoro di sarta e si occupava di Giuseppe e del fratello nato cinque anni dopo il loro arrivo a Tunisi. Giuseppe ha bei ricordi del periodo dell’infanzia, anche se il padre era quasi sempre fuori casa per lavoro e la madre quindi svolgeva anche il ruolo di padre. Egli ricorda che giocava sempre tanto con il fratello ed i ragazzi della sua età: andavano continuamente al mare a nuotare oppure giocavano a tirarsi le pietre dopo aver formato delle “bande”. Gli anni dell’infanzia sono nel suo ricordo anni sereni anche se c’erano comunque ristrettezze economiche. Nel ‘35 egli ricorda lo scoppio della guerra di Etiopia e rammenta ciò che le persone dicevano del fascismo e di tutto quello che succedeva in Italia: nessuno poteva dire apertamente ciò che pensava e se qualcuno era contro il regime fascista veniva arrestato o veniva deportato in qualche isola. Egli ricorda il bellissimo rapporto che aveva con i suoi amici anche se erano di religione diversa (amici arabi, ebrei): non c’era tra di loro nessun astio e nessuna intolleranza e sottolinea il fatto che lui era un italiano emigrato, ma nessuno aveva atteggiamenti razzisti nei suoi confronti. Il periodo della seconda guerra mondiale (che coinvolge la Tunisia dal ’40 al ’43) lo ricorda come un periodo in cui c’era pochissimo cibo e spesso la madre diceva di non aver fame pur di dare loro qualcosa da mangiare. Egli si ricorda la tessera annonaria quando si doveva prendere solo una quantità stabilita di pane, pasta, zucchero e spesso chi aveva soldi andava a comprarsi cibo al mercato nero; ricorda i bombardamenti e la perdita di amici che erano rimasti sotto le macerie, l’arrivo poi degli americani e la comparsa del pane bianco e della farina bianca americana che i ragazzini andavano spesso a rubare, la raccolta delle cicche di sigarette fatte per procurarsi il tabacco da vendere e racimolare cosi’ un po’ di soldi. All’età di 17 anni Giuseppe si arruolò in marina e il suo primo viaggio lo fece in Argentina per caricare grano. Nel 1950 andò in Somalia e poi fece il corso da sommozzatore, si iscrisse al centro sportivo della marina e si mise a fare sport vincendo due Criterium internazionali di nuoto. Egli ha amato molto la sua vita da marinaio anche se racconta che era una vita faticosa e nelle navi italiane non c’erano comodità, mentre in quelle americane c’era addirittura (come egli sottolinea ) “il lettino con la lucina per poter leggere e la lavatrice e il rullo per stirare la divisa”. Per guadagnare di più si arruolò poi in polizia nel 1954 entrando a far parte del centro sportivo della Polizia. Nel febbraio del ’56 arrivò a Senigallia (Ancona) perché era diventato istruttore di judo e proprio a Senigallia incontrerà la sua futura moglie che sposerà poi nel ’61 e da cui avrà due gemelli, un maschio e una femmina. Giuseppe ricorda poi gli anni “brutti” dell’Italia, gli anni in cui è cominciato,come lui dice, l’ordine pubblico (dalla metà degli anni ’60 a quasi tutto il ’70) quando la polizia si trovava a fronteggiare movimento studentesco, operai, fascisti e “Non sapevi se la sera rientravi in caserma o andavi a finire in ospedale”. Egli racconta i tanti discorsi fatti con gli altri poliziotti quando cercava di spiegare la condizione degli operai e perché scioperavano, portando avanti il suo pensiero politico poiché , come lui dice, è sempre stato “uno di sinistra” e narra gli sforzi fatti per formare un sindacato di Polizia. Nell’ agosto del 1974 perderà il caro fratello (anche lui arruolato in marina) in un naufragio.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Giacalone Giuseppe
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Mestiere svolto |
Agente di polizia |
Data di nascita |
8 novembre 1930 |
Data intervista |
24/12/2009 |
Luogo di nascita |
Trapani |
Durata intervista |
90 min. ca. |
Intervistatore |
Ambrosone Domingos |

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