Università di Bologna – Polo di Rimini
Corso di Storia Sociale A.A. 2009–2010
Intervistatore: Castelgrande Antonella
Intervistato: Pellegrino Luigi
Il signor Luigi Pellegrino nasce a Venosa l’11 febbraio 1924. Durante l’intervista parla in particolare modo degli anni trascorsi in guerra e del suo ritorno in patria. Nel suo racconto prevale il ricordo della sua prigionia che l'ha segnato profondamente e che riporta con precisione. Nel 1943 comincia la sua esperienza bellica, infatti l’8 settembre, data dell’armistizio, i viene catturato e fatto prigioniero dai tedeschi che lo deportano in Germania nei vari campi di concentramento di Neubranderburg e Nordausen, invitandolo a combattere con loro in Italia. Da quel momento cominciarono i maltrattamenti e li obbligarono a lavorare prima nelle miniere di Bleicherode e poi all’esterno di una montagna dove era proibito entrare perché si fabbricavano armi belliche, tra cui la bomba atomica. Racconta che nei primi giorni dell’aprile del 1945, quando i due fronti si stringevano dal nord i Russi e dal sud gli Americani, per non farsi catturare si nascondevano nei boschi, soffrendo la fame. Restarono tre mesi nella città di Ulma, in attesa di essere rimpatriati. In molte parti dell’intervista afferma ,inoltre che la sua vita non è stata facile, soffrendo la fame e lottando per la sopravvivenza, lontano dalla famiglia, dai propri affetti. Ci racconta poi delle condizioni dei prigionieri: non avevano vestiti o quantomeno stracci, non potevano usufruire dell’acqua che in Germania non era affatto buona, come il pane che lo descrive nero e come il sapone. Ha visto morire prigionieri come lui, fucilati dai tedeschi. Per il rimpatrio il governo svizzero diede la possibilità ai prigionieri di attraversare il territorio elvetico dal momento che il Brennero era abbattuto e quindi non potevano aspettare che lo riparassero. Di conseguenza essi potevano passare di lì solamente a delle condizioni: comportarsi in maniera educata e civile durante il viaggio, non imbrattare muri delle carrozze ecc... Il cammino di ritorno fu molto lungo e faticoso: partirono da Ulma con le carrozze svizzere, passarono da Chiasso e con i camion li portarono a Como dove restarono per 3 giorni; arrivarono a Milano dove partirono alla volta di Bologna distrutta dai bombardamenti e di qui finalmente a Foggia dove incontrò un suo compaesano di Venosa che lo condusse a casa. Tornato a casa i suoi genitori lo accolsero ovviamente a braccia aperte, era l’unico figlio, suo padre era contadino e aveva degli appezzamenti di terreno dove c’erano uliveti e vigneti ecc. Incontrò una ragazza di cui si innamorò e si sposò: faceva il contadino, ma quando si creò una famiglia più numerosa fece la guardia giurata campestre, questo, però ,non gli permetteva di curare i campi. Per non trascurare il lavoro nei campi, si dedicò alla vigilanza notturna, ma come già successe in precedenza anche lì trovò difficoltà. Inoltre egli inviò una domanda all’Organo di Appello (OIM) Ginevra, nella quale racconta la sua esperienza nei campi di sterminio e gli vennero riconosciuti 7500 euro come indennizzo. Il signor Luigi ha insistito fortemente nel farci ascoltare un brano cantato, appunto da lui, durante la prigionia nel Natale 1944 nelle baracche. Qui organizzarono un teatrino, chiamato ‘’Il teatrino dei prigionieri’’ dove ognuno dei prigionieri aveva la possibilità di intervenire recitando poesie,raccontare storie, recitare in modo da allietare la giornata. Egli dedicò una canzone alla mamma in cui implorava di ritornare accanto a lei e desiderava tanto la fine di questa lunga e sofferente guerra per riabbracciare tutti i suoi cari. Ho ritenuto opportuno inserirlo nell’intervista e farlo ascoltare poiché ha suscitato in me sentimenti di commozione.
Riassunto della testimonianza
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Cognome Nome |
Pellegrino Luigi
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Mestiere svolto |
Agricoltore |
Data di nascita |
11 febbraio 1924 |
Data intervista |
14/12/2009 |
Luogo di nascita |
Venosa (PZ) |
Durata intervista |
80 min. ca. |
Intervistatore |
Castelgrande Antonella |

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