| |
01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
|
LA VESPA
...Io vivevo con la zia e lo zio. Mio zio, avevo 25-26 anni, quindi sarà stato del ’57 o ‘58, mi ha fatto la Vespa che da noi non ce l’aveva nessuno quella volta. Ha fatto questa Vespa perché la usava anche lui, ma poi ha detto: “Adesso chiamiamo Baldo” che mi doveva insegnare a guidare perché la Vespa aveva il cambio. Mi ha portato alle Camminate perché lì non c’era nessuno, eravamo in campagna. Allora via, metto la prima, la frizione, il gas, pum! Siamo andati per aria tutti e due ma non siamo caduti, ci siamo trovati nella strada e via siamo partiti così. Le partenze mie erano tutte così.
Ci andavo al mare, sì, ci sono andata al mare ed è venuta un’amica mia, la Rita. Ci voleva il giudizio di chi ci saliva perché io non ce la facevo nemmeno a scendere perché era grande così sta Vespa. Le amiche ci venivano, era una novità e la Vespa non ce l’aveva nessuno quella volta, Allora andiamo al mare alle Torrette e quando si è per prendere la Nazionale che finisce la strada nostra, non c’era un gran movimento però c’era chi ci moriva lo stesso; io sono uscita, si vede che non ho guardato di dietro, non mi sono accorta e nemmeno la Rita mi ha detto niente, io ero tutta presa a guardare davanti sento po’,po’, qualcuno che suonava e allora la Rita ha detto: “Teresina c’è la polizia che ti dice di fermarti”. “Non gli dare retta che quelli hanno voglia di discorrere!”. Io insomma andavo più forte e questi dietro. “Fermati - si raccomandavano - ti devi fermare”.
Per girare verso il mare c’era un passaggio a livello che ora non c’è più e c’era una signora che faceva la casellante e lei chiudeva le sbarre a mano quando con il telefono le dicevano: “Arriva il treno!”. “Sì va bene”, e lei con una tromba suonava e si metteva lì pronta. Nella via c’era un viale con tutti gli alberi e lì ci hanno fatto fermare. Ci hanno detto quelli della polizia: “Io voglio sapere chi le ha dato questa Vespa! Chi gliel’ha data nelle mani?”. Io vecchia non ero e gli ho detto: “Mio zio…”. “Ma lo sa che lei è in contravvenzione? Le è passata la corriera dietro noi non sappiamo come ha fatto a non ammazzarla! Non le vorremmo fare la contravvenzione… potrebbe anche... ma gliela facciamo, così si ricorderà per tutta la vita”. Difatti da allora non ne ho pagata più nessuna. Gli ho detto: “Quant’è?”. Non so se erano 10 o 15.000 lire ma era un bel po’: “Io mica ce li ho i soldi!”. Noi eravamo tutte e due spaventate ma cosa potevo fare? Ho detto: “Qui conosco la signora del casello. Ci facciamo dare i soldi in prestito da lei e domani glieli riportiamo…”. Ha detto la Rita, l’amica mia: “Stai zitta, domani te li do io!” perché ai genitori per carità, non si poteva dire: figlia mia! sai che paura dopo! non ce la davano più. Allora ha pagato lei, ‘sta signora “Domani veniamo giù e paghiamo”. Ma il giorno dopo ha piovuto quindi al mare noi non ci siamo andate, ma io come ha fatto mio zio ad andare a Torrette non lo so, perché ‘sta casellante era amica nostra, allora è andato da ‘sta donna non lo so per cosa, e lei gli ha detto: “Eh nò? a tua nipote l’altro ieri le hanno fatto la contravvenzione!”. Guarda il destino! non ho mai potuto fare niente di nascosto, mai! “Le ho dato i soldi io”. Quando lui torna a casa, a tavola si è messo a ridere: “Cosa ti è successo l’altro ieri?”. “Niente perché?”. “Come non ti è successo niente!”, e l’ho visto che rideva allora mi sono allentata e finalmente mio zio dice: “Succede! vuol dire che un’altra volta stai più attenta. Ecco i soldi”.
Più tardi l’ha fatta anche l’Ernesta. Si metteva il fazzoletto nella testa (tutte quella volta mettevano il fazzoletto per andare in Vespa) e andavamo.
Io avevo tante amiche e ogni tanto le facevo fare un giro. Ci portavo anche la Gusta e con lei siamo cadute alle Grazie. Lei aveva una maglia nuova, era il giorno di Pasqua, io guidavo, le ho detto: “Stai ferma, stai ferma!” perché mi sembrava che lei si muovesse sul sedile e invece si era bucata la gomma. Se ti si buca la gomma in una Vespa cadi, perché le ruote sono piccole. Allora abbiamo strisciato sulla strada e lei la maglia l’aveva massacrata tutta! Io i ginocchi li avevo tutti rotti. Così siamo andate dal primo contadino e mi ricordo che per la strada c’era la processione.
Da ragazza il diavolo e peggio facevo. Adesso mi sono calmata!...
Rielaborazione della testimonianza
|
|
Cognome Nome |
Ciaschini Teresina |
Mestiere svolto |
Modellista |
Data di nascita |
31/07/1932 |
Data intervista |
10 febbraio 2006 |
Luogo di Nascita |
San Costanzo (PU) |
Durata intervista |
120 min |
Temi principali |
Lavoro, Famiglia, Guerra, Tempo libero, Riti e costumi
|
Installa Adobe Flash Player 9 |