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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
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TI PORTO VIA IL MOTORE
...A un a certa ora andavi a letto perché la televisione non c’era. Quando avevi mangiato andavi a letto perché cosa facevi?
La mattina poi ci si alzava quando ancora era scuro. Quando era giorno bisognava andare nel campo ma dovevi aver finito di guernare le bestie. Specialmente se lavoravi con le bestie, prima dovevi guernare loro e poi andavi nel campo. Quando era caldo nel campo le bestie non ci si stavano. Dopo sono usciti i motori…noi quando siamo andati là avevamo i motori.
Era tutta un’altra cosa. I lavori si finivano prima. Prima se dovevi raccogliere il grano con le bestie ci volevano i mesi.
Noi avevamo 24-25 bestie, tra piccole e grosse. Perché avevamo una quarantina di ettari di terra quando eravamo là, quando eravamo tutti.
Fino al ’61 siamo stati laggiù, poi siamo venuti qui.
Siamo andati via perché qui il padrone ci faceva il motore mentre laggiù non ci faceva niente.
All’inizio la terra non era tanta, 14 ettari. Però lei, la padrona, ha preso in affitto quella di Fabrizzi, che fa Mario adesso, 9 ettari. Dopo ha preso 18 ettari in affitto dal prete di Caminate. Il primo fondo era del comune e era come se non ci fosse il padrone. Da Vitali era diverso. Per quanto siamo stati bene anche là, ma non ne capiva tanto della terra e allora trovava sempre qualcosa.
Era uno che ha fatto i soldi. Lui della terra non si intendeva, bastava che tenessi pulito intorno a casa. Ma non potevi… Adesso è pulito intorno a casa ma una volta con i pagliai intorno a casa bastava che tirasse il vento e sporcava tutta l’aia. Non potevi tenere tutto pulito. Perché c’era da fare nel campo, mica era uno scherzo!
Lui invece voleva vedere sempre tutto pulito.
Non sapeva neanche lui cosa voleva. Ci faceva arrabbiare. Ogni tanto veniva su, ruspava di qua, ruspava di là, muovi quello, muovi quell’altro…
Per dividere c’era il 53 quella volta. Alcune cose ce le dava tutte. Ma comandava la moglie, non comandava lui. Sulla terra comandava lei, perché il possedimento era intestato alla moglie, l’aveva comperata la moglie. Ma con lei, se gli davi un paio di polli in regalo, ti riportava su per i bambini i dolci e altre cose, ti riportava più di quello che gli avevi dato. Lui sulla terra era così, perché non si intendeva, se no mi ha aiutato molto perché quella volta, quando è morto mio fratello davano la colpa a me per aver messo quel filo. Quella volta per poco non vado dentro. Lui ha messo l’avvocato e non mi ha fatto pagare niente. Se no io quella volta ero andato dentro.
No, per carità, quello che ci ha detto ha fatto tutto. Solo che qualche volta si arrabbiava magari per una sciocchezza. Una volta si è arrabbiato, era una bestia: “Ti porto via il motore, ti porto via quell’altro…”, poi è arrivato sotto da Morbdell e dopo due minuti è tornato su a scusarsi. Si era messo ad urlare perché era andato via mio fratello. Ma come si faceva? Vaglielo a dire tu che non doveva andar via!...
Rielaborazione della testimonianza
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Cognome Nome |
Cucchi Giovanni |
Mestiere svolto |
Mezzadro,
bracciante,
coltivatore diretto
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Data di nascita |
01/01/1934 |
Data intervista |
18 maggio 2006 |
Luogo di Nascita |
Ripe (AN) |
Durata intervista |
120 min |
Temi principali |
Lavoro, Tempo libero, Guerra, Emigrazione, Famiglia
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