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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
SE TI PIACE DICI SI
...Noi avevamo la terra nostra, eravamo coltivatori diretti. Noi stavamo bene, eravamo sei femmine, tutte giovani. Quella volta laggiù al di là del Rio si ballava sempre, o in un posto o nell’altro e tutti dicevano a mio padre: “Porta le tue figlie”. Non c’erano le donne dove si andava a ballare e noi eravamo sei! La prima volta che c’ ha portato a ballare ricordo che abbiamo ballato più noi che non so chi!
Nella casa dei Carlucc’ ballavano sempre e il padrone quando era mezzanotte diceva: “Adesso è mezzanotte ed è ora di andare a mangiare” perché loro facevano una tavola piena di cresciole e castagnoli. Io avevo 17 anni, era il 1944 e il fronte era passato da poco e quell’inverno a ballare ci siamo andati tutte le sere. Quando pioveva dovevamo passare per i campi e babbo ci faceva mettere le scarpe e portava l’acetilene per farci vedere dove dovevamo camminare.
Babbo era bravo un bel po’, lui non beveva, non fumava, ci portava anche mamma o zia ma non si fidava e quando avevamo finito di ballare dovevamo andare dove era lui che controllava, perché quella volta era una cosa brutta. Se ti veniva a chiedere di ballare qualcuno e tu dicevi di no e poi venivi tu io non potevo dirti di sì. Se io sono qui in fila e vengono gli uomini a dire: “Balli con me?” tu se ti piace dici sì, se non ti piace dici di no, però non era facile perché se tu dicevi di no e poi andavi a ballare con un altro loro si offendevano. “A me non mi hai voluto e dopo sei andata con l’altro”, si offendevano perché le donne non erano molte, erano più uomini che donne. Allora noi stavamo vicino a babbo, ma quando vedevo venire uno che mi piaceva magari andavo più in là o più in su. C’erano due fratelli che si offendevano molto, adesso sono morti tutti e due, ci sono rimaste le mogli poverette, ma quelli erano cattivi e non ballavano neanche molto bene e noi invece ballavamo bene per davvero. Però quando dicevamo che già ce l’avevamo il ballerino loro andavano via.
Di solito si ballava il giovedì e il sabato, ma quando era il giorno di Carnevale incominciavamo a mezzogiorno e si ballava fino a mezzanotte perché quella volta si era molto religiosi e a mezzanotte in punto bisognava smettere. C’era anche un polacco perché quella volta parecchi polacchi si sono fidanzati con le italiane. Erano belli i polacchi.
Dopo andavamo a ballare a Mondolfo: babbo conosceva uno che aveva la sala da ballo, allora noi il “lunedì grasso” incominciavamo a ballare alle dieci del mattino e tornavamo a casa alle quattro della notte. Ci facevano male i piedi che non riuscivamo neppure a camminare, ma quella volta non si ballava perché magari volevi stringere quel ragazzo o quell’altro, proprio si ballava e basta, ci piaceva ballare. Io e mia sorella ballavamo molto e ogni tanto babbo andava in un’osteria, mangiava i fagioli e poi tornava nella sala. La mattina dopo andavamo nel campo a lavorare, a zappare il grano, ma noi stavamo sdraiate, dormivamo e quel povero babbo non ci diceva niente...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Del Moro Alfia
Mestiere svolto
Barista,
pescivendola
Data di nascita
04/01/1927
Data intervista
20 aprile 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
105 min
Temi principali
Lavoro, Matrimonio, Famiglia, Tempo libero, Guerra,
Riti e costumi

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