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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
MURATORE…SARTO…POSTINO
Al colloquio ha partecipato la moglie FERRAGUZZI ANNA

...Ho fatto il muratore manuale per due, tre mesi. Poi mio babbo non mi voleva vedere in queste condizioni e, siccome avevamo degli zii che erano dei famosi sarti, io sono stato a Rimini con loro. Mi ha messo a fare il sarto, un lavoro che a me non piaceva; ma lui non mi poteva vedere, diceva: “Io non ti voglio vedere disordinato…”. Visto che Alessandrini faceva il sarto dal padre di Egeo, lui mi ha mandato a Mondolfo a fare il sarto. Ma a me non so se piaceva. Oggi sono capace di fare tutto.
Sono andato a lavorare a Mondolfo come sarto e ho imparato a fare il sarto, ma è stata sempre con mio padre una grande lotta. Perché gli altri andavano a fare il muratore e guadagnavano i soldi, io facendo il sarto non prendevo niente. A me piaceva avere qualcosa, mentre la paga era poca. Io stavo crescendo, diventavo un giovane, volevo qualche cosa di mio.
Quando andavo con i muratori si portava a casa cinque, seicento lire al giorno. Invece come sarto una somma così la prendevi alla fine della settimana. Per me era una battaglia grossa, a me è sempre piaciuto lavorare per guadagnare. Poi sono andato a Rimini e in fondo il lavoro mi piaceva ma il soldo era poco.
A Mondolfo ho iniziato del 1952, poi sono stato sei mesi a Rimini, l’impiego alle poste l’ho avuto del ’62.
A Rimini avevo un altro zio più famoso di quello di Mondolfo, era il fratello. Aveva una sartoria. Si partiva il lunedì mattina con il treno e si tornava il sabato sera o la domenica mattina.
Mi sono trovato abbastanza bene. C’era la gavetta. Si lavorava… ma se avessi fatto il sarto e non il postino, oggi… Anche lassù i soldi erano pochi ma era un grande sarto, si lavorava tutto a mano.
Faceva anche dei tailleurs per le donne ma mi ricordo che si servivano da lui Johnny Dorelli, Pino Donaggio, Claudio Villa e tutti i politici.
Era un sarto famoso, famosissimo. Lavorava in Piazza Tre Martiri.
Aveva i modelli, lui andava a Milano. È morto nel ’95 lo stesso giorno che è morta mia madre. Era famosissimo. Era nato per quel lavoro. Veniva dalla sartoria Caracelli di Roma. Lui è stato a Parigi, da tutte le parti, era il cugino di mio padre. Era un artista nato e faceva questo lavoro con passione. Ha lasciato dei miliardi, perché aveva un solo figlio che studiava da dottore. Era molto bello, Carletto si chiamava, e giocava a pallacanestro. Ero molto amico con lui che non si dava le arie. Allora, io parlo del 1962, loro avevano una “milledue”, erano dei signoroni a Rimini. Io stavo con un altro sarto, si mangiava e dormiva in una trattoria, non è che lui ti regalava qualcosa. Noi facevamo la vita nostra, eravamo tre giovani di Mondolfo. Lassù andavi per perfezionarti per il taglio…
Anche qui si faceva però, se tu volevi perfezionarti bene in quel momento c’era il salto di qualità: o andavi a Roma, o a Milano, o a Como, o a Firenze. Io avevo un mio amico, che ha fatto il sarto con me, lui ha continuato e oggi guadagna un mucchio di soldi. È andato in pensione e minimo guadagna dieci milioni al mese. È modellista, è uno stilista. Lassù ci si creava. Lui era nato per fare quel lavoro. Io ci sarei arrivato ma avendo mio padre invalido di guerra, la sezione “invalidi di guerra” cercava di sistemare quelli che avevano una certa invalidità dandogli dei posti. Per mio padre c’era un posto alle poste a Trieste. Mio padre era cresciuto in campagna, dove è nato… è successo che gli ha preso un avvilimento fuori dal normale. Un uomo di circa 52 anni, lo sposti, lo mandi a Trieste.
Dovevamo andare via tutti. Allora lui ha optato per me; io avevo uno zio a Pesaro che era Ispettore nelle scuole, poi diventato provveditore. Lui era nella Democrazia Cristiana uno importante, è stato segretario. Mi ha portato a Roma dal Ministro Carlo Russo e ha optato per me. Agli invalidi li mandavano chi a Venezia, chi a Trieste, chi a Bologna, dove servivano. Poi piano, piano sarebbe anche tornato giù, ma ci sarebbero voluti sei o sette anni. Allora mi hanno mandato a Pesaro, sono stato sei mesi, poi mi sono scambiato con uno di Pesaro che era a Fano e ho fatto sempre il portalettere a Fano...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Della Santa Vincenzo
Mestiere svolto
Sarto, portalettere
Data di nascita
31/03/1940
Data intervista
12 maggio 2005
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
105 min
Temi principali
Lavoro, Guerra, Famiglia, Tempo libero, Affettività

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