| |
01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
|
RICORDATI DI NON PASSARE PER IL CORSO
...Io sono venuto qua il 1° gennaio del ’54, prima ero veterinario a Urbino però ero supplente. Poi qui ho vinto il concorso e sono diventato titolare della condotta. A Urbino ho fatto 5-6 anni. La mia famiglia era di Urbania: mia madre che era maestra elementare, mio padre invece era di una famiglia che aveva un paio di poderi però aveva un’agenzia d’assicurazione. Ho studiato a Camerino, perché per la facoltà di veterinaria o si andava a Bologna o a Perugia o a Camerino. Nel 1945 per andare a Camerino partivo da Urbania in bicicletta, 130 chilometri e bisognava portare un sacchettino di farina sulle spalle, perché sennò il fornaio non ti dava il pane. Ci stavo dieci giorni e poi si ritornava. Quella volta la bicicletta a noi ragazzi non ci spaventava. Mi sono laureato nel febbraio del ’48.
A Urbino la campagna era molto estesa, dai contadini si andava con la macchina o la motocicletta e poi bisognava fare a piedi un sacco di strada. Qui era un po’ più raccolta, le strade erano più comode, si arrivava proprio davanti le case dei contadini.
Quando sono venuto avevo la Topolino. Ad avere la macchina quella volta eravamo io, il medico del paese, il medico di Cerasa e poi c’era il fattore Triani. Sei macchine in tutto e due autisti del noleggio…
La campagna qui era il motore del paese perché quella volta tutti quanti il veterinario, il medico, il calzolaio, il sarto, tutti vivevano con la campagna. Era la campagna che aveva bisogno del paese però i contadini ci rifornivano di tutto e a noi ci pagavano non in denaro ma con il cottimo. Dieci chili di grano per ogni bestia adulta, questa era la tariffa, mentre chi aveva i maiali ti dava un pollo all’anno e chi aveva le pecore ti dava un formaggio all’anno. Io avevo anche lo stipendio del comune perché dovevo fare anche altri servizi: il mattatoio, il controllo del pesce, le visite nelle casa quando i contadini ammazzavano i maiali … I maiali i contadini li macellavano a casa in inverno, da dicembre a febbraio se ne ammazzavano parecchi.
Quando ho fatto il concorso i posti erano due, io sono arrivato secondo così quello che è arrivato primo mi ha detto: “Io sono arrivato primo, faccio un salto a vedere la situazione e poi ti dico, se mi piace lo piglio”, perché il primo aveva il diritto di scegliere. Allora lui è venuto in motocicletta, quando è stato lì in fondo al corso non ha visto che non si poteva venire su ed è entrato diritto. C’era la guardia che era lì seduta davanti al bar, lo ferma: “Dove va?” “Dove va, devo vedere il paese.” “Non ha visto il segnale? Mi dispiace ma sono 250 lire di contravvenzione”. Allora lui ha fatto: “Padre, Figlio, Spirito, Santo, questo paese non mi vede più!” E’ venuto da me e mi ha detto: “Io vado a Gradara, tu vai pure nell’altro paese ma ricordati di non passare per il corso”. Ecco perché sono arrivato qui.
Mia moglie era maestra e ha fatto scuola in paese per trentanni. È stata contentissima di venire qui intanto perché eravamo vicini alla città, poi perché c’era il mare a tre chilometri e noi andavamo sempre al mare, poi perché mia moglie aveva la scuola di fronte a casa, quindi siamo stati benissimo.
La gente c’ha voluto bene. Tra l’altro ero anche Giudice Conciliatore. Ogni tanto c’erano delle liti tra famiglie e io cercavo di far chiudere queste discussioni. Per esempio, un giorno c’era un contadino che aveva comprato una casetta in paese e allora voleva mandare via quello che ci abitava perché ci doveva andare il figlio. Questo non voleva andare via, allora io cercavo di metterli d’accordo e c’era anche l’avvocato che c’aveva la nomina da parte del proprietario della casa. Questo qui all’improvviso: “Porca boia…“, tira giù una bestemmia. L’avvocato fa: “Signor Giudice il convenuto ha bestemmiato”. Allora io per coprire “Mah, io non ho sentito!” e allora questo contadino: “Dottore non avete sentito? – e giù un’altra bestemmia - Se mi mandano in prigione c’ho da mangiare, da bere e anche la casa e non pago l’affitto”. Per dire cos’era una volta il paese. La campagna era piena, non c’era una casa disabitata...
Rielaborazione della testimonianza
|
|
Cognome Nome |
Ercolani Elvio |
Mestiere svolto |
Veterinario
|
Data di nascita |
07/06/1924 |
Data intervista |
27 maggio 2006 |
Luogo di Nascita |
Urbania (PU) |
Durata intervista |
90 min |
Temi principali |
Lavoro, Famiglia, Guerra, Riti e costumi
|
Installa Adobe Flash Player 9 |