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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA |
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DI DUE MESTIERI NON NE FACEVI UNO
...Mio padre faceva inizialmente il cordaio, poi ha fatto il noleggio di rimessa; mia mamma è sempre stata casalinga. In famiglia eravamo cinque figli, due femmine e tre maschi; altri tre figli sono morti poco dopo la nascita. Il primo del ’23, il secondo del ’25, la terza del 27, io del ’34 e la più giovane un anno dopo di me. Di quelli morti non so niente, ricordo che mamma mi raccontava che uno era morto cadendo dalle braccia di una persona che lo teneva in braccio quando aveva cinque o sei mesi …
Mio padre lavorava con i genitori; lavoravano soprattutto per la campagna e vendevano le corde alle fiere; ha fatto il cordaio fino alla seconda guerra mondiale, poi ha acquistato un cavallo (un altro se lo faceva prestare) e una carrozza per “portare via” i morti. Alla fine si è messo a lavorare con il noleggio e lo chiamavano per andare all’ospedale o per i matrimoni. Ha fatto l’autista fino alla morte, nel 1963; è morto a causa di un male provocato dal fumo, fumava molto.
Abitavamo in una casa piccola, c’era una camera in cui si dormiva in sette, sotto la camera c’era la cucina; ricordo le foglie di granoturco con cui si riempivano i sacchi sui quali si dormiva ma la fame non l’abbiamo mai sofferta. Mia madre andava a servizio presso la famiglia del medico e aiutava mio zio che era fornaio. Non abbiamo mai tribolato la fame; altre famiglie che vivevano , vicino a noi stavano peggio: avevano il pane fatto con la farina di granoturco e andavano a rubare dai contadini per poter rimediare qualche cosa da mangiare.
Al momento del passaggio del fronte non avevamo più un pelo di farina. Si macinava il grano con il macinino del caffè; poi con l’arrivo degli inglesi e dei polacchi le cose sono migliorate: ci davano il pane, il the, la cioccolata. Noi ragazzi ogni mattina andavamo con il tegamino a prendere il caffè e il the da loro. Ma quando sono partiti è scoppiata una miseria tremenda.
Gia in terza elementare, dopo la scuola, andavo a imparare il mestiere di calzolaio da Ennio del Rosc. Allora in paese c’era una quindicina di calzolai e lavoravano in gran parte per la campagna. Ennio era un calzolaio piuttosto noto nella zona: lavorava per Fabbri di Fano che mandava su la tomaia e la forma e noi si cuciva la scarpa. Si lavorava perlopiù per il paese e per un paio di famiglie di contadini; mi ricordo la famiglia di “Morel” perché da lui si mangiava bene! Si “andava a giornata” da questi contadini, ma i contadini “puliti” erano rari. Le scarpe nuove si facevano nella bottega ma ogni anno prima dell’inverno si andava dalle famiglie della campagna a riparare le scarpe vecchie.
Poi mio fratello, il più grande, è andato a lavorare a Milano. Io invece non sono emigrato per paura. Sono andato in Svizzera nel 1958 ma ci sono rimasto pochi giorni: mi è preso un grande sconforto, mi sono messo a piangere con un fiulin di due anni e ho preso la decisione di rientrare a casa dove ho messo su una bottega da calzolaio.
Mi sono fidanzato nel 1958 e ci siamo sposati dopo un anno perché lei era incinta: quella volta non si conoscevano i contraccettivi e comunque non c’erano i soldi per comprarli. Mi sono sposato senza una lira, mi ha dato sei mila lire mia madre, ho comprato una camera da letto vecchia e siamo andati a vivere in un appartamento camera e cucina che ci costava 30 mila lire all’anno. I miei suoceri erano preoccupati.
Intanto la nostra famiglia si era “sfasciata”: mia madre era andata da mia sorella, mio padre aveva praticamente un’altra casa e ognuno dei figli aveva preso strade diverse (oggi non ci si saluta nemmeno). Poi, nel 1963, con la morte di mio padre, ho preso la sua macchina: facevo il calzolaio e il taxista. Al giorno facevo il taxista, la sera, fino alle tre di notte, lavoravo come calzolaio. Ma di due mestieri non ne facevi uno...
Rielaborazione della testimonianza
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Cognome Nome |
Faccenda Grabriele |
Mestiere svolto |
Calzolaio |
Data di nascita |
04/01/1934 |
Data intervista |
3 marzo 2006 |
Luogo di Nascita |
San Costanzo (PU) |
Durata intervista |
90 min |
Temi principali |
Famiglia, Lavoro, Politica
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