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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
NON ERA UNA SCARPA PER IL MIO PIEDE
Al colloquio ha partecipato il marito DELLA SANTA VINCENZO. La signora Anna Ferraguzzi ha chiesto di non essere ripresa

...Noi facevamo i festini a casa ma quando tornavo a casa le bastonate erano tutte per me! Alle sette dovevo essere a casa invece erano sempre le otto. Le bastonate che ho preso! Ma non c’era nessun altro divertimento. Mi ricordo che se salivamo sulla macchina di qualche ragazzo non eri arrivata a casa che già tua madre lo sapeva. Per lo meno la mia: “Dove sei stata? vi hanno visto a San Fortunato”, perché noi andavamo a salire verso San Fortunato o al cimitero, per non farci vedere, perché era un sacrilegio, una cosa grossa salire sull’automobile con dei ragazzi. I nostri divertimenti erano quelli: la domenica ci si ritrovava tutti assieme ed eravamo molto malfamati. Specialmente io perché a me è sempre piaciuto divertirmi ma, secondo me, non abbiamo mai fatto niente di male, era un divertimento sano. L’unica cosa che facevamo era che, quando ballavamo il lento, c’era sempre lo stupido della compagnia che spegneva la luce. Mamma mia! Quando ballavamo in qualche casa avevamo sempre un guardiano noi! In ogni casa c’era sempre qualcuno, magari nella stanza accanto. Ma mi sono divertita tantissimo fra i 17 e i 20 anni. Mi ricordo che c’era una ragazza che aveva gli aloni di sudore sotto le braccia e con lei non voleva mai ballare nessuno e noi ridevamo. Poi, quando preparavamo le tartine, a volte facevamo gli scherzi e ci mettevamo il dentifricio. Tutte quelle stupidaggini, che adesso fanno ridere. Ma Don Antonio era una bestia.
Una volta abbiamo ballato di mezza quaresima, non mi ricordo se a casa mia. Un festino a mezza quaresima! Ha mandato l’arciprete a casa di mamma perché avevamo ballato e con le luci soffuse. Proprio uno scandalo! Ma era tutto quello che facevamo, tutto il divertimento nostro.
Poi è arrivato lui: non mi dava pace, dove andavo lo trovavo, non ne potevo più.
Mia madre diceva che lui non era una scarpa per il mio piede. Ancora lo dice, sono passati quarantenni e ancora lo dice. Perché siamo due caratteri molto diversi, ma c’ho avuto da fare. Adesso che si è invecchiato, un po’ si è adeguato.
Io sono stata buona! mi hanno messo anche in collegio a Bologna, dopo aver fatto la quinta, perché loro avevano da fare nel negozio. Mamma dice che io ero molto cattiva, ma adesso si sono invertite le parti: mia sorella che era buona è diventata cattiva e io che ero cattiva sono diventata buona.
A lui mia madre non lo poteva vedere, non lo voleva e basta, non l’ha mai accettato.
Siamo stati fidanzati tre, quattro anni, mai non mi facevano uscire di casa. Una sera d’estate sono tornata alle nove e dovevo cenare: eravamo andati a trovare una sua zia che era tornata dall’America, giusto per fare un giro, a Monterado da quelle parti, non è che eravamo andati a Roma! Siamo tornati alle nove e mamma mi aspettava con la ciabatta nelle mani: “Se tu vuoi fare quello che ti pare, sposati! esci da questa casa perché tu sei una sfacciata, una maleducata…” Questo sarà stato verso agosto o settembre e nell’aprile successivo mi sono sposata perché non si campava: lì no, là no… Basta! Ci siamo sposati...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Ferraguzzi Anna
Mestiere attuale
Fioraia
Data di nascita
23/10/1945
Data intervista
12 maggio 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
120 min
Temi principali
Lavoro, Guerra, Famiglia, Tempo libero, Affettività

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