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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
I SUOI NON VOLEVANO
...Nel ’57 ho finito le “commerciali” ed è cominciati il militare. Tragedia!
Non per la disciplina perché io ero abituato alla disciplina dal collegio, ma sai dove ho fatto diciotto mesi di militare? A Trapani, in Sicilia e mi hanno per forza fare il caporale istruttore. E’ stata una cosa tremenda, prima di tutto perchè sono tornato a casa in licenza dopo sei mesi. Mi hanno dato cinque giorni, dalla Sicilia.
Partito giovedì alle sei e arrivato sabato mattina qui. E al lunedì mattina già dovevo partire. Ed ero già fidanzato con lei ….
Mi mandavano i soldi. Andavo al ristorante tutte le sere, anche in caserma avevi una scelta come volevi per mangiare perché io ero caporale istruttore, potevo giostrarmi come volevo. Potevo scegliere il piatto preferito. Però quando fanno da mangiare per duecento persone … poi sono tornato a casa dopo sei mesi. Da marzo sono tornato ad agosto.
E’ stata dura. Per me il militare è stato duro.
Delle ragazze siciliane non se ne parlava laggiù. Era impossibile avere dei contatti, poi non ti vedevano bene. Non ci vedevano di buon occhio. Capirai, cinque o sei mila militari eravamo!
Con mia moglie ero fidanzato dal ’54. Lei aveva un negozio nel corso e allora dal bar la guardavo e poi in chiesa lei leggeva molto bene.
E’ nato l’amore.
Le ho fatto la corte.
I suoi non volevano, non volevano perché era troppo presto, lei aveva appena quindici anni e poi la sua famiglia è stata sempre molto rigorosa, esagerata e io ero considerato un po’ libertino. Non l’hanno neanche mandata a scuola a Fano per paura che poi in corriera ci incontravamo per forza. Allora ci vedevamo di nascosto e siccome la necessità aguzza l’ingegno, tu le pensavi tutte. Allora non c’era questa libertà. Prima per parlare con una donna c’era da fare.
A Fano era più facile, nell’ambiente scolastico era molto più facile. Organizzavamo i primi festini, le prime festicciole in famiglia, ma io non credo che la conoscevo quella volta. Ancora no, quindi del ’52, ’53, quello è il periodo. Portavamo un disco, due o tre, poi con il giradischi si ballava. Si ballavano i balli di quell’epoca lì, sempre tutti i lenti. Si andava a ballare per stare…
per avere il contatto fisico con una donna, ecco. Se no, se no non ce l’avevi. O dovevi andare, nelle case di tolleranza. Io non è che mi tiro indietro; ci sono stato.
Si andava lì, si andava. Ecco.
Ci si andava quando vendevi i libri. A ottobre-novembre, c’era il mercatino dei libri vecchi. Tu avevi superato una classe e vendevi i libri e allora con i soldi sigarette, fumo, cinema, e quelle lì, insomma!...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Ferraguzzi Stefano
Mestiere svolto
Direttore di banca
Data di nascita
12/01/1936
Data intervista
17 febbraio 2006
Luogo di Nascita
San Costanzo (PU)
Durata intervista
120 min
Temi principali
Emigrazione, Guerra, Tempo libero, Scuola, Affettività, Lavoro, Politica

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