Intervento realizzato con il contributo
del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e dello Stato nell'ambito
del Docup Ob. 2 anni 2000-2006
01 / I GIARDINI DELLA MEMORIA
Un paese dalla mezzadria alla globalizzazione
Ideato e coordinato da Paolo Sorcinelli, il progetto “Storia della periferia. Un paese dalla mezzadria alla globalizzazione” è nato presso il Polo di Rimini dell’Università di Bologna ed è stata finanziato con assegni di ricerca dal Polo di Rimini, dal Dipartimento Discipline Storiche e da Unirimini. Le interviste sono state realizzate da Daniela Calanca, Luca Gorgolini, Giulia Nataloni e Gianluigi Di Giangirolamo, col supporto tecnico-organizzativo di Mara Boccarossa, Lorenzo Ricci, Piergiorgio Rossi, Paolo Alfieri, Francesco Fragomeno.
La rielaborazione informatica del materiale della ricerca rientra nell’ambito del progetto “I giardini della memoria” - Docup ob.2 - “Sistema Museo diffuso”, promosso dall’Assessorato alla cultura e alle politiche giovanili della Regione Marche.
La ricerca indaga nella “memoria collettiva” di un paese marchigiano di collina con una popolazione che nel corso del Novecento varia tra 4000-5500 abitanti. Si tratta di un’indagine che offre la possibilità di leggere in presa diretta e su un campione molto omogeneo le trasformazioni che hanno coinvolto l’economia e la società italiana nel passaggio da una condizione prevalentemente rurale, allo sfaldamento dell’agricoltura fra gli anni Cinquanta - Sessanta e alla conseguente perdita dell’identità “paese”. A parlare di tutto questo e dei momenti che nell’immaginario collettivo sono assurti a eventi paradigmatici della memoria e della storia collettiva del paese, che può essere considerato emblematico di una situazione più generale, sono 120 persone.
Dunque, fra l’ottobre del 2005 e il 12 dicembre del 2006, quasi il 3% della popolazione complessiva, in rappresentanza di tutte le fasce d’età adulta, ha deciso di “raccontare” e di “raccontarsi” di fronte ad una telecamera digitale. Cinquantatre donne e sessantasette uomini (quattro ultranovantenni, ventotto con un’età superiore a ottant’anni, trentaquattro compresi fra 70 e 79 anni, trentotto fra 60 e 69 anni, undici fra 50 e 59 anni e nove fra 27 e 48 anni) hanno parlato di se stessi e della loro vita, di gioie e di dolori, di lavoro e di emozioni. Il risultato finale è di quasi undicimila minuti di registrazione in audio e video, pari a più di centottanta ore, il che significa che per visionare e ascoltare questo eccezionale “archivio di voci” sono necessari più di sette giorni consecutivi.
Nelle loro “storie di vita”gli intervistati hanno privilegiato momenti e episodi che solo in apparenza possono sembrare “privati”, ma che a bene vedere costituiscono l’ossatura delle vicende comunitarie e nazionali, saldandosi e congiungendosi fra di loro come tanti tasselli fino a comporre un enorme puzzle, un affresco che spazia sulla vita, sulla morte e sui “miracoli” (veri e presunti) di quattro generazioni di abitanti racchiusi su una collina di terra.
La documentazione integrale dei video e delle trascrizioni è consultabile presso la sede previa richiesta.