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01 / GIARDINI DELLA MEMORIA
 
ME LA SEGNO AL DITO
Al colloquio ha partecipato la moglie DELLA SANTA SONIA

...La mia esperienza politica è stata brutta, perché io ci credevo. Invece …
Dunque, mi sono iscritto al partito socialdemocratico nel ’50 circa. Poi successivamente c’è stata l’unificazione. È stato in quel periodo dell’unificazione che mi hanno eletto segretario del partito unificato. Allora si chiamava così. E appunto io ci credevo e invece ho avuto una delusione enorme. Infatti c’è stata una successiva divisone, la cosiddetta scissione e non ho aderito a nessun gruppo, né ai socialdemocratici né ai socialisti. Anche se un pezzo grosso del partito mi voleva con lui nel gruppo socialista. Anche perché io qui in paese con l’unificazione, da quindici iscritti li avevo portati a circa quaranta. Quindi avevo fatto un buon lavoro secondo il parere anche di questo signore. Mi voleva con lui, è venuto a casa diverse volte, ti ricordi? Mi diceva: “Dai, dai, che ti trovi bene”. Ma io ero rimasto talmente scombussolato da questo fatto che non ho voluto aderire e allora lui ha detto: “Me la pagherai!”. Infatti me l’ha fatta pagare. Quando dovevo fare l’avanzamento di grado, ho fatto il concorso, tutto regolare, ho avuto più punti degli altri, ma nella mia pratica … chiedevo all’archivista: “Ma il parere dove è?”. “Guarda si vede anche bene!”. E la Madonna! C’era, c’era! C’era il “no” per questo avanzamento così grande che prendeva tutto il foglio! Quel pezzo grosso socialista probabilmente aveva capito che ero un elemento buono, un organizzatore, allora mi ha fatto la caccia per diversi giorni, è venuto anche in casa nostra. Ma quando è uscito ha detto: “Me lo segno nel dito”. Era sulla porta, stava uscendo: “Me lo segnerò nel dito”. Perché io, io.. all’ultimo… proprio per non dirgli di no… io gli ho detto una frase e forse è quello che l’ha scosso. Lui ha detto: “Devi venire con me, quasi come se me lo imponesse e allora gli ho detto: “Professore, se proprio dice così, posso anche iscrivermi al partito socialista ma sarò un cattivo socialista”. Allora lui lì si è irrigidito, ha detto: “Me lo segno la dito”. Infatti se l’è segnata.
Nella politica bisogna prendere le cose con leggerezza. Cioè, sono socialista, si, però all’occorrenza posso anche diventare democristiano. Poi se serve posso anche diventare comunista. Fa ridere, però bisogna essere così, allora si fa carriera e si va bene.
Vi sembro un deluso? Certo! La delusione sta nel fatto che se uno crede nel proprio operato politico, cioè se uno sposa l’idea socialista lo deve fare perché gli piace. D’altra parte basta leggere lo statuto. È una meraviglia. Se per caso vi capita di leggerlo, quello vecchio perlomeno, è una meraviglia, veramente. È la giustizia sociale in tutti i sensi. Quindi io avevo sposato quell’idea perché proprio mi piaceva. Oltretutto era democratica quell’idea e quindi la delusione è stata soprattutto dopo che c’era stata l’unificazione, dopo l’entusiasmo, perchè poi si sono divisi di nuovo dato che avevano fatto l’unificazione al vertice, senza sentire la base. E la base non ha voluto e quindi c’è stata la scissione quasi subito. E dietro a questa scissione io sono rimasto così male che non ho avuto né il coraggio, né la voglia, né la volontà di aderire a nessun gruppo. Né ai vecchi socialdemocratici, né ai nuovi… Ho abbandonato completamente qualunque attività politica...
Rielaborazione della testimonianza

 

Dati intervista
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Cognome Nome
Melini Antonio
Mestiere svolto
Cantoniere
Data di nascita
24/07/1933
Data intervista
19 giugno 2006
Luogo di Nascita
Macerata Feltria (PU)
Durata intervista
90 min
Temi principali
Lavoro, Politica, Affettività, Famiglia, Riti e costumi

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