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02 / MEMORIA OVER 90
 
MIO PADRE ERA UN ANGELO
Al colloquio ha partecipato Eda Carpineti
Maria Calcagnini è nata Fossombrone il 20 novembre 1911. Ha fatto la sarta e aveva tre ragazze con sé. Ha cominciato a fare questo lavoro da bambina, “sono andata a scuola fino alla quinta, poi ho iniziato a lavorare, ad andare ad imparare il mestiere”. “Dopo sposata mi sono ritirata a casa, che il lavoro mi portava via da quanto ce ne avevo…la notte era presto quando andavo a letto dopo mezzanotte”. E’andata ad imparare il mestiere a Fano, da due sorelle, chiamate “le Gentili”, una lavorava a macchina, faceva le pieghe, l’altra faceva la sarta ed aveva due, tre ragazze fra le quali c’era anche lei. E’ stata con loro per due anni, periodo in cui ha imparato a tagliare, a lavorare con il modello e senza il modello. “Mi sono sposata a 25 anni” e fino ad allora ha sempre fatto la sarta, due anni a Fano poi a casa propria. “Avevo due-tre famiglie di Fossombrone, poi c’era la campagna”. Confezionava abiti solo per le donne, ma faceva anche abiti da sposa “ho fatto un abito da sposa che era meraviglioso, però ho fatto fare il modello a Pesaro da una che conoscevo”. Con sé aveva due ragazzette ma aggiunge: “Non valevano niente, a loro non piaceva il lavoro e così non lavoravano bene”. I soldi che guadagnava, li teneva per sé.
Era figlia unica “mio padre mi portava così (in palmo di mano)”. Quest’ultimo era bracciante, mentre la madre era casalinga. Maria lavorava nella sua camera da letto. Naturalmente Maria precisa che erano diversi i vestiti confezionati per i contadini da quelli confezionati per le famiglie che vivevano al centro di Fossombrone. Sottolinea inoltre che le piaceva fare la sarta, “Io avevo sempre avuto il pensiero di fare la sarta” dice, e aggiunge che aveva iniziato a lavorare da sola perché poteva contare su un buon numero di clienti che gli procurava il padre, molto conosciuto tra le famiglie contadine che vivevano nelle campagne attorno a Fossombrone. “Poi mi sono stancata e dopo sposata, non ho più fatto la sarta”.
“Mio marito faceva il falegname” con suo padre, “non c’era nessuno come lui …ha fatto una botte di venti quintali che è stata anche sul giornale … una botte meravigliosa, lucida […] aveva tutte le macchine per tagliare il legno”. Maria, quando c’era bisogno, aiutava il marito e il suocero ad alzare le botti. Dice però che le “scocciava” fare quei lavori perché erano faticosi. Nella loro bottega i Branchini non facevano solo botti, ma anche birocci, carri e tenevano due garzoni. I rapporti con il suocero erano buonissimi, era lui a gestire il laboratorio. Maria e suo marito vivevano con i genitori ed una sorella di lui. La suocera però, Maria dice che non era buona; “il padre di mio marito voleva più bene a me che a loro, io stavo sempre zitta, loro invece si lamentavano sempre”. Spesso Maria accompagnava il suocero a Pesaro per acquistare il legno e gli attrezzi.
“Mio marito lavorava tanto […] non usciva dalla bottega”, erano i contadini ad andare presso il suo laboratorio. Aggiunge però che non si guadagnava molto, numerosi clienti infatti non pagavano. I contadini poi pagavano solamente dopo aver riscosso il guadagno derivante dalla vendita del grano. Maria racconta che in casa dei suoceri non si parlava di politica. “Mio marito ha fatto cinque anni guerra, io avevo la bambina piccola”. In quegli anni ha dovuto subire i comportamenti della suocera che la obbligava “a fare l’erba per i conigli” e altre faccende che non le competevano. “Mia suocera – aggiunge - mi comandava e come!”. Negli anni in cui Emilio è in guerra, Maria non ha notizie di lui, non ha mai ricevuto lettere. Emilio è tornato a casa solo dopo la fine della guerra.
Nell’intervista torna spesso a parlare della figura paterna, “Mio padre mi faceva tutto … era un angelo per me … ero la cocca sua […]; mia madre invece era severa, era un altro tipo, era sempre seria […]; con mio padre giocavo alla carte, a sassetti; mi ha comprato il motorino per andare ad imparare il mestiere […]; mia mamma mi voleva un bene da morire però non me lo dimostrava … non siamo tutti uguali”. Durante il periodo invernale, il padre faceva il lattaio “alle 5.30 del mattino passava a vendere il latte a Fossombrone”.
Maria è stata anche catechista, per tre anni, “preparava i bambini alla comunione”. Impegno che ha abbandonato dopo il matrimonio.

 

Dati intervista
   
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Calcagnini Maria
Mestiere svolto
Sarta
Data di nascita
20/11/0912
Data intervista
16 ottobre 2007
Luogo di nascita
Fossombrone (PU)
Durata intervista
90 min
Temi principali
Lavoro, Famiglia

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