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02 / MEMORIA OVER 90
 
SALVE PER MIRACOLO
Al colloquio ha partecipato Suor Maria Teresa.
Carestia Giuseppina (Suor Giuseppina) nasce il 3 marzo 1914 a Montelupone, in provincia di Macerata. “Eravamo il babbo, la mamma e noi cinque figli, di cui io ero l’ultima”. “Facevamo i mezzadri”. “Le famiglie patriarcali di tanti insieme noi non le abbiamo conosciute. Perché babbo, erano due fratelli solo, allora è venuto in casa perché il babbo di mamma non aveva fratelli. È venuto in casa e abbiamo lavorato sempre insieme”. “ Ci siamo voluti sempre bene tutti”.
“Mio babbo”, spiega Giuseppina, “non ha fatto la prima guerra mondiale”, “perché è andato in America. L’ultimo passaporto e poi non l’ha fatto più nessuno dopo”. “È tornato dopo sei, sette anni”. “So che lavorava e qualcosa mandava a casa, però mamma non toccava niente di quello che mandava a casa, perché lavoravamo”. “Babbo voleva molto bene a mamma perché mamma aiutava lui. Era d’accordo”. “Quando mio babbo è tornato, coi risparmi non abbiamo acquistato niente, perché ha diviso col nonno, il babbo di mamma. Ha diviso, ha dovuto pagare tutta la stima di quello che nonno aveva, con questi soldi che lui aveva guadagnato. E siamo rimasti a mezzadria lo stesso”.
“Prima di farmi suora, ho lavorato in campagna”, ricorda. “Adesso ci sono i trattori. Quella volta c’erano le mucche”. “Io lavoravo in casa e fuori. Però facevo le pulizia, perchè la cucina non mi piaceva”.
“La mia famiglia era religiosa, ricorda Giuseppina, e il rosario io ho iniziato a sgranarlo a quattro anni”. “Mia mamma si metteva a lavorare a ferri, le mie sorelle con l’uncinetto, e io che ero più piccola, menavo il rosario e loro rispondevano”. Tutte le preghiere, comprese le litanie, si dicevano in latino e anche se “non si capiva tutto quello che si diceva, l’essenziale era che il Signore gradiva”.
“Quando ho fatto la prima comunione ci ho cominciato a pensare” a farmi suora. “Dopo, però, l’ho detto con un’amica” e lei diceva sempre, “zitti, non scherziamo tanto che questa è una monaca. Allora non volevo sentirla più e ho smentito. Fino a ventuno anni, perché fino a ventuno anni, né le suore mi accettavano, né babbo voleva”. “Lui, infatti, voleva per me una sistemazione come le mie sorelle”. “Non era contrario, però gli sembrava che quando io ero suora, chissà cosa andavo a soffrire”. Perché c’era Mussolini e la guerra d’Africa. “Quando andavo a scuola Faccetta nera piccola Abissina ci faceva cantare”. Io di Mussolini “non pensavo niente, perché mio padre non era di nessun partito, tanto che diceva sempre “io voglio bene a tutti, chi comanda obbedisco e no mi impiccio””. Così, “non si è impicciato con nessuno, mai”. “Prima di vestirmi, già ero grandicella, sono stata a lavorare a Ascoli Piceno che c’era un collegio”. Dopo nel 1939, “sono venuta qui a Cagli a fare il noviziato”. “Sapevo quello che facevo. Ero sicura del fatto mio”. “Poi quando ho professato, sono andata a Fossombrone in seminario e ci sono stata per otto anni”.
Durante la guerra Giuseppina era a Fossombrone al seminario. “Abbiamo sofferto tanto”, ricorda, “undici bombardamenti al giorno”. “La vita nostra di suore si è salvata per miracolo. Il convento non l’hanno bombardato, però noi siamo andate sfollate in campagna”. Una volta, infatti, “sono venuti due tedeschi con la moto per parlare con il Podestà, allora questi partigiani che stavano in campagna, quando hanno sentito la moto, sono partiti subito”, e hanno ammazzato un tedesco. Dopo qualche giorno da questo fatto, è venuto su un camion. Hanno fatto un rastrellamento, hanno portato via i tutti i sacerdoti e il vescovo, mentre fortunatamente eravamo in chiesa. “Così siamo scappate e siamo andate giù da un contadino che rimaneva in basso”. “Abbiamo fatto bene perché il giorno dopo i tedeschi sono ritornati nel palazzo e gli ha dato fuoco, perché pensava che stavamo dentro. Dopo siamo andate in un’altra parrocchia più lontano”.
“Quando c’è stato il passaggio del fronte, ci hanno buttato giù tutte e due le case”. “Il seminario l’avevano spianato”, tranne alcune camere rimaste libere dove c’era il falegname che faceva le casse da morto. “Lì siamo andate noi e dormivamo in mezzo alle casse da morto”. “Dopo l’hanno ricostruito il seminario, però io sono stata pochi anni” perché sono ritornata qui a Cagli, ne ricovero dei secolari.
“Ho sempre fatto la cuoca, spiega, anche se anche la cucina non mi piaceva”. “L’ho preso con amore e posso dire che mi sono trovata bene in tutte le comunità in cui sono stata”. “Mi sono data da fare e il Signore mi ha aiutato. Ho sempre avuto fiducia nel Signore, perché il Signore ha detto agli Apostoli, quando sarete chiamati a tribolare, non preparate il discorso prima, che lo Spirito Santo vi dirà cosa dovete dire. Io mi sono fidata sempre di questo e mi ha aiutato sempre. E lo dico a tutti fino a che campo, fidatevi del Signore, abbiate fiducia nel Signore, che il Signore è l’unico che aiuta, non è le persone di questo mondo che tradiscono”.
Dopo Cagli, suor Giuseppina, è andata Firenze dai mutilatini di Don Gnocchi, poi sei anni a Vittorio Veneto. Ci hanno trattato sempre bene, racconta, perché “amore con amor si paga”.
Poi, è stata trasferita a Villa Igea, in Ancona, come Responsabile della cucina. In Ancona, prima di me c’era stato un cuoco. Mi dicevano, “suor Giuseppina, datti da fare, che c’è stato un cuoco, non far fare brutta figura all’Istituto. Mi ricordo come fosse adesso. Quel cuoco si era licenziato perché c’era una ragazza là che l’aiutava e gli faceva i dispetti”. “Ha detto, io mi voglio mantenere il mio onore. Non mi ci sporco con una donna. Io sono un uomo, perdo sempre io”.
“Dopo il Concilio Vaticano II, io non ho riscontrato cambiamenti perché stavo in cucina”, spiega Giuseppina, “anche se si parlava del cambiamento della Chiesa e la superiora ci teneva informate”.
“Il Papa per me è tutto”, afferma Giuseppina “e gli ho baciato la mano una volta” a Giovanni Paolo II. Ero a Firenze e io non sapevo che lui passava lì.
“Con le consorelle”, conclude, “io sono andata sempre d’accordo”.

 

Dati intervista
   
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Carestia Giuseppina
(Suor Giuseppina)
Mestiere svolto
Religiosa
Data di nascita
03/03/1914
Data intervista
28 settembre 2007
Luogo di nascita
Montelupone (MC)
Durata intervista
85 min
Temi principali
Famiglia, Lavoro, Guerra, Affettività, Riti e costumi

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