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02 / MEMORIA OVER 90
 
SCUOLA DI TAGLIO
Al colloquio ha partecipato Maria Calcagnini
Eda Carpineti è nata a Isola di Fano il 10 ottobre del 1917. “Ha sempre lavorato come sarta”. Il suo apprendistato è iniziato a sette, otto anni; “ho fatto la scuola fino alla terza elementare”, poi è andata ad imparare da una zia che faceva la sarta ed aveva “tre, quattro ragazzine che imparavano il mestiere”. Lì c’è stata per parecchi anni. Successivamente è venuta a Fossombrone presso una sartoria che raggiungeva ogni giorno in bicicletta, “non si poteva rimanere a dormire fuori, i genitori non volevano”; “ogni giorno mi facevo nove chilometri in bicicletta”. Dopo un anno e mezzo, “sono andata alla scuola di taglio”; era una scuola gratuita, “eravamo cinque, sei ragazze di Fossombrone”. “Avevo circa vent’anni”. Il corso è durato cinque o sei mesi ed era tenuto da una maestra di Fossombrone. “Poi – ricorda - mi sono messa a lavorare a casa”. Il padre era manovale, la madre era casalinga, anche se per un certo periodo ha lavorato in una filanda (“io ero bambina”).
“Facevo solo roba da donna”; erano i sarti a fare gli abiti per gli uomini. Ricorda che allora a Fossombrone c’erano cinque o sei sarte, ma tutte avevano un buon numero di clienti: “ognuno faceva per conto proprio”. Le clienti andavano da lei, sfogliavano i giornali e sceglievano il vestito che volevano. La stoffa la portavano loro, dopo averla acquistata in una delle tre o quattro mercerie attive a Isola di Fano.
“Eravamo quattro figli, io ero la più piccola”. I due fratelli maschi lavorano come calzolaio e falegname. I soldi guadagnati li teneva lei, anche se, sottolinea Eda, in qualche caso li dava ai suoi genitori che spesso ne avevano bisogno. “I soldi risparmiati si tenevano a casa”, ma non li nascondeva (“a casa mia non è mai usato nascondere i soldi”).
Con l’uscita di casa dei suoi tre fratelli, Eda è rimasta sola con i suoi genitori “fino all’ultimo”. Non si è sposata. Negli ultimi anni ha anche accudito la sorella, rientrata a casa dopo la morte del marito. La necessità di pensare ai suoi familiari, ha obbligato Eda a rinunciare al suo lavoro. Questo è avvenuto poco dopo i quarant’anni. In tutti questi anni, Eda ha provveduto ai suoi familiari da sola, senza l’aiuto di altri familiari. Continua raccontando che da giovane è stata fidanzata ma poi, dopo oltre un anno di fidanzamento, ha deciso di “lasciare perdere”, “non ne volevo sapere più niente”: “a me - aggiunge - piaceva di stare a casa mia con i miei genitori”. “Non mi sono mai pentita di questa scelta”. “Io avevo un buon rapporto con i miei genitori”; “mio babbo mi voleva molto bene”; “tutti mi vedevano come la cocca di famiglia”, “solo mia sorella era un po’ gelosa”. “Mia madre era più severa”. “Mio babbo stava sempre con me”. La sera i suoi fratelli maschi uscivano di casa per andare alle osterie, le femmine invece non uscivano di casa.
Eda dice di avere “pochi ricordi della guerra”. Ricorda però che un bombardamento aveva distrutto la casa di uno dei suoi due fratelli. Ricorda inoltre i bombardamenti che avevano investito Fossombrone. Anche la sua famiglia, come molte altre, è stata costretta a sfollare in campagna dove sono stati per quattro, cinque mesi ospiti di una famiglia contadina. “Si viveva con i risparmi …era una vita un pò di stenti”, anche se in campagna si riusciva a trovare un po’ tutto. Ricorda anche l’arrivo dei tedeschi “che passavano di continuo”. “Quando c’erano i tedeschi si stava un po’ con la paura”. Gli americani erano diversi: scherzavano, erano più allegri.
La sua famiglia, aggiunge, era molto religiosa. La domenica si andava alla messa, ma a casa non si diceva il rosario. Da bambina ha frequentato la parrocchia per via del catechismo. A proposito del rapporto con i suoi fratelli, dice che aveva con loro un buon rapporto.
Benché sia sempre vissuta a Isola di Fano, la frequentazione di Fossombrone era per lei abituale: vi si recava per frequentare la scuola di taglio, per vedersi un cinema, per fare acquisti alle diverse fiere. A Isola di Fano, il sabato e la domenica, Eda andava al circolo cittadino a vedere la televisione che era presente anche nelle osterie dove quasi sempre c’era un’apposita stanzetta. Aggiunge inoltre che erano molte le ragazze che frequentavano l’osteria per poter vedere la televisione. Successivamente ha deciso di comprarsene una, che paga lei ma fa acquistare al fratello. Tra i personaggi televisivi ricorda Mike Bongiorno, Nilla Pizzi, Domenico Modugno. Ricorda anche la prima volta che Raffaella Carrà, ad inizio degli anni Settanta, apparve con l’ombelico scoperto, creando scandalo.
La scelta di trasferirsi al ricovero è avvenuta sette anni fa, quando in seguito alla morte della sorella, Eda è rimasta sola.

 

Dati intervista
   
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Carpineti Eda
Mestiere svolto
Sarta
Data di nascita
10/10/1917
Data intervista
16 ottobre 2007
Luogo di nascita
Isola di Fano
Fossombrone (PU)
Durata intervista
90 min
Temi principali
Lavoro, Famiglia

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