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02 / MEMORIA OVER 90
 
GUARDAROBIERA DI UNA PRINCIPESSA
Al colloquio ha partecipato Paola Paruccini
Cordelli Filomena è nata l’8 aprile 1916 a Chiaserna, frazione di Cantiano. “I miei genitori erano contadini proprietari, eravamo sei: tre fratelli e tre sorelle”. Ha lavorato in campagna fino ai 15 anni. “Lì si faceva tutto: si andava a zappare la terra, raccogliere le olive e l’uva”. Dopo è andata a Roma, per sua scelta (“mi ha preso quella idea lì”), a lavorare come guardarobiera presso la principessa Ruspoli. Nella capitale Filomena aveva due cugini, impiegati in banca che riescono a farle ottenere il lavoro presso il palazzo dei Ruspoli. Era la prima volta che andava a Roma. Suo padre e sua madre non ostacolarono la sua scelta. Il suo lavoro consisteva nel tenere in ordine il guardaroba dei Ruspoli: “c’erano sette persone di servizio per due persone sole … erano molto brave”. Dalla mattina alla sera si occupava della biancheria dei principi: lavare, stirare, “se c’era bisogno di dare due puntini”. Aveva la domenica libera che puntualmente trascorreva con i suoi cugini. Dopo parecchio tempo, viene raggiunta a Roma da una sorella che Filomena riesce a far assumere come cameriera presso la famiglia Ruspoli. Filomena lavorerà lì per circa quattro anni.
I rapporti tra il personale di servizio erano buoni. Filomena ricorda con orgoglio che quando la contessa andava a fare spese la voleva sempre con sé. Aggiunge di non ricordare le feste date a palazzo, perché, dice “erano persone molto riservate”, non davano feste; il principe Ruspoli, inoltre era colonnello dell’esercito e trascorreva lunghi periodi fuori da Roma. Filomena guadagnava abbastanza bene e così riusciva a mandare qualche soldo a casa, a Cantiano. Aveva poche spese per qualche piccolo divertimento, come il cinema (“c’erano pochi divertimenti”).
Si è sposata con un “agente di sicurezza a cavallo”, originario di Siena, che prestava servizio nella capitale, dove era arrivato da Caserta, città in cui il giovane aveva completato il corso istruttivo. Non ricorda come si sono conosciuti, si limita a dire: “ci siamo incontrati così, per strada”. Si sono sposati nel 1945 dopo tre anni di fidanzamento, periodo in cui il giovane viene a Cantiano per conoscere la famiglia di Filomena. Il padre di Filomena non era particolarmente contento del matrimonio: “ma sposi uno straniero, non si sa mai come sono, come non sono”.
Dopo l’8 settembre, quando i tedeschi occupano Roma, il futuro marito di Filomena si toglie la divisa a scappa per rientrare poi solo dopo il passaggio del fronte. Lei sostiene che il marito all’epoca scappò per “non collaborare con i tedeschi”. In quei mesi, i due fidanzati non riescono a comunicare, lei rimane nella capitale, lui va a Siena dove non “nessuno l’ha disturbato”. Filomena dice di non avere avuto paura in quei mesi passati sola a Roma, nonostante i bombardamenti.
A Roma, i due giovani sposi rimangono otto anni fintanto che lui, per motivi di salute e familiari, riesce ad avere il trasferimento a Siena. Lasciato il lavoro presso i principi Ruspoli, Filomena non ha più lavorato, “sono rimasta a casa”. Dice di essersi trovata bene nella città toscana, vivendo a casa dei suoceri dove lei ed il marito sono rimasti per 25 anni. Ricorda però che non aveva amiche: “io stavo a casa quando mio marito era in servizio, poi si usciva insieme”; passava le giornate a fare i lavori di casa: “senza mio marito – ripete più volte la sig.ra Cordelli - non uscivo di casa”. Anche se, sottolinea, “lui mi lasciava parecchia libertà”. Era Filomena a gestire i soldi dello stipendio di suo marito.
Tutti gli anni lei e il marito, durante l’estate, trascorrevano un mese a Cantiano, luogo che a Filomena mancava molto, ma aggiunge: “sa com’è … marito e moglie devono stare insieme”; “la moglie deve seguire il marito, … è giusto così”. Dei cinque fratelli di Filomena, solo due sono ancora in vita: un fratello vive a Roma, mente una sorella abita a Milano (si tratta della giovane che aveva raggiunto Filomena a palazzo Ruspoli). Anche quando sono morti i suoi genitori, lei e suo marito hanno continuato a venire a Cantiano, fino a quando hanno deciso di trasferirsi qui definitivamente, perché suo marito le aveva espresso la volontà di essere seppellito al cimitero di Cantiano. Hanno vissuto un anno al ricovero dove Filomena vive tutt’ora. Il marito è morto 12 mesi dopo il trasferimento. Oggi Filomena lascia il ricovero solo quando i suoi nipoti passano a prenderla per festeggiare alcune ricorrenze familiari.

 

Dati intervista
   
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Cordelli Filomena
Mestiere svolto
Guardarobiera,
casalinga
Data di nascita
8 aprile 1916
Data intervista
26/10/2007
Luogo di nascita
Cantiano (PU)
Durata intervista
70 min
Temi principali
Lavoro, Emigrazione, Guerra

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