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02 / MEMORIA OVER 90
 
SI VIVEVA ALLA MEGLIO
Mariotti Nicola è nato nel castello di Carpegna nel 1907.
La famiglia era formata da sei persone, i genitori, due sorelle e due fratelli.
Quando stavano al castello di Carpegna il padre faceva l’agricoltore, avevano 2 o 3 appezzamenti di terra. “Quella volta la miseria era tanta, si viveva alla meglio, si mangiavano cose che si ottenevano con la fatica, ma i concimi non c’erano…” e la resa era poca. Nicola però la fame non l’ha mai patita.
Il nonno era mugnaio. Quando è morto ha lasciato il mulino ad acqua al padre che se ne occupava con un zio.
Il padre parte per la guerra nel’18 e rimane solo un anno perché era già grande, aveva 42 anni. Muore di polmonite nel ’19.
Nicola è sempre stato credente come il padre che faceva il chierichetto e serviva la messa. Racconta un episodio accadutogli da ragazzo; un giorno anziché andare alla messa come gli aveva ordinato il padre va con i compagni nel bosco a prendere i merli. Al ritorno il padre lo ha aspettato con un frustone e “zan!, nelle gambe nude, mi ha dato una gran frustata. Mi ha dato una lezione (che me la sono ricordata sempre)” da allora non ha più lasciato la messa. Per Nicola è fondamentale la formazione avuta dai genitori perchè “tutto il bene e il male cammina per origine, se è stato bravo il babbo deve diventare così anche il figlio…. il seme è sempre quello. Se è stato cattivo il babbo…”. Ma dice che è facile sbagliare “è nella natura” “ma non c’è nessuno che non ha mai sbagliato” e anche lui nella vita ha sbagliato, anche con l’intenzione di fare il bene, e ci ha rimesso i soldi e non solo ma non ne vuole parlare.
Quando il padre muore, Nicola è andato a guardare il bestiame e “ ne ha fatte di tutti i colori”.
A 17 anni inizia a lavorare nel mulino, lo zio macinava e lui andava a prenderete il grano a casa dei contadini, il nonno “aveva una massa di clienti, aveva un nome… aveva un capitale, ma lo ha perso tutto per essere stato troppo galantuomo” infatti spesso faceva da garante per conto di altri e così ci ha rimesso.
Nicola non ha mai preso il comando del mulino che è sempre stato gestito dallo zio.
Con il mulino “si viveva alla meglio” ci si adattava in base alle situazioni.
Ad un certo punto però hanno dovuto chiuderlo e Nicola lo ha venduto al cognato “erano momenti di miseria, c’era la miseria quella volta. Non si poteva fare quello che si voleva perché non c’era”.
Della guerra dice solo che “ne ha fatte tante”, è stato anche sfollato e ha dovuto dormire fuori ma non racconta altro.
È andato a fare il soldato in bass’Italia. Tutte le sere con i tenenti andava “una sera lì, una sera là”. Nonostante il coprifuoco uscivano lo stesso perché “c’erano dei tenenti che se vedevano una ragazza bella non potevano stare” ma quando gli viene chiesto se lui uscisse con queste ragazze risponde ironicamente “non lo so, non mi ricordo”.
La figlia dice che il padre è sempre stato un burlone, che ha sempre vissuto alla giornata.
Dal soldato è torna presto perché un boscaiolo che comperava le macchie lo ha richiesto per il trasporto della legna a Rimini. L’hanno quindi esonerato, è tornato a casa e durante la guerra ha fatto il boscaiolo.
A Cagli il Fronte è passato nell’estate del ’44. A quel tempo andava spesso in giro con una Guzzi 500 e ”girava più lui che una mosca”. Non dice però dove andava con la moto “andavo dove mi portava la mia testa e ogni testa ha il suo manico”. Dice però che la testa lo indirizzava “sempre lì, verso il desiderio più grosso che la natura ci ha dato” cioè quello ad esempio che si prova “quando si vede una bella ragazza” ma non entra nello specifico “il desiderio più grosso qual è quando uno è ragazzo? Mi sembra che meglio di così non potrei spiegare…”
Ricorda bene i tedeschi perchè è stato in Germani durante la guerra, quando era richiesta la manodopera italiana. E’ stato a Berlino, dove ha lavorato nelle ferrovie come operaio. Il suo assistente tedesco lo aveva preso in simpatia e quando era ora di mangiare gli dava una busta con il pane.
“Girando si fanno amici ma anche dei nemici” e racconta un episodio: il suo assistente voleva comperare un paio di scarpe da un italiano ma non si sono messi d’accordo; pochi giorni dopo le scarpe vengono vendute ad un altro per un prezzo inferiore, allora l’italiano è stato licenziato e rimpatriato.“I tedeschi se fai un’azione fatta male te la fanno pagare perché sono disciplinati, non sono come noi”; per Nicola è indispensabile la disciplina perché è così che si ha l’ordine sociale.
In Germani andava anche di notte a sistemare le linee ferroviarie distrutte dai bombardamenti.
E’ ritornato poi in Italia, non ricorda l’anno, e per 24 anni tiene un allevamento di mucche e vende il latte in tutto il paese. La mattina alle 7 era in piazza con il latte per i bambini che andavano a scuola e per i maestri. Vendeva il latte a litri, secondo le esigenze. La mattina lo portava in una zona e la sera in un'altra, andava anche verso la campagna. Sotto indicazione del sindaco portava il latte anche agli ammalati perché “erano momenti brutti”.
Teneva le bestie in base alle richieste di latte e anche qualche toro per l’ingrasso.
Aveva un caro amico che si chiamava Nino che faceva l’amministratore di molti poderi e lo aiutava a vendere il bestiame; in alcuni casi ci rimetteva dei soldi pur di aiutare Nicola “quelle sono le amicizie profonde” dice.
Anche dopo la guerra, pur essendo ormai adulto, c’erano ancora delle ragazze nella vita di Nicola ma dice che “bisogna stare attenti a non prendere i vizi su nessun rapporto perché è fatica poi li cancelli, questo su ogni tipo di vizio”.
Si sposa all’età di 50 anni. La figlia precisa che il motivo per cui il padre si è sposato tardi non è perché faceva la bella vita ma perchè non era mai riuscito a incontrare una ragazza che le piacesse veramente. I genitori però non si sono sposati tanto per amore ma perché stavano bene insieme, è stata una cosa calcolata.
Nicola della moglie dice che “non era un fiore, ma per la famiglia era qualcosa di inspiegabile, perchè aveva la testa a posto” era lei che dirigeva la famiglia e indicava quello che si poteva o non si poteva fare. E Nicola, dopo aver fatto degli sbagli, capisce che lei faceva la cosa giusta “tutto è fatto per capire”. Per Nicola la moglie era molto intelligente.
Hanno avuto 2 figlie, una però è morta.
Nicola non è andato a scuola “ma di esperienze ne ho un mondo, potrei fare l’insegnante delle esperienze che ho fatto” ripete “ne ho viste di tutti i colori, ne ho fatte di tutti i colori. Ma quello che i miei genitori mi hanno detto di non fare non l’ho fatto”.

 

Dati intervista
   
< ELENCO NOMI
< ELENCO LUOGHI
Cognome Nome
Mariotti Nicola
Mestiere svolto
Mugnaio
Data di nascita
12/05/1907
Data intervista
9 ottobre 2007
Luogo di nascita
Carpegna (PU)
Durata intervista
60 min
Temi principali
Lavoro, Famiglia, Tempo libero

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